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Marsala. Il cuore dei consiglieri comunali gronda di sangue … Quel falso senso di responsabilità !

Parafrasando Berlusconi, anche ai consiglieri comunali di Marsala che hanno confezionato il “pacco regalo” dell’aumento della TARSU e dell’IRPEF, il cuore gronda di sangue ! 

Tanto sangue. Con senso di responsbilità e rispetto istituzionale, al Consiglio Comunale è stata scritta una pagina di “alta politica” fatta di lacrime e sangue per i cittadini. Tante lacrime, di coccodrillo da parte dei consiglieri, di sangue per i cittadini. 

Ma l’immagine  che esce fuori dal Consiglio Comunale di Marsala è diversa da quella deleteria che quotidianamente ci propinano i deputati e i senatori nazionali, fatta di giravolte, salti della quaglia, di salvaguardia di interessi di caste e lobbies ?

No, è esattamente la stessa. Forse peggiore!

E’ successo di tutto ma nel caos generale non è sfuggito il solito comportamento “responsabile” dei Consiglieri che dopo le giocate di fioretto del mattino, nel pomeriggio hanno reso possibile l’approvazione degli aumenti dell’IRPEF e della TARSU secondo il volere di Carini che dopo la bocciatura del mattino si è riunito, cosa incredibile, con i consiglieri di opposizione.

Abbiamo cercato conferme e/o smentite sulla ricostruzione del primo momento. Abbiamo rilevato smentite, specie da parte di Agostino Licari e Paolo Mezzapelle, ma la sostanza, con tanti distinguo, non cambia molto.

E la sostanza appare chiara. Con l’accordo della oppozione (?), Carini ha ottenuto, seppur a qualche condizione, quello che voleva e soprattutto ora potrà dire che le tasse sono state aumentate con l’assenso di tutto il Consiglio Comunale…

Infatti, nel pomeriggio di ieri, quella opposizione “responsabile”, che ricorda tanto Scilipoti & C., ha fatto si che in Consiglio, malgrado le prese diposizione e le critiche sul bilancio e soprattutto sull’aumento delle tasse, gli accordi trasversali raggiunti dopo frenetici contatti del sindaco con i vari consiglieri dopo la bocciatura del mattino, potessero ottenere la soluzione “Carini” non facendo mancare al momento della votazione finale il numero legale.  Nel gruppo del no finale  Ingrassia, Mezzapelle, Gesone, Vinci, Milazzo, Basile, Genna e Licari.

Ogni consigliere di opposizione (?) e della maggioranza (??) variabile  vanta di aver fatto modificare fortemente il bilancio in favore dei servizi e dell’assistenza sociale, dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che in fase di esercizio è facile spostare i soldi da un capitolo all’altro…

La famosa operazione di storno e rimpinguamento tra i capitoli di spesa.  

Una vittoria di Pirro per l’opposizione, una vittoria conquistata da chi ha votato a favore e che ora attenderà il giusto (?) riconoscimento.

Ma in definitiva,  una vittoria della paura di perdere il posto di potere che è stata fatta pagare cara ai cittadini che con le loro tasse copriranno incapacità politiche e gestionali di una amministrazione che nel breve volgere di una sindacatura ha portato Marsala nel degrado economico e sociale più cupo e che ora trova la sponda da parte di tutti i consiglieri che tentano di passare per “responsabili”.

Ma senso di responsabilità non significa far pagare ai cittadini incapacità e sprechi, senso di responsabilità significa non pensare ad interessi futuri. Se Marsala fosse andata  in dissesto senza l’aumento della TARSU e dell’IRPEF non sarebbe caduto il mondo ma solo sarebbe stata “bocciata” una casta che ha reso possibile la caduta verticale dei conti economici del Comune.

Cosa sarebbe accaduto? Semplice, tutto ciò che è pregresso compresi i residui attivi e passivi non vincolati, sarebbe stato estrapolato dal bilancio comunale e passato alla gestione straordinaria. Un apposito Organo di tre membri per Comune con più di 5000 abitanti (nominato con decreto del Presidente della Repubblica) si sarebbe occupato del passato con riferimento al 31/12 dell’anno precedente redigendo un piano di estinzione con il quale viene azzerata la situazione patologica che ha creato il dissesto mentre L’Ente Locale con il suo consiglio eletto avrebbe iniziato una nuova vita finanziaria sgombra dal peso del passato.

Inoltre va precisato che la normativa sul risanamento finanziario prevede la sospensione della decorrenza degli interessi sui debiti ed il blocco delle azioni esecutive. La possibilità di poter accedere ad un mutuo ventennale a carico dello Stato è preclusa a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n°3 del 2001. Pertanto, ad oggi, tutti gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie.
L’Ente Locale, una volta attivata la procedura del dissesto finanziario è obbligato come previsto dall’art. 251 del T.U. Enti Locali ad adeguare le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita dalla legge. Relativamente al personale dipendente, l’Ente ha l’obbligo di rideterminare la dotazione organica collocando in disponibilità il personale che dovesse risultare in soprannumero.

Avrebbe pagato comunque il cittadino, ma si sarebbe arrivati ad una sorta di rinascita dell’ente comune e sarebbero stati bocciati definitivamente politici inadeguati e poco accorti.

Invece, il cittadino, con questa “responsabilità” dimostrata dai consiglieri di Marsala, potranno dirsi di essere “cornuti e bastonati”. Bastonati perché pagano le incapacità politiche, cornuti perché alla fine si troverà ad amministralo sempre gli stessi “responsabili” che lo salveranno con altre tasse e balzelli …

Una domanda finale. Ma i famosi 250 mila euro di WineSicily del 2009 sono ancora un debito fuori bilancio da “regolarizzare” ?