L’ulteriore sequestro di una nave italiana ripropone drammaticamente il problema della pirateria somala e della sua escalation in questi ultimi tempi. Non si può, infatti dimenticare che, se il caso della “Montecristo” si è risolto positivamente in queste ore grazie ad un blitz militare, altri connazionali sono da parecchi mesi nelle mani dei pirati in attesa che il riscatto venga pagato o, più propriamente, che gli armatori si decidano a pagarlo.
Poiché il fenomeno della pirateria somala si sta estendendo anche in termini di area geografica, la presenza a bordo delle navi di personale armato può anche essere un deterrente contro gli assalti ma certamente non risolve la questione alla radice, ossia all’estirpazione del fenomeno stesso.
Per questi motivi, come sindacati italiani dovremmo farci promotori presso le Federazioni Internazionali dei Trasporti, di cui facciamo parte, affinchè assumano l’iniziativa di organizzare una giornata di sciopero mondiale di tutti i marittimi per richiamare la necessità da parte dell’Onu e dei Governi di pervenire ad una definitiva soluzione del problema.
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