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Stranezze ministeriali. A Carabiniere niente causa di servizio. Decide l’amministrazione … senza aspettare la CMO ..

Questa del carabiniere (ex) Rocco Covello,  è una storia strana che così come ci viene raccontata, confermerebbe come per le istituzioni, anche per la Benemerita, il dipendente non è considerato un essere umano ma semplicemente un numero di matricola.

Rocco Covello ci riferisce che mentre era in turno di servizio presso la Centrale Operativa di Cosenza, il 25 febbraio 2006, fu colto da un malore e portato in ospedale dove gli fu diagnosticato un “attacco ischemico e infarto celebrale” che è stato anche causa del suo collocamento “forzato” a riposo nel 2010.

E fin qui nulla di strano, ma la burocrazia, a volte irrazionale, ci si è messa in messo e succede che, mentre si trovava ancora a disposizione della Commissione Medica in attesa di essere sottoposto a visita di controllo della Commissione Medica Ospedaliera di Messina, per la quale era già stato convocato per il 26 Novembre 2009, in data 28 agosto 2009 gli viene notificato dal suo Comando Generale un decreto  (n. 3457/2009 del 16.7.2009) con cui gli si comunica che è stata rigettata la sua richiesta di causa di servizio

Sembrerebbe che al Ministero qualcuno sia stato preveggente perché questa determinazione arriva … tre mesi prima della decisione di merito della competente Commissione Medica Ospedaliera !

Il carabinieri Covello, prende carta e penna e scrive per contestare l’irregolare procedura. Niente.

Allora decide di scrivere al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri .. ma dal vertice della Benemerita non arriva nessuna risposta …

Conseguenza ovvia,  il ricorso al TAR che nel 2009 riconosce l’irregolarità della procedura adottata dal Ministero e sospende inprima istanza il provvedimento che viene annullato definitivamente con sentenza del 2011. 

La burocrazia ministeriale è implacabile. Ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’avvocatura dello Stato e conseguente, ovvia, sentenza di conferma delle determinazioni del TAR.

Nel dicembre 2010 il Covello viene finalmente sottoposto a visita medica dalla Commissione Medica Ospedaliera di Messina, ma a distanza di un anno la pratica non è ancora definita e al Covello non è stato ancora comunicato il parere del Comitato di Vigilanza.

Ed allora, conseguente azione giudiziaria contro la Benemerita … e interrogazione parlamentare sull’assurda vicenda.

Niente.

Non rimane che il ricorso alla Magistratura. Il 14 gennaio 2011 il Covello deposita una denuncia con cui in sette pagine e ventidue atti allegati alla Procura della Repubblica di Catanzaro, chiede giustizia …..

Il 16 ottobre ha integrato la denuncia con altri documenti ed ancora il 12 dicembre .10.2011 ho fatto una integrazione alla denuncia  di altre  undici pagine  e il 12 dicembre, il proprio legale invia una lettera al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri: 

“A nome, per conto e nell’interesse del sig. COVELLO  Rocco (C.F.XXXXXXX ) che mi ha conferito già incarico nei precedenti atti in possesso delle Amministrazioni in indirizzo, ribadisco le inoltrate richieste di conclusione positiva del procedimento diretto al riconoscimento della causa di servizio.

         Significo ulteriormente che:

1)        il sig. COVELLO è stato sottoposto a visita medica dalla C.M.O. DI MESSINA per l’accertamento e l’ascrivibilità delle patologie che lo affliggono a causa di servizio, in data 13/12/2010.

2)           L’accertamento sanitario è stato conseguente alla decisione del T.A.R. della Calabria che, con ordinanza n°1009 /2009, depositata l’11/12/2009, aveva sospeso l’efficacia del Decreto n° 3457/2009 del 16/07/2009 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, 8^ Sezione Equo Indennizzo,  ritenendolo affetto da eccesso di potere per difetto di istruttoria.

         La decisione del T.A.R. è stata confermata dal Consiglio Di Stato il 28/04/2010  con Ordinanza n° 1924/2010.

3)           Il  03/05/2011 il T.A.R. Calabria con sentenza n° 609/2011 ha definitivamente annullato il decreto n° 3457/2009 sopra citato.

4)           A tutt’oggi, dopo la conclusione degli accertamenti sanitari finalizzati al riconoscimento della causa di servizio, la cui visita ultimativa è stata eseguita il giorno 13/12/2010 per come detto sopra, il sig. COVELLO non conosce ancora  l’esito del prescritto parere del Comitato di Verifica.

5)       Non ha avuto conoscenza nemmeno  del dettaglio degli atti che sono stati trasmessi al Comitato di Verifica per l’opportuna valutazione degli stessi prima dell’espressione del  parere e ciò nonostante ne abbia  fatto  apposita richiesta  con precedente missiva ricevuta il 16/07/2011 ( r.a.r. n° 131123211584),  che si allega oggi in fotocopia insieme alla risposta data al sig. COVELLO (  Pos. 65108/B con data 19/07/2011 ).  E’ di importanza fondamentale per il sig. COVELLO  avere piena conoscenza di tutti gli atti- con dettagliata elencazione pervenuti alla già detta Commissione di Verifica, per eventualmente integrare, qualora atti, referti e/o documenti di evidente importanza non siano stati trasmessi o, comunque ricevuti . Al riguardo è significativo sottolineare che il sig. COVELLO ha svolto, nel corso del suo onorato servizio mansioni comportanti rischio per la  salute e derivanti dall’esposizione a rumori ed onde elettromagnetiche ( percepiva anche l’indennità menzionata al codice 142 dello statino paga), che  devono essere valutate dal Comitato. 

                   Il sig. COVELLO Rocco, come rappresentato, con la presente, INSISTE PER LA POSITIVA DEFINIZIONE  del procedimento diretto al riconoscimento della causa di servizio.

             In particolare vuole che gli sia resa notizia formale se e quali atti e documenti  siano pervenuti  al Comitato di Verifica, atteso che non ha ricevuto ad oggi alcuna comunicazione sullo stato della procedura e sui motivi del ritardo accumulatosi.

         L’incresciosa vicenda che ha visto come sfortunato protagonista il sig. COVELLO  merita un epilogo senza dilazione di tempo e con pieno accoglimento delle proprie ragioni.

         L’ulteriore attesa di conoscere l’esito della domanda da lui inoltrata costituisce motivo di grave turbamento e alterazione psicologica.

         Devo avvertire le Amministrazioni in indirizzo che copia dell’odierna missiva verrà inviata presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, facendo seguito a precedente esposto già inoltrato,  per le opportune valutazioni sui ritardi e le omissioni fino ad oggi riscontrate”. 

La domanda che ci poniamo a questo punto è: ma se il Ministero o l’Arma dei Carabinieri hanno commesso un errore, e se poi questo errore in sede di giustizia amministrativa è stato accertato anche al Consiglio di Stato …, quale è  la ratio di questo inspiegabile iter burocratico che penalizza un dipendente che ha subito anche un danno fisico grave ?

Quando sarà concluso questo girone infernale, il Comando Generale dell?Arma dei Carabinieri provvederà a costituire una commissione di inchiesta per cercare di capire come mai da un errore procedurale si è passati ad un contenzioso amministrativo peraltro perso nei due gradi di giudizio, sfociato in procedimento giudiziario penale, senza che nessuno, sembra, abbia cercato di capire la problematica e adottare provvedimenti idonei a risolvere l’ormai annoso contenzioso ?