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Marsala. Commissione comunale censura il dirigente risorse umane, Angela Ammoscato …

L‘8 aprile di quest’anno scrivemmo un lungo articolo su una questione complessa e per certi aspetti mai spiegata con chiarezza dall’amministrazione comunale circa la delibera di giunta che riguarda uno strano quanto “intricato” contratto di servizio tra l’istituzione Marsala Schola e il comune di Marsala, che appare, ma in modo totalmente opposto di  quanto succede nei supermercati,  dove “compri tre e paghi due”,   un acquisto in perdita perché “compri uno, inizialmente a mezzo servizio, e paghi quattro…”

Scrivemmo a proposito di ciò, dei nostri dubbi sulla regolarità di tale accordo (mobilità?) sia per come è stato redatto, che per i termini dell’accordo stesso che appaiono molto “decifrabili”. Ci limitiammo però a soltanto a riferire i fatti facendo ovviamente qualche domanda e qualche osservazione.

Con la delibera di giunta n. 43 del 28 febbraio scorso viene approvato lo schema del contratto di servizio integrativo (?) a quello stipulato con l’Istituzione Marsala Schola il 2/10/2006. Ma in quel contratto il personale veniva “assegnato” armi e bagagli a Marsala Schola e perso dalla forza organica del Comune …

 Nel merito, con questo contratto di servizio, l’istituzione Marsala Schola mette a disposizione, inizialmente part time (diremo poi perché specifichiamo inizialmente), un proprio impiegato di    categoria D 3, Funzionario amministrativo / contabile , che casualmente è stata individuato in una persona molto vicina all’attuale dirigente del Settore Risorse Umane (sotto cui prenderà servizio) e che con questa ha prestato servizio presso una IPAB prima di essere assunta da Marsala Schola, e  che si occuperà della gestione “stipendi” del personale comunale prendendo  il posto dell’incaricato posto in quiescenza.

Ora, la Prima Commissione Comunale sembra abbia voluto vederci chiaro in questa questione partendo, secondo voci tutte da verificare perché la riunione ovviamente è stata a porte chiuse, dal fatto che questo funzionario di Marsala Schola, assunto dall’Istituzione dopo la sua costituzione e quindi non avrebbe il famoso paracadute di rientro in servizio presso l’amministrazione in caso di scioglimento di Marsala Schola, sembra sia stato “inserito” de facto nell’organigramma dell’Ufficio Risorse Interne in qualità di funzionario dell’AREA CONTABILITA’ E STIPENDI DEL PERSONALE – (dal sito del Comune :  Funzionario – Dott. ssa Loredana Alagna – Tel.0923993254 Fax 0923993254 – E-mail alagna.loredana@comune.marsala.tp.it [1]) senza che questi, per la sua qualità “strano” prestito da un altro ente possa essere assumer responsabilità tipiche di un funzionario inquadrato. 

Evidentemente la dr.ssa Ammoscato non avrebbe dato esaurienti risposte alla Commissione che le avrebbe anche chiesto se “conosceva” il funzionario in questione. 

A questa domanda secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, il dirigente sembra abbia negato ogni coscienza pregressa con la dr.ssa Alagna.

La Ammoscato, sempre secondo le voci che si rincorrono, avrebbe anche contestato ai membri della Commissione il fatto di interessarsi di cose che non la riguarderebbero.

 Dopo di ciò sarebbe uscita dalla Commissione e, una volta nel suo ufficio ha scritto una lunga lettera al presidente della Commissione stessa i cui contenuti non sono noti.  

Ma troppe domande sarebbero rimaste senza risposta e a quelle domande a cui la Ammoscato avrebbe dato risposta, evidentemente non hanno convinto i consiglieri comunali. 

La Commissione quindi, ha concluso i suoi lavori decidento di comminare alla Ammoscato una censura, che preluderebbe ad una azione disciplinare che, secondo regolamento, dovrebbe essere iniziata dalla Giunta Comunale. 

 

La questione di per se è grave e la stessa operazione effettuata ad Aprile con la famosa integrazione (?) al contratto di servizio con Marsala Schola che ora è stata oggetto di “attenzione” da parte della Commissione,  doveva essere chiarita subito e non con tanto ingiustificato ritardo. 

Seppur giusto, l’intervento della Commissione oggi, a campagna elettorale iniziata, sembra pretestuoso e finalizzato essenzialmente a fini propagandistici. 

Ora però, se la Commissione ritiene di aver individuato errori o carenze legislative che impedivano allora questa strana operazione, devono mettere in chiaro i fatti ed agire di conseguenza, in caso contrario anche la censura non sarà credibile.