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Nino Bixio, il macellaio di Bronte, alla moglie: «Che paesi! Si potrebbero chiamare dei veri porcili!

A Ragusa, la mia città, sono stati davvero poco generosi!
Magari non l’avranno fatto apposta, … sarà capitato, … la cosa avrà anche creato imbarazzo, … certo è che a Gerolamo Bixio, detto Nino, hanno dedicato una viuzza, … davvero troppo poco per uno tra i più importanti protagonisti del risorgimento italiano, … direi quasi offensivo per uno degli uomini più vicini e fedeli a Giuseppe Garibaldi, … l’eroe dei due mondi …!

Nella vicina Vittoria, invece, sono stati ben più generosi, gli hanno dedicato una delle principali strade del centro!

Nella stessa Vittoria esiste anche una Via Cacciatori delle Alpi, in onore della brigata di volontari che combatté agli ordini di Garibaldi, nel corso della seconda guerra di indipendenza, e i cui veterani ed ufficiali si ritrovarono in occasione della spedizione dei mille. Bixio ne fece parte!

Ma un po’ in tutta la Sicilia è un susseguirsi di vie e di piazze, così come, del resto, in tutto il Mezzogiorno! Dalle parti di Napoli, gli hanno anche dedicato un prestigioso istituto nautico!

Svolse ovviamente il suo bel compitino da soldato, partecipò alla battaglia di Calatafimi, … anche a Calatafimi Segesta esiste Via Nino Bixio, … e, una volta sul continente, alla battaglia di Piazza Duomo, a Reggio Calabria, ed alla risolutiva battaglia del Volturno.
Ma Gerolamo Bixio, per gli amici Nino, dovette anche espletare incarichi di polizia militare, anche nella vicina Santa Croce Camerina, il paese delle serre, … anche lì troviamo una Via Nino Bixio!

Garibaldi sapeva bene che, per portare a termine la sua “impresa” in Sicilia, sarebbe stato essenziale l’appoggio dei siciliani. Doveva essere visto, quindi, non solo come un liberatore, ma anche come l’ispiratore di una nuova società, libera da miseria e ingiustizie. Per questo, il 2 giugno 1860, emanò un decreto che prometteva, innanzitutto e soprattutto, la divisione delle terre.

In mancanza di riscontro alle promesse fatte, nel mese di agosto, a Bronte, il malcontento popolare si tramutò in vera e propria rivolta, … cruenta rivolta, … indegna rivolta, è giusto dirlo, con decine di case date alle fiamme, insieme al teatro ed all’archivio comunale. Sedici furono i morti, tra nobili, ufficiali e civili.

Per sedarla, Gerolamo Bixio, detto Nino, … che non doveva avere in gran simpatia quei luoghi, se è vero che scrisse alla moglie Adelaide parole del tipo «Che paesi! Si potrebbero chiamare dei veri porcili! Questo insomma è un paese che bisognerebbe distruggere o almeno spopolare e mandarli in Africa a farli civili», … per sedare la rivolta, dicevo, Gerolamo Bixio applicò lo stato d’assedio e pesanti sanzioni economiche alla popolazione, … nonché costituì un tribunale che, in poche ore, giudicò circa 150 persone e ne condannò 5 alla fucilazione!

I cadaveri di NICOLO’ LOMBARDO, il sindaco, di NUNZIO CIRALDO FRAIUNCO, demente, incapace d’intendere e di volere, a cui nessuno del plotone d’esecuzione ebbe il coraggio di sparare, di NUNZIO LONGI LONGHITANO, di NUNZIO NUNNO SPITALERI, di NUNZIO SAMPERI, vennero lasciati esposti al pubblico ed insepolti, in segno di ammonizione!

Peccato, per il nostro Gerolamo, che successive ricostruzioni storiche abbiano appurato la loro innocenza!
Eppure, oggi, anche Bronte ha la sua bella Via Nino Bixio!

Non c’entra direttamente Bixio, ma vorrei qui ricordare la strage di Castellammare del Golfo del 1862, figlia dello stesso, immutabile atteggiamento nei confronti dei siciliani.

I moti popolari esplosi a capodanno di quell’anno solo riduttivamente possono essere chiamati “rivolta dei cutrara”, in onore di quei liberali, di fatto dei collaborazionisti, che, approfittando delle torbide vicende risorgimentali, si erano impossessati della “coltre”, ‘a cutra, del potere.
In realtà, si trattò di una vera e propria rivoluzione popolare siciliana, contro una classe dirigente asservita agli interessi politici ed economici del regno d’Italia e dei piemontesi.

Rappresaglia volle … che fossero fucilati sette innocenti, … MARIANA CROCIATA, cieca, analfabeta, di anni 30, MARCO RANDISI, storpio, bracciante agricolo, analfabeta, di anni 45, BENEDETTO PALERMO, sacerdote, di anni 46, ANGELA CATALANO, contadina, zoppa, analfabeta, di anni 50, ANGELA CALAMIA, handicappata, analfabeta, di anni 70, ANTONINO CORONA, handicappato, di anni 70 … e poi lei, ANGELA ROMANO, di 9 anni!
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Anche a Castellammare del Golfo potete trovare la Via Nino Bixio!
Ecco, di fronte a tutto questo, … una cosa vorrei dirla, dal profondo del cuore … VIA NINO BIXIO …!
Sissignore, … via il nome di Gerolamo Bixio, per gli amici Nino, da tutte le strade, le piazze, i vicoli ed i vicoletti, le scuole e quant’altro, in Sicilia, … in tutta la Sicilia!

E’ un’offesa, un affronto a quelli che sono stati i miei fratelli Siciliani!

Io vorrei semmai vedere, in tutte le città della Sicilia, strade, piazze, vicoli e vicoletti, scuole e quant’altro, intitolati a NICOLO’ LOMBARDO, … a NUNZIO CIRALDO FRAIUNCO, … a NUNZIO LONGI LONGHITANO, … a NUNZIO NUNNO SPITALERI, … a NUNZIO SAMPERI … e poi ancora a MARIANA CROCIATA, … a MARCO RANDISI, … a BENEDETTO PALERMO, … ad ANGELA CATALANO, …ad ANGELA CALAMIA, … ad ANTONINO CORONA … ed infine a lei, la mia prediletta, ANGELA ROMANO, morta a 9 anni … senza un perché!

Ma si sa, i siciliani siamo sufficientemente apatici da lasciare le cose come stanno, … cchi mmi ni futti …, ed altrettanto noncuranti da continuare a sceglierci dei rappresentanti che di noi e della Sicilia … si ni futtunu altissimamente, … come, di fondo, si ni futtia Gerolamo Bixio, Nino per gli amici!

 Sikeloi