Continua la protesta dei forconi, e continua a quanto pare, la protesta degli autotrasportatori che da soli stanno mettendo in ginocchio l’economia di un’Isola.
Continua la protesta, ma continua, drammaticamente, l’assenza dello stato in Sicilia. I prefetti, longa mano del governo centrale romano, figure incostituzionali in Sicilia, imposti da uno stato colonialista ed accettati passivamente e con viltà politica dalla casta al potere nell’Isola da oltre sessanta anni, fino ad oggi hanno brillato per il loro distacco.
E’ venuto meno il diritto dei cittadini di potersi rifornire di carburante e di generi alimentari, è venuto meno il diritto dei cittadini di potersi recare al lavoro, è venuto meno il diritto delle aziende siciliane di poter vendere i loro prodotti deperibili, si contano danni incalcolabili e i prefetti in carica in Sicilia cosa fanno ?
Non dovrebbero garantire l’ordine pubblico e il normale svolgimento della vita democratica dei cittadini ?
Da Roma, il grande “tecnico” presidente del Consiglio Mario Monti, non sa fare altro che dire che in Sicilia stanno succedendo cose gravi e preoccupanti.
Ma se la situazione è grave e preoccupanti come mai i suoi prefetti non intervengono ?
Ecco, paradossalmente, i forconi & C. qualcosa la potrebbero far smuovere oggi in Sicilia, ma dovremmo avere essere un Presidente della Regione Siciliana capace di riappropriarsi del suo dovere istituzinale di “UNICO rappresentante dello stato” in Sicilia e di capo delle forze dell’ordine.
Ma non sarà così.
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