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Province. Dopo 66 anni si mandano in soffitta istituzioni inutili grazie alla crisi. In Sicilia cassate 5 su nove per DL

Ciò che non ha fatto la casta politica siciliana in questi decenni di non applicazione dello Statuto di Autonomia Speciale della Regione Siciliana, sta per essere fatto dal governo centrale pressato dalla crisi economica che ha fatto saltare tutte le inibizioni.

Finalmente quindi, si potrà seriamente parlare di mandare in soffitta ciò che era già stato abolito e tenuto in piedi per mero interesse della casta che così poteva disporre di poltrone e posti di comando.

Non solo Caltanissetta ed Enna, ma con il DL di ieri, fermo restando la podestà legislativa della Regione, vanno in soffitta quelle province con meno di 3.000 km quadrati di territorio e cioè  Trapani (2.459 km2),  Ragusa (1.614 km2),  Siracusa (2.109 km2), ancorché con popolazione superiore a 300 mila abitanti,  dovrebbero essere abolite perché hanno un territorio inferiore ai 3.000 km2, minimo imposto nel DL.

L’art. 15, comma 1 del DL 138 del 13/8/2011, recita ” …sono  soppresse  le Province diverse da quelle la cui popolazione rilevata al  censimento  generale della popolazione del 2011 sia superiore a 300.000  abitanti o la cui superficie complessiva  sia  superiore  a  3.000  chilometri quadrati“.

A questo punto, considerato che la Sicilia ha podestà esclusiva su’organizzazione degli enti locali,  a Lombardo lo stato italiano gli offre un “assist” irripetibile per far approvare con urgenza l’abolizione “reale” delle province eufemisticamente chiamate “regionali” per gabbare lo Statuto peraltro mai modificato. 

Staremo a vedere!