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ASP in deficit ? Lombardo esprime gratitudine e salva i .. manager !

Quando Lombardo e l’assessore alla sanità Massimo Russo presentarono il “nuovo ed innovativo” strumento legislativo che avrebbe dovuto mettere ordine nel disastrato pianeta della sanità sicula, fu enfatizzato un punto della riforma, forse l’unico degno di nota,  e cioè, il licenziamento in blocco per quei manager strapagati che non avessero raggiunto gli obiettivi previsti dalla legge … Ma siamo in Sicilia e tra il dire, la legge, e il fare, ovvero il sistema Sicilia, c’è di mezzo la politica feudale e quindi … quindi si comincia con i distinguo per quei manager, Salvatore Giuffrida (Asp di Messina), Giuseppe Calaciura (Asp di Catania), Salvatore Oliveri (Asp di Agrigento) e Franco Maniscalco (Asp di Siracusa) che non hanno raggiunto gli obiettivi e sforato, in alcuni casi di diverse decine di milioni di euro, il bilancio. 

Il rispetto della legge è essenziale per il buon andamento del sistema, era il pensiero dell’assessore magistrato “prestato” (?) alla politica … 

Ma allora se la legge va rispettata, se gli obiettivi previsti per i manager delle ASP siciliane non sono stati raggiunti perché invece di discutere non si agisce di conseguenza mandando a casa tutti invece di elogiarli e difenderli?

Prima si dichiara che  “… I manager sono di qualità, hanno lavorato bene.  Ma non hanno raggiunto gli obiettivi fissati dalla legge” ,  “…Sebbene i manager abbiano ampiamente motivato e spiegato i motivi del mancato raggiungimento dell’obiettivo non potremo che comminare le sanzioni previste dalla legge.

Parole “RESPONSABILI” e sappiamo oggi cosa significa “responsabilità” grazie a Scilipoti & C. alla Camera dei Deputati … e  preludio ad un serio intervento politico per sostituire quei manager che non hanno rispettato i  limiti previsti dalla legge …

Ma alle parole responsabili non sembrano seguire i fatti perché le minacce di commissariamento e licenziamento probabilmente si scontrano con le “nomine” politiche e feudali che mal si conciliano con il rispetto delle norme, delle leggi e dell’opportunità politica ed amministrativa. 

Tanto poi paga sempre il cittadino … e quindi ecco che Lombardo difende i manager ed incredibilmente afferma che i manager delle aziende sanitarie provinciali di Messina, Catania e Agrigento, hanno  “raggiunto risultati strepitosi”.  

 “Nonostante i loro sforzi (?), si sono trovati dinanzi a un buco di bilancio non dipendente dalla loro capacità. Il deficit è stato determinato dalla mobilità, cioè dal fatto che i pazienti del loro territorio provinciale siano andati a farsi curare presso ospedali della stessa provincia e che tali ospedali non abbiano trasmesso il flusso e i numeri all’azienda che, dal canto suo, non ha potuto fare i conti e quindi aggiustarli” (????). 

Ma al presidente Lombardo non passa per la mente che, ammesso che lei sue incredibili giustificazioni possano essere prese per “serie”, ci dovrà pur essere un motivo per cui i pazienti avrebbero preferito farsi curare da un’altra parte  … o no ?

 Questa volta il presidente Lombardo ha superato se stesso. Lui, pseudo autonomista che avrebbe dovuto far decollare economicamente, socialmente e politicamente la Sicilia, ci appare oggi, come quando era presidente di provincia a Catania, il solito politico siciliano, attento alle dinamiche feudali per il mantenimento del potere.   

La coerenza in politica è merce rara, in Sicilia poi,  coerenza, trasparenza e capacità politica sono immolate sempre più spesso al “sacro” principio del feudo e del potere.