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Marsala. La Corte dei Conti sul bilancio comunale: disavanzo nel 2010 di 5,6 mln, squilibrio per plusvalenze. Ipotesi dissesto ?

A seguito del controllo finanziario sul bilancio di previsione 2011, la Sezione di controllo della Corte dei Conti ha rilevato una serie di incoerenze sul bilancio comunale. Ieri, 18 novembre, si è tenuta l’adunanza per le decisioni di merito presso la sede della Corte in Via Notabartolo a Palermo.

Secondo l’organo di revisione dal bilancio comunale emerge:

–          La necessità di effettuare una puntuale verifica, a livello previsionale, del rispetto del patto di stabilità 2011, atteso che dai dati non sembra essere rispettato;

–          La previsione, per l’esercizio 2011, di un realizzo di plusvalenze patrimoniali per euro 3.190.00 nonostante la deliberazione di G.M. 189 del 3/8/2011 di approvazione del piano delle alinea nazioni immobiliari sia stata bocciata dal C.C.;

–          La previsione di aumento, per l’esercizio 2011, delle entrate da contributi per permessi a costruire di circa il 30% rispetto all’esercizio 2010;

–          Un consistente aumento delle entrate del titolo IV, e conseguentemente delle spese di cui al Titolo II del bilancio, rispetto all’esercizio precedente;

–          La notevole incidenza sugli equilibri di bilancio delle entrate a carattere straordinario relative a contributi per permessi a costruire e plusvalenze da alienazione con incidenza di circa il 6,4% sulle spese correnti;

–          Un disavanzo di gestione, nell’esercizio 2010, pari a euro 5.564.882,00 (ndr.: Il disavanzo di amministrazione riduce la capacità di spesa dell’ente e deve essere applicato al bilancio di previsione nella parte spesa attraverso una apposita variazione di bilancio. In pratica il disavanzo viene finanziato con le maggiori entrate e minori spese ma in questo caso non sembra che queste maggiori entrate siano presenti nel bilancio comunale e soprattutto non si evidenzierebbero minori spese..);

–          La necessità di verificare la ragioni del mancato pagamento, nell’esercizio 2009, di un differenziale negativo relativo al contratto di interest rate swap stipulato dal Comune, nell’anno 2007, per il quale è stato  presentato ricorso al TAR da parte della banca;

–          Un disavanzo di parte del capitale pari ad euro 2.787.500 per cui l’impostazione del bilancio di previsione 2011 non consente il rispetto degli equilibri di bilancio;

–          Il mancato rispetto dei limiti previsti dall’art 76 comma 7, del D.L. 112/2008 e succ.mod., in ragione della previsione di nuove assunzioni, rinnovi e proroghe contrattuali nonostante l’incidenza percentuale della spesa del personal sulla spese corrente pari al 40% e la previsione del mancato rispetto del patto di stabilità …

Da quanto sembrerebbe emergere, l’architrave stessa del bilancio comunale, amministrazione dell’ente e la gestione economica,  appaiono fortemente messi in discussione dalla Corte dei Conti che contesta, in sintesi, non solo il non rispetto del patto di stabilità  e disavanzi di gestione consistenti, ma anche le operazioni di assunzioni (mobilità 2010 ?) messe in atto dall’amministrazione senza rispettare i limiti di legge. E a questo proposito già si parla di altre assunzioni strane con previsione di mobilità specie per la categoria D1 (ingegneri ed architetti …) per i quali si chiacchiera ci siano già i nomi dei possibili “new entry” …        

Ma in generale, appare particolarmente grave il disavanzo di amministrazione che mette in evidenza una situazione di squilibrio finanziario che ha come conseguenza la mancanza di fondi per pagare i debiti e non può essere scomposto in fondi vincolati o non vincolati in quanto i fondi non ci sono perché il valore è negativo. 

Le note della Corte dei Conti fanno ritornare in mente i fatti di luglio quando riportammo le preoccupazioni del Dirigente di Ragioneria, Fiocca, che mise nero su bianco i problemi economici dell’ente, che alla luce dei fatti sembrano essere rimasti.
Fiocca scrisse, nella famosa lettera del 21.6.2011 prot. 42837, che: “il saldo obiettivo calcolato secondo le nuove norme per il 2011 veniva già sforato di quasi 21 milioni di euro” “ e di conseguenza, in via precauzionale “ha bloccato i pagamenti di tutte le spese in conto capitale finanziate con fondi propri o a carico (avanzo di amministrazione, oneri di urbanizzazione, mutui cassa Depositi e Prestiti, etc.”.

Concluse Fiocca “qualora l’A.C. decida di indicizzare all’emissione, e quindi, al pagamento degli stati avanzamento man e delle spese conseguenti, il nostro Ente (ndr. :Il Comune) , in assenza di modifiche normative, sforerà il patto di stabilità e sarà oggetto alle sanzioni previste dalle norme e specificate al punto “I” della Circolare MEF  11 aprile 2011 n. 11, che ad ogni buon fine si allega”.

Ora, malgrado le smentite del Sindaco, peraltro poco credibili considerato che la famosa lettera da noi pubblicata (http://www.osservatorio-sicilia.it/2011/07/18/marsala-sul-patto-di-stabilita-il-sindaco-renzo-carini-risponde-in-modo-scomposto-sbagliando-obiettivo/ [1] )

e che è stata “semplicemente” definita un atto interno …., la situazione appare veramente grave.

Nel privato si parla di fallimento quando l’azienda non ha più risorse per mantenere fede agli impegni economici, nel pubblico si parla di “dissesto finanziario”. 

E’ il caso di Marsala ? Possibile, anche se non auspicabile, certo è che le note della Corte dei Conti sembrano bocciare l’amministrazione Carini senza appello.