- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

… ancora sull’abolizione delle province!

Poco più di un mese fa, avevo scritto qualcosina, “rivoluzioni … e abolizione delle province!”, traendo spunto dalla dichiarata intenzione del presidente Lombardo di abolire le province regionali, … “una rivoluzione per la Sicilia e per i cittadini” egli la definì!
Pur nella mia sostanziale ignoranza, avevo cercato di chiarire, a me stesso innanzitutto, come il dettato dell’articolo 3 (ordinamento degli enti locali territoriali) della legge regionale numero 9 del 6 marzo 1986 e dell’articolo 1 della successiva legge regionale 17 del 12 agosto 1989 (applicativa dell’articolo 5 della legge 9 del 1986, in materia di costituzione delle province regionali), ed ancora degli articoli 9 (programmazione economico-sociale), 10 (procedure della programmazione), 12 (pianificazione territoriale), 14 (delega di funzioni amministrative), … della stessa legge 9 del 1986, … avevo cercato di chiarire, dicevo, come tutto ciò mi facesse ritenere le province regionali siciliane uno dei pochi casi di effettiva attuazione dello Statuto.

Che la legge 9 “sia stata pienamente esaustiva, o che se ne possa pretendere una più completa attuazione, o che possa essere migliorata ed aggiornata”, … è un altro discorso, … ne possiamo sempre parlare!

Decisamente in disaccordo si mostrò, in un suo commento, l’amico Michele Santoro … che saluto (so che mi leggerà!) di Osservatorio Sicilia, “i liberi consorzi di comuni […] si costituiscono sulla base delle caratteristiche comuni orografiche del territorio, delle problematiche ambientali e sociali, e non ultimo, per problematiche economiche. Inoltre, nei liberi consorzi dei comuni, […] sono i sindaci che formano il consiglio di amministrazione ed a rotazione ne assumono la presidenza. […] Nelle province sono messi assieme paesi e città di montagna, di collina, di mare e di pianura che non hanno niente in comune”.

Ancora più duro fu il commento postato da L’Altra Sicilia – Antudo, di cui è rappresentate in Sicilia lo stesso Michele Santoro.
Rispetto il punto di vista del direttore, per tanti versi lo condivido, innanzitutto su quelli che possono essere stati i limiti formali della legge 9. In merito alle modalità di costituzione dei liberi consorzi e degli stessi consigli di amministrazione, … sarei meno categorico, … non riesco a trovarne espressa conferma normativa.

Ma, ripeto, è una differenza di vedute nel pieno e, ritengo, reciproco rispetto … di una differenza di vedute!

Personalmente, ho imparato (ed apprezzato) a pensare che non esistano punti di vista, opinioni, idee, ideali giusti ed altri sbagliati, ne esistono semplicemente di diversi! In questo, negli anni, credo mi abbiano aiutato le letture (divulgative, mai specialistiche) sulla filosofica taoista (filosofia, non religione, … per carità!), così come l’ho conosciuta soprattutto attraverso il mio autore preferito, Alan Wilson Watts!
(Apro una parentesi! In privato ed in forma riservata, al direttore Santoro raccontai anche dei coinvolgimenti personali … che mi fanno stare sulle spine! Non è mia intenzione parlarne ma mi riprometto, eventualmente e se del caso, di trattare ancora questo interessante argomento …! In merito, ho anche chiesto lumi al presidente Lombardo ed all’assessore Chinnici, non ho ancora ricevuto risposta e, soprattutto, … dubito che ne riceverò! Solo una constatazione, ci si creda o meno, mi piace, mi rende orgoglioso, mi fa andare a testa alta: di quello che ho o che ho ottenuto … non devo rendere grazie ad alcuno! E credo che la mia stessa militanza politica, attiva di fondo e, diciamo così, … “politically incorrect”, “non allineata” più che altro, “non omologata”, … ne sia la migliore e più forte testimonianza! Chiudo la parentesi!)

Giusto per restare in tema di citazioni dall’inglese, oggi è, invece, molto … “politically correct” il chiedere, “senza se e senza ma”, l’abolizione delle province! E’ storia frenetica di questi giorni …!

Ripeto spesso (anche in questo caso, … a me stesso innanzitutto!) che tra le poche cose buone che ho fatto negli ultimi anni (delle brutte meglio non parlarne, … alcune mi seguiranno nella tomba!), vi è l’essermi avvicinato alle posizioni … “politically incorrect” e l’aver aderito al Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti di Pippo Scianò. Di persona, o per telefono, lo chiamo col suo nome, Giuseppe, … tra l’altro penso lo preferisca! Ma sono certo che non si arrabbierà se, in questa sede, lo chiamo Pippo, un po’ … il suo nome di battaglia!

