Sono la mamma di una bambina al 2° anno di scuola materna di Sciacca e per il 2° anno consecutivo mi ritrovo, alla fine dell’anno scolastico, ad affrontare il problema di come occupare il tempo libero di mia figlia, proprio nel caso di una famiglia composta da genitori che lavorano entrambi, anche d’estate.
Grazie a Dio al giorno d’oggi le strutture e le iniziative non mancano: grest, corsi di nuoto o di ballo, ed altre attività organizzate da associazioni varie, comprese quelle degli asili nido privati, ma tutte o quasi a pagamento.
Però quello che più mi ha creato e mi crea tutt’ora delle perplessità è la totale assenza di iniziative di tipo pubblico a sostegno della famiglia. Soprattutto nel campo dell’istruzione.
Non riesco a comprendere perché a Sciacca l’anno scolastico debba terminare prima di ogni altro posto in Italia, dal momento che il calendario scolastico viene determinato da circolari ministeriali, con eventuali variazioni poste dalla Regione Sicilia.
Nel caso specifico, per la scuola materna il termine delle lezioni è fissato al 30 giugno, ma stranamente intorno al 9 o 10 giugno si festeggia la fine dell’anno scolastico e dal giorno successivo non c’è più attività didattica.
Verso la fine del mese di maggio mi viene riproposto dalle maestre, su disposizione, presumo, del Dirigente Scolastico, la compilazione di un modulo sul quale indicare la data in cui dovrei “ritirare” mia figlia dalla scuola ed io puntualmente scrivo: “fino alla fine dell’anno scolastico”. Mi si dice che nessuno porterà i propri figli a lezione dopo la festa di fine anno, che mia figlia resterebbe da sola a scuola, ma che comunque loro sono lì a disposizione.
Ed io penso: ma in quale paese civile succedono queste cose?. E’ colpa dei genitori che decidono di non far frequentare più i loro figli, o degli insegnanti che anticipando la festa di fine anno scolastico al 9 giugno, contribuiscono a rafforzare questa abitudine, ormai diventata consuetudine e quindi normalità?
Io sono scandalizzata dall’atteggiamento quasi di derisione che si ha nei confronti di chi, come me, vorrebbe che le regole venissero rispettate, a maggior ragione da parte di chi dovrebbe formare nei bambini una cultura rivolta in tal senso.
L’unica cosa che mi consola è il fatto che, almeno in questo periodo di vacanza, mia figlia possa consumare dei pasti decenti, visto che dove andrà le prepareranno da mangiare e non sarà costretta a consumare panini, perché, per inciso, la mensa scolastica è terminata il 20 maggio. A proposito, è proprio il caso di ricordare che il servizio mensa è iniziato niente meno che a novembre.
Forse al Comune di Sciacca hanno trasmesso un calendario diverso da quello ministeriale.
E meno male che a scuola si fanno progetti di educazione alimentare”.
A voi le conclusioni!
Lettera Firmata
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