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Halloween .. Niente dolcetto, Obama decide: dall’Iraq ritiro fittizio … tutti in Kuwait i militari USA

f117 [1]Barack Obama, il presidente USA premiato del Nobel per la pace per i suoi intenti pacificasti (quasi come la lettera di Berlusconi all’Europa …), alla fine si sta dimostrando più guerrafondaio di Bush il terribile, come definito dai tanti ben pensanti pacifisti che da tempo sono spariti dalle cronache mondiali. 

Neanche qualche giorno fa Obama in pompa magna aveva dichiarato alla nazione e al mondo, sapendo di mentire, che entro l’anno i militari americani avrebbero lasciato l’Iraq … in mano alle correnti islamiche iraniane e al caos più totale.

In realtà non si tratta di un rientro ma di riposizionamento, che in termini militari, significa spostare le truppe da una zona all’altra senza abbandona l’area.

E dove vanno i soldati americani ?   In Kuwait naturalmente, dove peraltro è previsto il dispiegamento di nuove truppe di pronto intervento, leggasi combattimento, perché i militari e i diplomatici americani, preoccupati per l’instabilità irachena … da loro stessi creata, che potrebbe crearsi nell’area con il ritiro delle truppe, hanno convinto (??) Obama  a pensare la costituzione di un “pied a terre” nel golfo.

Insomma, Obama il pacifista, sta realizzando tutto quello che Bush il guerriero aveva previsto quando iniziò la sua campagna militare nell’aera del Golfo Persico.    

Per fare ciò sono in corso negoziati con gli stati del Golfo che in realtà appaiono come e veri out out paventando la minaccia … iraniana, per far inghiottire agli emiri il rospo delle navi da guerra americani stazionati in acque internazionali ma ad un tiro di schioppo della terra ferma.

Insomma, l’obiettivo degli Stati Uniti che hanno stretto rapporti militari bilaterali con ciascuno delle sei nazioni del Gulf Cooperation Council – Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman, mirano a costituire una struttura militare integrata aero navale e di difesa missilistica.

Una specie di NATO del Golfo Persico che potrebbe chiamarsi GUCTO, (Gulf Cooperation treaty  Organization)  il cui dimensionamento militare è ancora in fase negoziale ma dovrebbe essere imminente l’annuncio degli accordi.

Esemplificativo il commento del Magg. Gen. Karl R. Host, Capo Di Stato Maggiore del Comando Centrale, che definendo la pianificazione di una nuova struttura militare nel Golfo ha detto che si tratta di un “Ritorno al futuro” .  

Il piano secondo Horst è “sano, efficiente e pratico. “

Di rimando Obama chiarisce che ” la prova del nostro costante impegno per l’Iraq e la regione è data dal fatto che avremo una consistente presenza (ndr.:militare) costante in tutta la regione” 

Più chiari di così gli americani non potrebbero essere.

E nonostante le preoccupazioni internazionali, l’amministrazione Obama ha proposto di istituire una più forte l’alleanza multilaterale tra gli USA e le sei nazioni del Golfo, proposto delineata dal Segretario di Stato Panetta e la Clinton in un insolito incontro congiunto  con il Consiglio delle NU a New York.

Il progetto ha una  controindicazione non di poco conto, ovvero, la rivalità tra el sei nazioni che dovrebbero essere parti integranti del GUCTO …

Paradossalmente, gli americani a casa loro discutono sul futuro della regione e di un Iraq troppo debole ed instabile.

Debolezza ed instabilità che loro stessi con la loro arroganza militare hanno creato e che ora stanno espandendo nel pieno centro dell’Asia con l’intervento in Afghanistan e la destabilizzazione del Pakistan.

Ma questa è un’altra storia …

cobra  1 [2]