Dopo cinque giorni di proteste irrazionali, il movimento di protesta ha cominciato a presentare ieri distinguo tra i soggetti e profonde spaccature.Il Movimento Politico di Sicilia Libera, al quale apparrebbe appartenere Mariano Ferro (ma non erano apartitici?), pubblicato sul web, si dissocia in pratica dalla linea di Martino Morsello, rivendicando allo stesso Mariano Ferro e Giuseppe Cassata, l’unicità di portavoce del movimento, quello vero secondo i comunicati, dei forconi.
Morsello afferma che la protesta continuerà ma si faranno passare le merci. Ma la confusione regna sovrana perchè nessuno riesce a capire cosa sta succedendo e soprattutto cosa succedere nei prossimi giorni.
Qualche altro che la protesta si sposterà a Roma, qualche altro ancora che … bhoo, non si sa.
Ma forse perché qualcuno ha finalmente realizzato di aver iniziato e portato avanti una protesta non condivisibile e soprattutto priva di veri contenuti e proposte strutture diverse da quelle solite, e cioè, le solite trite e ritrite richieste di finanziamento a fondo perduto (fondi europei …), il blocco delle procedure esecutive che la Serit Sicilia ha attivato nei confronti di chi non ha pagato le tasse …. (ma non si dice come vorrebbero pagarle queste tasse non pagate !), e abbassamento del costo del carburante a 0,70 euro per autotrasportatori ed agricoltori.
A proposito del prezzo del gasolio a 0,70 euro litro, nessuno parla dei carburanti agricoli a prezzo agevolato di cui già usufruiscono migliaia di “agricoltori” , compresi quelli della domenica e del dopolavorista regionale, comunale e provinciale … e pure statale, e persone che mantengono la tessera carburanti pur non svolgendo da anni alcuna attività agricola e addirittura avendo venduto anche i terreni ….
Del totale degli iscritti e censiti dalla Regione Siciliana come agricoltori, verosimilmente almeno il 50% e forse più continua a percepire benefici e sovvenzioni pur non avendone titolo …
Nessuno parla del fatto che in Sicilia l’agricoltura è parte di un sistema assistenzialista dove nessuno, a parte poche eccezioni, ha mai pensato di fare impresa.
Nel terzo millennio sembra ancora che gli agricoltori siciliani il cui settore è fermo come struttura e produzione al 1860, non vogliano confrontarsi con il mondo e pensano, forse, che lo Statuto di Autonomia Speciale possa risolvere i loro problemi.
E anche i trasportatori devono capire che oggi non è possibile pensare di fare il padroncino. I trasporti devono essere a livello di impresa. Solo così si abbattono i costi e si migliora il servizio, e la condizione di lavoro.
Ecco che alla fine, la protesta poteva avere un senso se solo autotrasportatori ed agricoltori, avessero guardato dentro il loro mondo ed evidenziato tutte le storture presenti per eliminarle …
Invece, come sembra anche dalle rivendicazioni, in fondo in fondo, le richieste sono soltanto riferibili a benefici e a finanziamenti …
Come a dire: otteniamo qualche beneificio e qualche agevolazione e andiamo avanti così … Fino alla prossima crisi !
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