La prima domanda che sovviene è: che fine ha fatto il concorso interno indetto nel 2009 per la promozione “verticale” ? Nessuno ne sa niente ma il Comune di Marsala, distratto per la promozione verticale, è stato molto attivo sul settore mobilità mentre ancora oggi il personale che ha partecipato al concorso interno rimane nell’oblio. Noi ne abbiamo parlato il 13 dicembre 2010 con l’articolo Marsala. Bando per promozione “verticale” al Comune. Causa mobilità (?) violate le norme
Vi ricordate la mobilità che effettuato il Comune di Marsala ci permise di realizzare un terno secco sulla ruota di Marsala perché indovinammo con largo anticipo i nomi dei vincitori? Una fortuna sfacciata !
Ma ora, dopo qualche mese, sulla questione mobilità ritorniamo a parlare perchè abbiamo notato alcune situazioni che andrebbero chiarite perchè dopo aver scoperto che una delle persone che si è aggiudicata uno dei quattro posti messi a disposizione dall’Ufficio Risorse Umane in realtà non avrebbe potuto neanche partecipare perché la sua posizione presso il comune di provenienza, Erice, non sarebbe legale e per questo è in corso una inchiesta della Magistratura, abbiamo scoperto che le cose non sembrerebbero proprio così chiare.
Innanzi tutto va rilevato che i quattro posti “spesi” per la mobilità del piano previsionale del 2010 “fabbisogno del personale” sarebbero dovuti essere assegnati per concorso ma solo nella percentuale del 50% perché il rimanente 50% era riservato al personale interno.
Prima di bandire un concorso, l’Amministrazione ha effettuato la mobilità ma anche in questo caso 2 posti sarebbero dovuti essere riservati al personale interno e tra questi, quelli che sono risultati idonei dopo prove di esame fatte in fretta e furia a fine del 2010 con il sospetto di aver violato le procedure e che comunque ha sollevato una valanga di proteste.
Ma ritorniamo alla mobilità. Secondo le disposizione di legge, le procedure di mobilità vanno indicate nel piano triennale del fabbisogno del personale (da qui anche l’indicazione dei posti messi a disposizione per la mobilità che nel caso del Comune di Marsala era indicato in una unità di categoria “D” mentre quattro posti vacanti erano indicati da assegnare per concorso).
L’Amministrazione di Marsala ha messo in disponibilità per la mobilità esterna tutti e quattro i posti che originariamente erano stati previsti nel piano del fabbisogno del personale assegnabili per concorso.
Sono risultati idonei quattro soggetti ma uno ha rinunciato e quindi si è proceduto all’assunzione dei rimanenti tre.
Ma c’è un ma. L’art. 30 del dlvo 165, rimodulato con il d.lgs 150/2009 introduce una innovazione che non pare essere stata seguita dall’Amministrazione di Marsala.
Infatti, l’art. 30, comma 2-bis del d.lgs 165/2001 così modificato dal d.lgs 150/2009, prescrive che : “Le amministrazioni, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità’ di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all’immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento e’ disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell’area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza”.
Da quanto ci risulta, solo una delle tre persone assunte a seguito della mobilità era in posizione di comando presso il Comune di Marsala, mentre le altre due non risulterebbero essere state in posizione di “fuori ruolo” nell’amministrazione di appartenenza né sembrerebbe, nel nulla osta dell’ente originario, risultare alcuna menzione sulla posizione di “fuori ruolo”.
A questo punto un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale sarebbe auspicabile, anche e soprattutto per rispetto a quei dipendenti, almeno due, attendono di essere inquadrati nella categoria “D” perché risultati vincitori di concorsi interni, e quei dipendenti che hanno svolto e superato le prove della contestatissima “progressione verticale” e che si ritengono beffati.
E si parla già di una nuova mobilità, mentre sappiamo che almeno due dipendenti attenderebbero l’iquadramento nella categoria “D” da almeno due anni in quanto vincitori di concorso nel 2009.
Nel frattempo, l’amministrazione ha firmato un contratto di servizio con Marsala Schola per usufruire dei servizi di una persona di categoria “D3” per coprire il buco lasciato dal dipendente dell’ufficio stipendio che è andato in pensione.
Un accordo anomalo che prevede lo scambio di 1 a quattro. Ovvero, Marsala Schola cede per due giornate (?) un dipendente, e il Comune garantisce a Marsala Schola una serie di servizi mediante l’utilizzo di ben quattro dipendenti, tre di categoria D e uno di categoria C.
Il tutto, a costo zero (?).
Come facciano i conti al Comune di Marsala non è dato di sapere visto che il costo di quattro dipendenti è ben superiore di uno …
E poi. Ci è stato detto che questa convenzione (anomala e poco chiara giuridicamente che fa riferimento al contratto di servizio Marsala Schola /Comune del 2006 ma che nulla prescrive o cita in tal senso ), è stata imposta dallanecessità di coprire un posto organico con professionalità dedicata all’interno dell’amministrazione in grado di poter lavorare nel campo degli stipendi.
Sarà, ma allora perché quando si è proceduto alla mobilità non si è previsto la copertura di “persona” esperta nel campo stipendio ?
Poca lungimiranza ?
A noi risulta che a Marsala Schola il settore stipendi lo ha curato per diversi mesi un dipendente che tutt’ora è in servizio presso il Comune ed ha avuto un contenzioso con l’ente proprio per il lavoro straordinario non retribuito. Quindi almeno una professionalità, e che professionalità, l’amministrazione c’è l’ha in casa !
Abbiamo cercato di avere dall’interessato qualche informazione ma questi si è rifiutato categoricamente di rilasciare dichiarazioni o commenti sulla questione.
Ma i fatti sono certi ed abbiamo appreso che oltre a lui, almeno altri due dipendenti in servizio presso il Comune sarebbero in grado di lavorare nel settore.
Ed allora questa necessità improvvisa di chiamare un esterno ?
A parte ciò, come si può autorizzare persone esterne all’amministrazione ad operare su file coperti dalla legge della privacy ?
Avremo risposte ?
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