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Abusivismo costiero “post 1976” . E adesso i brogli pagano pegno ! …. Interviene la Procura della Repubblica di Marsala

pinocchio [1]Le bugie hanno le gambe corte e anche per i brogli e per gli imbrogli fatti da molti marsalesi per ottenere la concessione edilizia in sanatoria per case realizzate sembra ombra di dubbio dopo l’entrata in vigore della legge 78/76, è finito il tempo delle nebbie.

Dopo decenni di mormorii che indicavano questo o quel potente proprietario di case, alcune volte mega ville, abusive lungo la costa costruite dopo il 1976, qualcosa si è rotto dopo il nostro articolo che documentava come casa sanate perchè “costruite” secondo gli atti notori prima del 1976, in realtà non esistevano neanche nel 1978 ….

Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Marsala, Alberto Di Pisa, a cui va dato il merito di attenzionare il delicato problema dell’abusivismo costiero non soltanto a Marsala ma anche a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara e Salemi, e di aver sventato un maldestro tentativo di bloccare nelle settimane scorse le demolizioni lungo la costa Nord di Marsala, dopo il nostro articolo inchiesta con cui abbiamo pubblicato una parte delle aerofotogrammetrie della costa di Marsala,  ha indirizzato all’amministrazione Comunale di Marsala una nota ufficiale con cui si invita il Sindaco e gli uffici competenti ad attivarsi per la verifica di tutte le posizioni in sanatoria rilasciate negli anni e annullare, in via amministrativa ed accertata l’inesistenza della struttura con le aerofotogrammetrie del 1978,  tutte quelle pratiche di sanatoria che risultassero contenere dichiarazioni mendaci  e che indicano come la struttura di proprietà esistente prima del’entrata in vigore della legge regionale di tutela delle coste, e procedere nell’inter amministrativo per l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune di “tutte” le strutture abusive …

Di Pisa [2]Il Procuratore ci ha spiegato che nei casi specifici l’azione penale non è possibile, ma nel rispetto del diritto ha ritenuto di intervenire con una nota ufficiale della Procura con l’invito, ineludibile, all’amministrazione, di agire per le verifica di tutte le situazioni in essere.

L’amministrazione quindi, non è solo informata dalla stampa, ma anche e soprattutto dalla Procura della Repubblica e quindi ha in capo a se un inderogabile  obbligo di verifica ed intervento e ove non si attivasse,  violerebbe il dovere d’ufficio e quindi incorrerebbe nel reato penale di “omissioni di atti d’ufficio” .

Nessuno scampo o possibilità di condoni per chi ha messo in atto brogli ed imbrogli perché nel diritto amministrativo e secondo quanto previsto  dagli artt. 75 e 76 del D.P.R. 445/2000 , si perde il beneficio ottenuto con false dichiarazioni “in caso di false dichiarazioni accertate dall’amministrazione procedente, verranno applicate le sanzioni penali previste e la decadenza dal beneficio ottenuto sulla base della dichiarazione non veritiera. Sono a conoscenza che la mancata accettazione della dichiarazione non veritiera”.

E’ quindi finito il tempo del non sapevo, ora, dopo il nostro articolo e l’intervento del Procuratore Di Pisa, il bubbone è esploso e tutti, a cominciare dal Sindaco Renzo Carini, dovranno assumersi le proprie responsabilità politiche ed amministrative e punire, secondo legge, chi ha imbrogliato ‘istituzione e la città intera,  pena, la violazione dei propri doveri d’ufficio con conseguente ed ovvia azione penale nei loro confronti.

Potenti o no, è finito il periodo delle nebbie …

Questo a Marsala, ma se i Procuratori Capo della Repubblica delle Procure siciliane si attivassero come ha fatto con molta saggezza il Procuratore Di Pisa, si potrebbe finalmente e seriamente parlare di tutela del diritto e delle coste.

Il Procuratore Capo di Marsala, Alberto Di Pisa ha aperto la via, sta agli altri ora, condividerne il percorso …