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Federpetroli: il decreto salva Italia rovina il settore petrolifero …

Pagheremo la benzina allo stesso costo ma con minor prodotto. Allarme per la perdita di erogato.Tavolo di verifica con l’esecutivo o saremo costretti a rinegoziate i Contratti di Gestione.

FederPetroli Italia comprende il sacrificio richiesto dal Presidente del Consiglio Monti, al fine di scongiurare un ulteriore peggioramento sui mercati, ma l’ulteriore aumento delle accise provoca uno sconvolgimento sul mercato dei prodotti petroliferi. Questa volta sono stati colpiti i Gestori degli impianti, le stesse società petrolifere ed i consumatori: se questo è il significato di “Manovra equa”, i punti ci sono tutti.

I Gestori degli impianti di carburante compreranno il prodotto allo stesso prezzo ma di conseguenza, in quantità minore, non si tratta di rischio ma di fattore certo su una minor vendita di prodotto alla pompa e lo stesso margine di guadagno fissato da contratto.

FederPetroli Italia chiederà all’esecutivo, di intervenire e convocare tempestivamente le Società petrolifere e tutte le parti interessate al fine di rivedere entro brevissimo tempo le tassazioni di settore per trovare un “ammortizzatore comune” che renda meno pesante la fiscalità e la vendita di prodotto sugli impianti italiani o si arriverà a rinegoziare i contratti con le società petrolifere.

Tutto ciò servirebbe di buon auspicio da parte dei Gestori ad incrementare le vendite nei prodotti con i rispettivi sconti convenuti con le società petrolifere e ad alleggerire il peso derivato dal decreto e dai precedenti rincari delle accise del passato Governo Berlusconi, con un occhio di riguardo al consumatore finale.