E’ stata una cosa buona innanzitutto per il livello culturale e morale, per la signorilità delle persone che ne fanno parte! Mi piace ricordare come qualcuno abbia definito Pippo Scianò “uno dei pochissimi galantuomini rimasti in politica; una risorsa che la Sicilia dovrebbe senz’altro utilizzare (ma non mi illudo)”!

Per l’impegno profuso nel tenere viva la memoria storica della Sicilia, o nell’andarla a ricercare … la vera e bistrattata storia …!
Per l’intransigenza e la fermezza, pur nell’altrui rispetto e tolleranza, … cosa non da tutti!

Per il fottersene della convenienza e dell’opportunismo, per il non cavalcare mai l’onda del momento …!
Il tema “abolizione delle province” sta molto a cuore al FNS, Pippo Scianò le ha anche dato un’interpretazione assai originale.

Traendo spunto dal paventato smembramento della provincia di Enna, “la città di Enna e la sua provincia devono essere rispettate e valorizzate, sempre e comunque”, lo scorso 11 maggio Pippo Scianò sosteneva che “si vuole colpire ENNA per “assassinare” la SICILIA tutta. Si pensi alla proposta di scorporare MESSINA per accorparla a REGGIO CALABRIA, nell’ipotesi che si realizzasse il PONTE SULLO STRETTO. E, peggio, si pensi alla proposta strisciante di dividere la Sicilia in tre REGIONICCHIE. Oggi Enna, di fatto, torna ad assumere il ruolo storico di “capitale” della “RESISTENZA SICILIANA E SICILIANISTA”. Ed anche di “capitale” della RISCOSSA DELLA SICILIA che non potrà tardare”!
Concetti ripresi il 2 luglio dal segretario provinciale di Enna del FNS, Gaetano Valle, “un progetto […] immotivato, assurdo e catastrofico, […] finalizzato, soprattutto, ad agevolare la DIVISIONE della SICILIA in due o tre REGIONICCHIE […] In secondo luogo, questo progetto vuole trasferire tutte le competenze provinciali ai Comuni, creando un RAFFORZAMENTO del MUNICIPALISMO più retrivo e polverizzando ogni tipo di intervento di interesse collettivo. In quanto agli SPRECHI,[…] che tutti condannano, […] di fatto vengono effettuati, con la massima disinvoltura, in tutte le Pubbliche Amministrazioni (Stato, Regioni, Province, Comuni ed Enti pubblici e semi-pubblici di vario tipo). Non parliamo, poi, degli Organi Costituzionali rappresentativi: Camera dei Deputati, Senato, Assemblea Regionale […] che spendono e spandono senza ritegno”!

