Ritorniamo come abbiamo già scritto, sulla vergognosa situazione dell’abusivismo costiero a Marsala, proponendo in anteprima, alcune significative immagini che mostrano come questa città sia stata oggetto di un abusivismo costiero dilagante che interessa tutti i ceti sociali.
Tra gli abusivi, alcuni abusivi e mentitori, sono presenti politici, dipendenti pubblici, personalità del mondo economico e finanziario e financo, sembra, alti magistrati ….
Insomma, un abusivismo quasi “protetto” da silenzi intrecciati che hanno finito per distruggere un patrimonio pubblico enorme e impresso una grave ferita all’ambiente.
Ma alla fine i brogli e gli imbrogli a Marsala si sono scoperti e molti potenti ora si trovano a fare i conti con il diritto e la giustizia amministrativa. Né più e né meno come quei 509 “censiti” dall’Ufficio Urbanista, che stranamente non ne ha visto oltre DUEMILA.
E’ proprio l’amministrazione, che sul delicato e spinoso problema dell’abusivismo edilizio costiero tace anche dopo l’intervento del Procuratore Capo della Repubblica di Marsala, Alberto Di Pisa, , ancora non chiarisce come negli anni avrebbe sanato o “non” visto, migliaia di case, molte delle quali appartenenti a notabili, la cui esistenza sarebbe il frutto di serie ipotesi di connivenze trasversali per non disturbare questo o quel potente di turno.
Come a dire che potenti e meno potenti negli anni si sono tutelati facendo finta di non vedere. Ognuno copriva l’altro così si arrivati al paradosso che molti hanno gli scheletri negli armadi e quindi, a loro volta oltre che abusivi sono bugiardi, imbroglioni e perennemente …. sotto ricatto.
E l’amministrazione ? Già l’amministrazione che addirittura ha asfaltato strade e creato interi quartieri che cosa ha visto negli anni ?
Ora è giunto il momento di chiarire e il Comune in questa faccenda ha molto da chiarire e soprattutto non può pensare di non fare una efficace e capillare informazione su come si sta muovendo per censire gli abusivi ed agire, contro tutti, notabili in testa, come la legge impone.
Noi, come avevamo promesso nel mostro articolo pubblicato il 16 dicembre scorso e con il quale abbiamo “scoperto” il grande imbroglio a cui hanno partecipato un po’ tutti, ora vi presentiamo uno spaccato della gravissima situazione che ovviamente è solo una parte di ciò che ora impone all’amministrazione di Marsala, senza si e senza ma, ma soprattutto senza guardare in faccia a nessuno, di intervenire per acquisire
al patrimonio indisponibile del Comune tutte quelle case abusive costruite con certezza assoluta dopo il 1978 e quindi NON sanabili perché la legge regionale 78/76, con l’esclusione di un breve periodo di interregno indicato nel testo di legge 78/76 che va dal 1° settembre al 31 dicembre 1976, impone il rispetto della fascia costiera di 150 dalla battigia e quindi il divieto di edificabilità assoluta delle fasce costiere, salvo per le opere e gli impianti a diretta fruizione del mare.
E qui va precisato anche un particolare importante, la legge impone il limite dalla “battigia” e non dal mare. Questo significa che i 150 metri vanno calcolati dalla punta massima del flusso marino prima della risacca ….
