Intervista all’avvocato, primo tra gli imputati ad essere condannato in primo grado per la vicenda che ha coinvolto il sindaco di Palermo Diego Cammarata e altri dipendenti dell’azienda palermitana.
(Oss. Sicilia): Avvocato Palazzolo, lei è stato condannato a 2 anni di carcere, al pagamento di una multa, al risarcimento del danno e all’interdizione dai pubblici uffici; il sindaco Cammarata è stato invece rinviato a giudizio e Felice Lombardi è stato prosciolto dalle accuse. Lei ha più volte affermato di sentirsi umiliato da questa vicenda giudiziaria, si sente un capro espiatorio politico?
(Palazzolo):Ritengo che sto pagando, su verità ancora provvisorie, un prezzo per la carica ricoperta. Nell’immaginario collettivo avendo una militanza politica nello stesso partito del Sindaco Cammarata, ho rappresentato sempre sia per i dipendenti, sia per l’opinione pubblica la “longa manus” del Sindaco stesso, presso la Gesip Palermo S.p.A. . Sono fiducioso che una volta lette le motivazioni della sentenza di condanna di primo grado, che comunque mi ha visto assolto per non avere commessi i fatti contestati sino al 2008, possa chiarire al Giudice di Appello la mia totale estraneità ai fatti, oggi ascritti.”
(Oss. Sicilia) Cosa ,in particolare, lo fa sentire umiliato?
(Palazzolo): Vengo umiliato nel profondo dei miei sentimenti, atteso che il mio percorso di studio, di professionista, di uomo delle istituzioni pubbliche, è testimone della correttezza e lealtà di tutti i miei atti; e segnatamente : sono stato Sindaco del mio paese Montelepre nell’anno 1997 rinunciando al quarto anno di mandato alla carica di consigliere provinciale ricoperto dal 1994. Un’esperienza durata appena un anno, poiché ho preferito essere sfiduciato dalla carica piuttosto che entrare in determinati meccanismi che non mi appartengono, per cultura e formazione personale politica.
Non è la prima volta che posso testimoniare che quando la politica mi ha chiesto interventi /iniziative di non mia condivisione ho preferito rinunciare alla carica. Solo appena un anno fa mi sono dimesso dalla carica di Presidente dell’Ato 1 della Prov. di Palermo, giacché non condividevo l’approvazione di un bilancio in perdita
Purtroppo, nel processo penale il Giudice non conosce e non è tenuto a sapere della condotta civica del cittadino.
(oss. Sicilia)Lei sostiene che Cammarata non le ha mai chiesto alcun favore, né per questa vicenda né per altro. Secondo lei, perché il sindaco non è mai intervenuto per chiarire la vicenda sia a livello personale che giuridico-politico? In fondo non è un mistero che militate nello stesso partito politico…
(Palazzolo):Senza ombra di smentita ,il Sindaco non mi ha mai chiesto nulla. Ricordo anche, che il giorno che il C.d.A. della Gesip mi ha nominato Direttore Generale non mi ha telefonato per farmi gli auguri, né sono arrivati successivamente. Non conosco i motivi per cui non lo ha fatto. Posso solo dire che dopo le notizie sul caso skipper apparso sulla stampa, e gli attacchi a Lui rivolti da parte dell’opposizione del C.C., era certo che anch’io fossi attaccato da questi, atteso che, come anzidetto, nell’immaginario sono visto come “uomo del sindaco”. E, difatti lo scorso giugno 2010 il C.C. con una maggioranza trasversale votava verosimilmente con la scusa del risparmio, l’abolizione della figura del Direttore Generale che costava in aggiunta alla ordinaria retribuzione di dirigente euro 50.000, atteso che, per ricoprire gli incarichi da me svolti, sino a marzo del 2007 la Gesip spendeva circa euro 400.000.
Sono sempre stato convinto che i fatti oltre che ad essere chiariti processualmente per la grave portata delle accuse mosse, andavano chiariti anche politicamente, per restituirci dignità dinnanzi alla Città tutta.