Il 10 agosto, ancora Pippo Scianò ricordava come “lo STATUTO SICILIANO fu emanato […] in data 15 MAGGIO 1946. Ancora prima cioè che fosse emanata la stessa COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA […] e prima che il Parlamento Italiano […] RINNOVASSE la legislazione in materia di Enti Locali, che […] risaliva al periodo fascista ed anche al periodo precedente. L’ENTE PROVINCIA, in quell’anno 1946, era, dunque e comprensibilmente, “ALTRA COSA”, – tanto in Italia che in Sicilia, – rispetto alle PROVINCE REGIONALI oggi operanti in Sicilia. La natura giuridica, il ruolo e l’ordinamento di queste ultime, sempre in applicazione del citato articolo 15 dello STATUTO, infatti furono definiti e regolamentati dalla Legge regionale n. 9 del 1986. Il fatto, poi, che la Regione Siciliana abbia, – sempre in forza dello STATUTO SPECIALE, – la prerogativa di modificare con una propria “ordinarissima” legge (quando e se lo ritenga opportuno e necessario) l’attuale ordinamento provinciale, è un dato inoppugnabile, che nessuno può mettere in discussione. Fatta salva, ovviamente, la sussistenza del requisito “costituzionale” della “LOGICITÀ” della eventuale legge ad HOC, minacciata da più parti. Non ci si venga a dire, però, che si tratta di un OBBLIGO, al quale attenersi in tempi brevissimi, anche con la “giustificazione” meschina ed inadeguata, di voler intraprendere (guarda caso!) una politica rivolta a ridurre gli SPRECHI e le SPESE SUPERFLUE. Su quest’ultimo obiettivo interverremo (così come siamo intervenuti) con un campionario di scelte alternative molto più “producenti”. Qui chiariamo, invece, che all’obbligo statutario la Regione Siciliana ha dato adempimento, – bene o male, ma decentemente, – già nel 1986. Ed il nuovo “sistema” – dobbiamo ammetterlo con sincerità, – ha funzionato e funziona ancora. […] Certamente: è un obiettivo da raggiungere quello di dare alla SICILIA un ordinamento che valorizzi l’autonomia e l’apporto complessivo alla vita democratica delle variegate realtà comunali. Bisogna, però, che si adottino SCELTE di alto profilo e rispondenti alle specifiche ESIGENZE del Popolo Siciliano (fra le quali quella di tenere fuori dalle ISTITUZIONI la MAFIA). […] Diversa ed inadeguata “COSA” sarebbe anche il MUNICIPALISMO esasperato, sul quale non pochi gruppi di potere e partiti politici puntano. Diversa ed ignobile “COSA” sarebbe SOPRATTUTTO, l’obiettivo di DISTRUGGERE in SICILIA, tutto ciò che funziona. Ed il MUNICIPALISMO ESASPERATO con relativa abolizione delle PROVINCE ne sarebbe una TAPPA. Obiettivo, quest’ultimo, probabilmente molto ambito da quanti vorrebbero lo SMEMBRAMENTO della SICILIA, che com’è noto, è diventato il CHIODO FISSO persino di personaggi e di raggruppamenti politici che si autodefiniscono autonomisti e/o sicilianisti nonché – ahi noi! – addirittura indipendentisti e/o federalisti! Ci sia consentito, infine, di lanciare un allarme. Il CAOS e le due o tre “SICILICCHIE” distruggerebbero l’unica, vera, grande SICILIA, la PATRIA SICILIANA”!

Oggi, 13 agosto, “gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu […] ribadiscono la propria presa di posizione, contraria alla soppressione delle antiche e benemerite Province Regionali della Sicilia. E, pertanto, ritengono che le Province di ENNA e di CALTANISSETTA, improvvisamente incluse nella lista nera della MANOVRA FINANZIARIA in corso, non possano e non debbano essere soppresse. Va osservato, peraltro, che la competenza in materia, a norma dello Statuto Speciale, appartiene soltanto alla Regione Siciliana ed è, quindi, esclusa in partenza ogni competenza del Governo Centrale o del Parlamento italiano”!

Ora, … probabilmente alla stragrande maggioranza … di quei quattro che leggeranno queste righe … molto di quanto sopra riportato sembrerà strano, quando non inverosimile!

Probabilmente, molti non hanno mai sentito parlare di “smembramento della Sicilia”, di “regionicchie”, …!

Io mi limito a ribadire quanto altrove già detto, … di come Pippo Scianò sia stato “una sorta di Cassandra … al contrario, inascoltata sul passato piuttosto che sul futuro! Negli anni e nei decenni scorsi, quando si batteva […] affinché la verità storica degli ultimi … 150 anni almeno venisse riconosciuta e non invece camuffata o contraffatta, credo sia stato frequente il caso in cui, in molti, lo deridessero e spernacchiassero! Adesso che questa stessa verità comincia a fare capolino e che in tanti desiderano iniziare a conoscerla”, … “mi augurerei solo di non doverci accorgere con eccessivo ritardo che egli si sia nel frattempo trasformato in una vera Cassandra, … non più solo per le vicende del passato …!”

Certo, oggi mi sono un po’ dilungato …!
Oggi ho fatto l’apologia di Pippo Scianò …!
Sono consapevole, tuttavia, che egli non sia il solo a cui riconoscere quantomeno onestà intellettuale, coerenza, passione!

Di Michele Santoro e della sua L’Altra Sicilia – Antudo, ho già parlato.
Voglio ricordare l’Evis della mia amica Neva Allegra, che saluto (immagino mi leggerà, se avrà tempo … e se non si sarà stufata da un pezzo …!) ed alla quale faccio sempre i migliori auguri … lei sa per cosa! Io resto convinto che tra lei e Pippo Scianò le distanze siano molto minori di quanto, probabilmente, loro stessi pensino!
Forse basterebbe riuscire a parlarsi, … così, … semplicemente …!

Sikeloi