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Presidente Napolitano , l’autodeterminazione arriverà, non domani, non fra un mese o un anno, ma arriverà … è scritto !

bandiera siciliana ufficiale [1]“La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”! Così recita l’art 2 della Costituzione siciliana. E non saranno certo le esternazioni del presidente della repubblica italiana  a cancellare la storia e impedire il futuro …

Presidente, è passato il tempo del popolo boaro … Si aggiorni. La gente legge, si informa, e, cosa strana probabilmente da capire per i politici, studia e vuole riappropriarsi della sua  storia per poter avere un futuro.  

E la storia “vera” del così detto “risorgimento” italiano è ben differente di quella che lei ci propina ad ogni piè sospinto specie quando parla di (dis)unità italiana …

Si dirà, è il suo ruolo istituzionale, il suo credo politico essendo appartenente ad una partito , quello comunista, anche se oggi si definisce “soltanto” partito democratico (!),  che ha come dogma la centralità del potere.

Il popolo padano non esiste ? Ma esiste il popolo italiano ? Di certo esiste il popolo siciliano …

Lei dice che  “Nella Costituzione e nelle leggi non c’è una via democratica alla secessione” , facendo quindi intuire, e la cosa mi appare gravissima,  che la secessione può avvenire solo attraverso una via “cruenta”, ovvero una vera e propria rivoluzione di popolo.

Più o meno quello che è accaduto, con somma gioia di tutti i governi “democratici” , compreso quello italiano, in Tunisia, in Egitto, e con l’incredibile “guerra umanitaria” in Libia dove l’Italia appoggia, e lei ne è stato il fautore, la parte che si è rivoltata contro il legittimo governo riconosciuto dall’Italia … (sic).

Il popolo siciliano esiste e la sua presenza nell’Isola è fatta risalire dalla storia al Paleolitico … e  nel lontano 1130  conquistò la sua indipendenza,  può e deve sempre aspirare all’autodeterminazione.

L’indipendenza è nel DNA del popolo siciliano. Basti ricordare ciò che avvenne nel 130 A.C. con la rivoluzione contro i romani guidata dallo schiavo siriano Euno.

Per millenni niente è cambiato nella storia irredentista siciliana.  La storia è ciclica e si ripete con drammatica regolarità, che lei voglia o no …

Vorrei anche ricordarle che la bandiera italiana è nata durante il risorgimento, ma quella siciliana compie la veneranda età di 730 anni ….  ed  è ancora vitale malgrado i tentativi di schiacciare il legittimo sentimento autonomistico dei siciliani.  E’ nata per unire un popolo intero e per incitarlo alla rivolta contro i francesi nel lontano 1282, la rivolta del Vespro …  

Conserva, ancora oggi, tutto il suo “sacro” furore irredentista …

Il Parlamento Siciliano è il secondo più antico d’Europa e risale al 1129 e non al 1861 … e la Costituzione dello Stato siciliano risale al 1812 . La Sicilia è stata nazione per 686 anni, dal 1130 al 1816!

Quella del 1812 è l’unica, vera costituzione di uno stato preunitario!

Promulgata a seguito della rivoluzione indipendentista dello stesso anno, quella del 1848 fu un esempio di costituzione progressista e liberale, almeno per l’epoca. L’articolo 2 recita: “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”!

E con l’avvento della così detta repubblica italiana, la Sicilia, con quello stato che lei rappresenta, patteggiò uno strumento d’autonomia, lo  “Statuto di Autonomia Speciale” che nella realtà servì solo a chetare le acque indipendentiste ed autonomiste, ed a consentire poi, lo sfruttamento sistematico delle territorio e delle risorse dell’Isola da parte del capitalismo del nord Italia e facendo si che i siciliani fossero considerati lombrosiani individui .

Lei, presidente Napolitano, continua nella sua arringa antiautonomista e non si accorge di andare contro quei principi internazionali che si richiamano all’autonomia e all’autodeterminazione dei popoli.

Lei dice che : “ove dalle chiacchiere, dalle grida, dalla propaganda, dallo sventolio di bandiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa di simile alla secessione tutto cambierebbe. Nel ’43-44 di fronte ad un tentativo di organizzazione, magari armata, di un movimento separatista quell’accenno di Stato Italiano appena nato non esitò a intervenire e si arrivò alla detenzione di un capo importante di quel movimento, Finocchiaro Aprile. […] Appare grottesco creare uno stato lombardo-veneto […]“.