(oss. Sicilia)La signora Stefania Petyx, nota giornalista, sostiene che nessuno dei soggetti coinvolti nella vicenda che la riguarda si è mai reso disponibile ad un dialogo e ad un chiarimento diretto nel corso della sua inchiesta per “Striscia la notizia”. Se ritiene sia vero, perché ha scelto anche lei la via del silenzio?
(Palazzolo):Non sono stato mai contattato dalla sig.ra Petix. Certamente non potevo contattarla , ancorché i fatti a me ascritti li ho appresi solamente nel giugno 2010, e quindi non avevo nulla da giustificare sul mio operato. Infatti, a febbraio 2009 il dipendente Francesco Alioto presentava istanza di assegnazione presso il sito Casa Natura, dopo un lungo distacco presso la Società S.P.O. controllata da Gesip. Mi sono limitato per le mie funzioni a verificare la compatibilità del sito da Lui richiesto, rispetto alle mansioni ricoperte e, come da precedenti provvedimenti dei predecessori, lo assegnavo, come da procedura(a firma congiunta del Presidente pro tempore), ponendolo sotto il controllo amministrativo di rilevazione firma presso l’Ufficio diretto dal Dirigente del verde del Comune. Di come l’Ufficio Comunale ha gestito il lavoro e la presenza del dipendente non era di mia competenza n.q. rivestita. Pertanto non trattasi di via del silenzio, ma mancanza di approfondimento di atti che ribadisco, non possono essere a me ascritti n.q. ricoperta.
(oss. Sicilia) Si dice che lei non fosse particolarmente amato dai dipendenti Gesip, e questo è stato sottolineato più volte dalla stessa Petyx che ha riferito che i dipendenti dell’azienda le hanno fatto una “ola” a sentenza pronunciata, ritiene sia vero o si tratta solo di una pura esagerazione giornalistica?
(Palazzolo): La cosa che ancor più della sentenza provvisoria mi umilia è l’avere scoperto poi tramite le dichiarazione della Petix che alcuni dipendenti hanno fatto la “ola” alla stessa, per il servizio mandato in onda, e gli stessi non provano imbarazzo della loro reticenza, intesa nell’accezione che non hanno provveduto, se sapevano, essi stessi dei fatti delittuosi a denunciarli direttamente all’Autorità Pubblica . Come posso pretendere amore dai dipendenti ai quali ho chiesto sempre presenza sul lavoro, rigore e professionalità nell’espletamento dei servizi. Tuttavia, Le assicuro che accanto a questi ci sono tanti dipendenti disinteressati che giornalmente mi testimoniano stima ed affetto, sentimenti che non sono venuti meno in questo momento per me non facile.
(oss. Sicilia) Personalmente ha mai avvertito astio o malumore nei suoi confronti negli ambienti interni a Gesip?
(Palazzolo): Si certamente, soprattutto quando mi sono intestato alcuni provvedimenti amministrativi peraltro richiesti anche dal Socio Comune di Palermo che seppur dettati da una logica di risparmio aziendale(ad esempio taglio dello straordinario, eliminazione del pagamento delle ex festività soppresse, riduzione dei mezzi aziendali, ecc.ecc.), ovviamente sono stati invisi ai dipendenti ed anche ad alcune OO.SS. che mi hanno osteggiato in tutti i modi.
(oss. Sicilia) Lei è ancora in servizio come dipendente Gesip ma ha suo sfavore una sentenza di condanna di primo grado. Ha timore per la sua posizione lavorativa oppure se ne farà pensiero solo dopo un ipotetico giudizio di cassazione a lei sfavorevole?
(Palazzolo):Nel quadro generale molto triste della sentenza, sono molto preoccupato. Per fortuna a mio favore il Giudice ha disposto la sospensione della pena, la sentenza è anche non esecutiva.
Come scelta professionale, mi sono determinato di abbandonare la libera professione al momento dell’assunzione in Gesip. Oggi, certamente risulterebbe non poco facile riiniziare anche la professione, ancorché comunque pesa sulla mia persona tale provvisoria condanna. Ho tre figli che ancora studiano, solo per loro oggi, in conformità alla mia condotta morale ed etica, come in precedenza ho sempre testimoniato, rivestendo anche cariche pubbliche, non posso dimettermi dal lavoro, in attesa del giudizio definitivo.
Sabrina Gottuso
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