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Catania. La Confesercenti latita … rispondono i soliti noti

Abbiamo letto con “attenzione attenta” la lettera che Confesercenti Catania ci ha mandato, e che abbiamo pubblicato, per replicare al nostro articolo, della quale non comprendiamo bene il tenore né la finalità.Non è di protesta, né di polemica, nei nostri confronti, bensì di testimonianza avversa alle tesi esposte nell’articolo, con un incipit della scrivente, dott.ssa Schillirò, di accredito personale sol perché socia della nostra società editrice oltre ad essere stata amministratore della stessa nella fase di start up, circostanze che riteniamo irrilevanti e inefficaci, rispetto alle tesi da noi enunciate che sono d’inquietante portata sociale e del dovere della stampa di informare correttamente il cittadino inconsapevole. 
Le c.d. testimonianze che la scrivente ci vorrebbe far bere, ma badate bene, solo testimonianze interne alla Confesercenti di Catania, della stessa comitiva del Politino e per questo irrisorie, che riteniamo meramente di parte, nonvoglialtro che per interessi personali, rispetto a quelle che abbiamo ricevuto in redazione e che abbiamo pubblicato (solo in parte) nell’articolo del 20 ottobre u.s.
I fatti da noi citati sono incontrovertibili (abbiamo documentazioni salde) e i pretesti scritti nella lettera ricevuta hanno il sapore, e ci fa proprio pena la dott.ssa Schillirò, di una difesa di ciò che è indifendibile a partire dalle connessioni politiche del Politino. 
Dovrebbero essere proprio Firrarello e Castiglione a vergognarsi di una simile amicizia e a prenderne le distanze e non il contrario come sostenuto nella lettera, e siamo d’accordo che nulla vi è d’illegale, ma sicuramente se la stima fosse ambivalente e cioè anche da parte di Castiglione e Firrarello sarebbe oltremodo sconveniente per loro, sia per ragioni di etica politica, quanto per quella della morale, stante che chi rappresenta il popolo ai più alti livelli, non può e ripeto non può, non essere che come la moglie di Cesare (anche in riferimento alle frequentazioni), sfiorata nemmeno dal sospetto, e di Politino tutti conoscono tutto e che di certo non sono sospetti  che noi abbiamo stigmatizzato solo in parte. Di questa “collaborazione reciproca”, come affermato, suocero e genero non possono farsene certamente vanto, anzi, bisognerebbe proprio vergognarsene. 
E di certo non ci meraviglia il fatto che questo rapporto politico del Politino, possa essere “inscritto nei normali rapporti” -continua la scrivente- “che ogni associazione di categoria intrattiene con i rappresentanti delle istituzioni, della P.A….” , ciò accade normalmente, fino a quanto non si scoprono le anomalie dell’individuo, che forte di una sigla rispettabile (?) né fa uso distorto. Politino non avrà compreso che il problema, semmai è lui, non i politici di cui sopra. Siamo di fronte a un caso di Metonimia, si scambia il contenuto per il contenente. 
Come a nulla vale affermare che non si conoscono le caratteristiche personali dei frequentatori di Confesercenti CT, se questi, poi, sono gli stessi intervenuti in soccorso (la cavalleria pesante) di Politino proprio sotto casa della scrivente e che tanto rumore hanno fatto e prodotto qualche documentazione fotografica.

 

Il caso Alibrandi, infine, si commenta da solo a fronte di un finanziamento di 40.000 euro gli sono stati liquidati solamente 30.000 euro, sarà usura? sarà estorsione? Fatto sta che la Confesercenti ha prontamente telefonato ad Alibrandi invitandolo in sede per chiarimenti, divertente no? Cercano di metterci una pezza? Secondo noi il reato è in acta.
Sappiamo, invero, che per un finanziamento simile a quello erogato e di cui ci occupiamo, garantito dallo Stato con apposita normativa declamante che nessun onere accessorio è dovuto dall’imprenditore trattandosi di garanzia statale, del quale, abbiamo visto la certificazione rilasciata da altra sede provinciale di Confesercenti, i costi relativi sono di poche centinaia di euro. Saranno dei benefattori questi. Ovvero………………………

Per fortuna gli inquirenti sono vigili e la verità verrà come sempre a galla.

Non replichiamo alle dichiarazioni della Presidente Enza Lombardo, perché troppo divertenti. Avrebbero meritato una palestra più qualificata a livello del gossip nazionale.

Per ultimo le esternazioni-conclusioni del Politino da uomo probo, che ridere ! ! !
Ma con chi se la prende? Col suo predecessore o con noi? Ma poi che paroloni biblici, calunnia, l’uomo virtuoso, quasi un catechista, alla guisa di quei personaggi da finction televisiva che mentre commettono omicidi si attrezzano di inginocchiatoio, rosario e santini.
Sappia Politino, comunque, che chi è incaricato di pubblico servizio deve rispondere anche della propria vita privata, ha scelto lui di fare questo mestiere ( fa male la Confesercenti a farglielo fare ) che attiene ad una funzione para-pubblica. Partecipa ad organismi pubblici. Gestisce Fondi per il Credito alle PMI. Gestisce fondi pubblici per la formazione, e tutta una serie di attività e partecipazioni che influiscono sulla collettività. 
Politino non eccelle per correttezza a partire dalle frequentazioni pericolose, come affermato dal suo predecessore e come accertato da noi; dal rapporto col fisco; dai troppi rimborsi spese intascati da lui e dai suoi accoliti a danno dell’organizzazione; dalla collocazione dei propri fondi. Dove li metterebbe se non ha un conto proprio?

Siamo disposti a qualsiasi confronto e di tutto ciò, e come sempre informiamo le autorità competenti (ogni nostro articolo viene inviato loro via mail), è il nostro modus operandi.

Lottiamo per affrancare la collettività da qualsiasi disfunzione, anomalia, alterazione che possa portare la nostra già vituperata società verso un abisso irreversibile. Salvando stavolta i politici citati rendendo loro l’alibi che potevano non sapere, ma adesso che sanno verificheremo come si disciplineranno.

Ci duole, invece, che la Confesercenti, organizzazione che riteniamo seria, ancora una volta si relega dietro un silenzio complice, non assumendo nessuna posizione. Non basta che gli accusati si giustifichino. Occorre una presa di posizione netta ed inconfutabile e ci chiediamo perché non lo faccia. Se lo chiedono alcuni deputati, rappresentanti del popolo, che vorrebbero prendere una iniziativa interrogativa parlamentare. E se lo domandano anche gli inquirenti.

Un interrogativo ci attanaglia. Confesercenti  lo fa per interessi concreti, per complicità o per mera convenienza? Mi ricordano, altresì, che non lo fece neppure quando è stata sfrattata, dal Politino, l’associazione antimafia ADDIOPIZZO. Bisognerebbe accertare le correità, sapendo che ogni organizzazione è responsabile in solido dei propri delegati, materialmente, moralmente e funzionalmente.
Una brutta storia di cui non volevamo più occuparcene, ma ci tirano dentro e noi non ci sottraiamo.
Alla prossima puntata, pensiamo proprio che ve ne saranno ancora molte altre a questo punto.

Titta Nicolosi