Migliaia di abusi di cui tutti a Marsala parlavano ma che stranamente non sono mai stati individuati dagli uffici comunali. Abusi che riguardano, come dicevamo, personaggi di spicco della nomenclatura marsalese e che non riguardano soltanto case, ma anche attività commerciali, magazzini, e depositi vari che per la loro realizzazione avrebbero necessità di acquisire anche e soprattutto l’autorizzazione della Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto, che a questo punto dovranno verificare le attività industriali presenti e chiarire a loro volta, come sia stato possibile che queste attività insistano sulla costa …
Negli anni l’amministrazione comunale si è dedicata alla repressione di quelle case abusive costruite dopo il 1978, circa 509 come asserisce l’Ufficio Territorio e Ambiente, e per le quali i proprietari hanno chiesto la sanatoria dichiarando la data effettiva di costruzione …
Delle oltre duemila case abusive “INESISTENTI al 1978” , non è dato di sapere quale siano i documenti in possesso dell’amministrazione comunale ma molti dicono che parte di quelle case sono state “sanate” perché molto probabilmente i proprietari hanno dichiarato che sono state costruite prima del 1977 …
Da tempo, specie dall’inizio delle del emozioni delle “prime” 22 case abusive, si parla dell’esistenza di documenti ufficiali che sbugiardano tutti.
Sono le aerofotogrammetrie del territorio che sono in possesso della Regione Siciliana Siciliana (ma si dice anche di quasi tutte le amministrazioni), realizzate nel 1978, subito dopo l’entrata in vigore della legge 79/76.
Ebbene, dopo un lungo e faticoso lavoro, siamo riusciti ad ottenerle queste foto, ed ora, dopo l’anteprima del 16 dicembre, ne proponiamo un ampio stralcio da dove si evince quanto esteso e grave sia il problema.
Altro che cancelli di accesso illegali, a Marsala lungo la costa quasi tutto è illegale e quei cancelli che insistono entro la fascia protetta di cui tanto si è parlato negli anni dovrebbero essere rimossi immediatamente e a carico dei proprietari … abusivi !
Dall’amministrazione ci hanno sempre detto che secondo la legge era il cittadino che doveva dimostrare l’esistenza della struttura prima dell’inizio del divieto e questo veniva fatto semplicemente con atti notori e dichiarazioni sottoscritte dai tecnici.
Bene, ora l’amministrazione ha le prove degli imbrogli e dei brogli e quindi, anche per l’accorto intervento del Procuratore Capo di Marsala, Di Pisa, non può più far finta di non sapere …
Dovrà “vedere e censire” tutte quelle case che stranamente non sono ancora state censite ed acquisite al patrimonio indisponibile del Comune.
Fin qui l’amministrazione marsalese è stata forte ed inflessibile con i deboli, ora dovrà dimostrare di essere forte anche con i potenti ….
Dovrà farlo con trasparenza, celerità ed imparzialità.
Se il Sindaco o i dirigenti preposti omettessero di farlo o cercassero di far “decantare” il problema, incorrerebbero in un reato penale grave senza peraltro ottenere alcun risultato pratico perché oramai lo scandalo è scoppiato e nulla potrà salvare chi ha non solo costruito abusivamente, ma ha anche mentito spudoratamente allo Stato …
Signor Sindaco, la legge parla chiaro, “il beneficio ottenuto con dichiarazioni false si perde automaticamente”.
Ergo, non ci sono sanatarie o mezzi e mezzucci.
Il Sindaco Carini non può attendere, come affermato in conferenza stampa di fine anno, la relazione del dirigente, deve disporre un atto formale per una verifica minuziosa e precisa di tutto il territorio “stuprato” da decenni di abusi, mediante confronto comparativo delle aerofotogrammetrie del 1978 e la situazione attuale.
Già si mormora della necessità inderogabile di approvare il disegno di legge “truffa” che sanerebbe gli abusi e gli imbrogli.
A parte il fatto che sarebbe impopolare, un intervento legislativo oggi sarebbe come ammettere che sbugiardati politici e potenti, colti con le mani nel barattolo della marmellata a rubare il bene pubblico, questi si fanno le leggi per le caste …
Noi continueremo la nostra battaglia del diritto continuando ad informare i cittadini degli sviluppi dello scandalo che non è soltanto marsalese, e auspichiamo che l’amministrazione sappia agire con fermezza e senza tentennamenti.
Ora nessuno può più sbagliare … ed attendiamo che il Sindaco informi la cittadinanza, che fermi le macchine, e guardi ed affronti il problema nel suo complesso … !
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