Noto come omette con fine politichese, di citare la Sicilia come protagonista di quell’evento represso nel sangue … Una strana omissione considerato che parlava di un movimento separatista …

Ricordo a lei e a me la strage di via Maqueda dove decine di civili palermitani disarmati furono trucidati dall’esercito italiano.

Una strage coperta dal silenzio che ancora grida giustizia …

Non le sembra tutto ciò una vergogna per lo stato che lei rappresenta ?   Sottomessi con le armi dai Savoia con l’aiuto inglese, e repressi con le armi dallo stato colonialista che si definisce democratico e libero  …

Sicilia 1943,Libia 2011 … rifletta tra analogie e differenze presidente !

Allora egregio presidente, la repressione armata contro il popolo siciliano nell’immediato post guerra, non fu contro un tentativo, ma contro una vera e propria rivolta popolare sedata nel sangue.

Ci fu allora più di una piazza Tahir e molto più di quella rivolta di alcuni baroni libici contro Gheddafi,  “appoggiati” dall’Italia anche su “pressante invito” della sua presidenza …

Nel 1943 ci furono oltre mezzo milione di siciliani iscritti al MIS, e il sentimento di libertà e di autodeterminazione di allora, malgrado i maldestri tentativi romani di “sedare” e “anestetizzare” i siciliani attraverso l’assistenzialismo spietato, non si è mai sopito, anzi, è più vivo che mai.

Nel 1943 la Sicilia si era sollevata per l’ennesima volta contro lo stato invasore, e la risposta è stata una repressione violenta che ha portato lutti e rovine nell’Isola.

Presidente degli italiani, almeno, rileggendo la storia, abbia la dovuta correttezza di non citare Finocchiaro Aprile (Andrea e non il padre ….),  accostandolo alla figura del ministro italiano delle riforme per il federalismo.

Un accostamento offensivo nei riguardi della storia, di Andrea Finocchiaro Aprile e dei siciliani.

Finocchiaro Aprile non scimmiottava l’autonomismo dalle dorate poltrone del potere romano come fa il ministro leghista, e fu fondatore di un “serio” Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (quello vero, dal 1943 a parte del 1948),   avviò la sua militanza nel sicilianismo, prima come meridionalista, poi come separatista, durante il fascismo.

Un uomo che con la sua lungimiranza, cercò di internazionalizzare la questione siciliana, indirizzando due memorandum, che ancora oggi fanno testo, alla Conferenza di San Francisco (31 marzo 1945) ed alla conferenza di Londra, tra i Ministri degli Esteri delle potenze che avevano vinto la seconda guerra mondiale (settembre 1945).

Con grande senso di responsabilità, seppe gestire la mobilitazione delle masse e seppe impedire che la guerriglia separatista sfociasse nel terrorismo o nello stragismo.

Egregio Presidente, rispetti il sentimento di autonomia e di autodeterminazione dei popoli, che è “ rigurgito secessionista”,  e rispetti la memoria Andrea Finocchiaro Aprile.

Il ministro italiano delle riforme per il federalismo, insieme al suo partito, … negli ultimi diciassette anni è stato al governo dello stato italiano più di chiunque altro, e utilizza il federalismo per mantenere e consolidare il potere romano che a parole combatte.

Il ministro italiano delle riforme per il federalismo e gli altri eletti del suo partito danno al popolo che pretendono di rappresentare, la netta sensazione che non si pongono alcun problema nel godere dei tanti settecenteschi ed offensivi (per il popolo) privilegi che il loro essere eletti in quell’Italia che tanto detestano, consente loro!

L’autodeterminazione, quella vera, non quella di cui parlano impropriamente i  leghisti, è un diritto e non può essere usata per comizi sui prati. Su questo condivido le sue parole ..

Concludo presidente italiano, ricordandole l’articolo 2 della costituzione del 1848 reciti: “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”!

Presidente,  lei da oltre sessanta anni vive nei palazzi del potere, lontano dalla gente e dai popoli, e oggi, che  appare chiuso nelle dorate stanze del Quirinale così come si sono arroccati tutti i parlamentari nel Parlamento italico (una Versailles del terzo millennio) non può pensare di impedire che la storia, quella vera e non quella dei vincitori, emerga e si diffonda.

Non può impedire il futuro, lei è l’oggi, ma l’autodeterminazione arriverà.

Non domani, non fra un mese e neanche fra un anno … ma arriverà, in modo cruento o incruento.

E’ scritto …  

Michele Santoro