Il caso dell’acqua erogata dal Comune di Marsala, ma forse bisognerà dire dai comuni asserviti all’ASP di Trapani e probabilmente anche tutti i comuni siciliani, rischia di provocare un vero e proprio terremoto politico e non solo.
Il caso esplode da Marsala indicata da una fondazione internazionale che si occupa di ambiente “Eurogeosurvey geochemistry expert”, come una città con l’acqua altamente inquinata di nitrati. I ricercatori italiani della fondazione hanno eseguito delle acque definite potabile in 122 siti nazionali riscontrando a Marsala un elevato numero di nitrati indicati in 228 mg/l, mentre il limite di legge per adulti è di 50 mg/l e per i bambini 10 mg/l (quest’ultimo dato imposto dalla direttiva CEE del 2003 recepita dall’Italia nel 2010).
Il Sindaco di Marsala, avv. Renzo Carini, nel tentativo di smentire questi dati allarmanti, ha inviato alla stampa copia di alcune analisi effettuate dall’ASP di Trapani che avrebbero dovuto attestare la salubrità e la potabilità dell’acqua erogata dal SII di Marsala.
Carini inconsapevolmente ha fatto esplodere il caso perché finalmente viene fuori che a Marsala, ma come abbiamo detto, probabilmente anche nei comuni asserviti alla certificazione di legge dall’ASP di Trapani , e presumibilmente in tutta l’Isola, non sarebbero effettuate le verifiche di legge imposte dal d.lgs. 31/2011 e successive varianti che riguardano il controllo di 64 (sessantaquattro) agenti inquinanti, fisici, chimi e batteriologici.
Nel caso di Marsala alle assicurazioni del Sindaco Carini e della stessa ASP che ci ha inviato una nota assolutamente in politichese che ha eluso completamente il problema della verifica periodica dei 64 parametri di legge, si aggiunge una analisi fatta eseguire dall’Associazione marsalese Domus Aurea su cinque campioni d’acqua prelevati presso fontanelle pubbliche in diversi punti della città dopo aver fatto scorrere per almeno cinque minuti l’acqua.
Le analisi sono state eseguite dall’Università di Messina per verificare la presenza di arsenico e nitrati.
Bene, due dei campioni analizzati, sono risultati inquinati di arsenico e nitrati oltre i limiti di legge.
Si badi bene, sono stati analizzati solo due parametri su 64 obbligatori e quindi è ragionevole ipotizzare a questo punto che il problema dell’acqua a Marsala, e non solo, sia grave e qualcuno, sia politico che amministratore, possa avere precise responsabilità omissive a cui dovrà, se così risultasse, essere chiamato a risponderne sia in sede amministrativa che giudiziaria.
In questo contesto, appare quantomeno incredibile il silenzio dell’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo.
Lui, ex (?) magistrato e responsabile regionale della salute pubblica, sembra estraniarsi del delicato problema che investe la salute pubblica.
Eppure dovrebbe dirci se le ASP sono attrezzate per garantire le analisi di verifica delle acque, e se lo sono se effettuano con regolarità i controlli di legge, e, se non lo fanno perchè e chi è responsabile di tale possibile omissione.
E, qualora non attrezzate, dovrebbe spiegarci come mai dopo dieci anni dall’entrata in vigore delle norme di legge nazionali, la Regione Siciliana risulterebbe così omissiva.
Lui, Massimo Russo è assessore della rivoluzione sanitaria …, è il garante della salute pubblica, e quindi riteniamo sia suo preciso dovere intervenire e con celerità.
Il problema dell’acqua che viene somminastrata dagli enti gestori senza certificazione di legge, come sembra succedere, è grave…
Noi a Russo a proposito della sanità abbiamo fatto diverse domande rimaste senza risposta, lo abbiamo anche inviato a girare l’Isola con noi, in incognito, per cerificare gli effetti della sua grande rivoluzione della sanità.
Questa volta dovrà rispondere a cinque milioni di siciliani …
Se continuasse il suo silenzio la domanda che ci sovviene è: quali saranno le ragioni ?
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