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Visto la bozza del decreto sviluppo, meglio lasciar perdere …

E’ il duro commento dell’organizzazione agricola sulla bozza del decreto fatta circolare in questi giorni.  “Ci sentiamo mortificati e presi in giro – ha evidenziato il presidente Gerardo Diana – nell’aver letto  la proposta di una  perequazione degli incentivi a favore del Nord  per la produzione di energia dal fotovoltaico e questo per correggere la naturale differenziazione tra le latitudini del nostro Paese”.Chiaramente, come ben sanno i tedeschi che in questo settore  sono all’avanguardia in Europa, la diversa esposizione  al sole rientra tra gli elementi fondamentali per  verificare l’economicità  degli investimenti.

Appare quindi del tutto inverosimile che in una parte  dell’Italia le banche ed i privati  siano stati così  sprovveduti da finanziare il fotovoltaico con gli attuali incentivi.

“Il passo successivo – aggiunge ironico Diana – sarebbe poi quello di perequare le altre risorse naturali come il clima ed il mare”.

Tornando poi all’amara realtà, Diana ricorda che l’organizzazione ha intravisto, fin dall’inizio, nella produzione di energia da fonti rinnovabili una via d’uscita alla crisi in cui il settore agricolo è rimasto impantanato da anni.

Poter contare su un reddito integrativo a quello agricolo consentirebbe alle aziende di mantenere gli assetti produttivi ed occupazionali della pre-globalizzazione. Invece, a causa dei sempre crescenti costi di produzione e della liberalizzazione dei mercati, non si arresta  l’emorragia di aziende (più di 50 mila nel corso degli ultimi cinque anni) con la conseguenza di un degrado delle nostre aree interne.

Aumentano i danni provocati dalle calamità naturali, come frane ed incendi, ma anche il numero dei  reati.

Con l’abbandono delle campagne si rischia di farne una zona franca  per l’illegalità.

“Questo sogno di rinascita del settore primario – prosegue  Diana – che continuiamo comunque a coltivare, rischia di infrangersi sulle barriere della politica, della burocrazia  e di un’attuale, rigida e non condivisibile, idea  di preservazione del territorio”.

Per riempire di contenuti il decreto sullo sviluppo, oltre alle pagelle on line,  potrebbero essere  attenzionate, sempre a costo zero per lo Stato,  tutte le altre opportunità in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili.

A tal proposito il presidente della Confagricoltura siciliana ricorda che la produzione di energia da mini eolico e idraulico restano escluse dall’attività dell’imprenditore agricolo.