La grande guerra americana si avvia con passi celeri verso una ingloriosa conclusione ma ciò non dipende esclusivamente dai resoconti di guerra e degli insuccessi generali, né tantomeno dall’aver ucciso (?) Bin Laden.
In Pakistan la sensazione generale è che gli USA anticiperanno la riduzione drastica del loro contingente in Afghanistan abbandonando Islamabad al suo destino e ai suoi irrisolti problemi di convivenza /ostilità con i talebani che, ormai appare evidente anche ai non esperti, saranno tra non molto i governanti dell’Afghanistan a dispetto della lunga, sanguinosa ed inutile guerra scatenata dagli USA e dai suoi alleati, Italia compresa.
Non è da ieri che sono noti contatti tra talebani e americani con i buoni auspici (?) dell’ISI, ed è pacifico che sarà proprio l’intelligence pakistana a dettare l’agenda e probabilmente le condizioni.
Ma un ritiro degli occidentali dall’Afghanistan provocherà quasi certamente un peggioramento della situazione e una grave instabilità in tutta l’area perché il Pakistan non può rinunciare alla sua influenza su Kabul. E’ una questione strategica e di geopolitica.
E per fare ciò, e per non perdere ulteriore credibilità e considerazioni interna ed internazionale verso i paesi mussulmani, i pakistani devono apparire indipendenti se non dichiaratamente ostili verso gli USA. Da qui, l’eclatante arresto dei sospetti agenti pakistani accusati di essere al servizio della CIA.
Dal punto di vista americano, almeno da quello governativo (e non potrebbe essere diversamente), la guerra in Afghanistan, che si è dimostrata un vero fallimento militare, politico e culturale, ha avuto i suoi benefici in termini di sicurezza nazionale ed internazionale.
In realtà, il problema afghano è ancora tutto da risolvere e Alqaida, già operante come net internazionale in franchising, da tempo non è massicciamente centralizzata in Afghanistan.
L’unica verità è che il Pakistan e gli USA hanno drammaticamente bisogno uno dell’altro e vivono nella perenne situazione di conflittualità accusandosi, di reciprocamente di tradimenti e di violazione della sovranità nazionale.
Ma alla fine gli USA dovranno ingoiare il rospo delle collusione pakistane con i talebani, e il Pakistan dovrà continuare a protestare inutilmente e solo per apparenza, facendo finta di non sapere che reparti speciali USA agiscono ormai quotidianamente entro i confini del Pakistan, contro le continue incursioni aeree americane sul suolo pakistano.
Insomma, un matrimonio di interessi e a nessuno dei due conviene veramente rompere, anche se, questo è ovvio, bisogna cercare di salvare la faccia.
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