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Confagricoltura Sicilia: Manovra Monti fortemente depressiva e innesca emergenza sociale

La manovra, così com’è stata approvata, brucia il 10% del valore aggiunto prodotto in agricoltura, innescando una vera emergenza sociale, oltre che economica.

E’ stato questo il commento del Presidente di Confagricoltura Sicilia, Gerardo Diana, a conclusione dell’assemblea straordinaria convocata per fare il punto sul decreto “salva Italia”.

La manovra – ha spiegato Diana – introduce una duplicazione d’imposta sui fabbricati rurali, il cui reddito era già compreso in quello dei terreni e che per gli agricoltori equivalgono a mezzi di produzione, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di mezzo milione di aziende agricole sotto i 20 ettari, che verranno escluse dalla capacità di dar reddito alle famiglie di chi le conduce.

Non sono esenti da pericolo – ha aggiunto il presidente dell’organizzazione siciliana – neanche le imprese più grandi, più strutturate, più robuste. Perché gli ulteriori sacrifici si sommano ad un quadro critico che ci portiamo dietro da anni, ad una globalizzazione non governata, ad una instabilità politica e decisionale per il settore che ha visto alternarsi al dicastero di via XX Settembre tre ministri nel giro di 12 mesi.

E’ stata quindi disattesa la richiesta per una manovra che non puntasse solo a far cassa nelle campagne, ma desse prospettive di sviluppo, favorisse l’esportazione, rilanciasse i consumi, desse prospettive occupazionali.

La politica – ha concluso tristemente Diana – usa l’agricoltura, con la sua produzione al cento per cento di alta qualità e il “Made in Italy” alimentare, come immagine del Paese, poi la perseguita con un regime fiscale oppressivo, che il settore non è assolutamente in grado di reggere.