“[…] i francesi hanno semplicemente risposto ad una nostra furbata […] dare il permesso di soggiorno per far sì che questi tunisini se ne vadano in Francia […] Quindi prima di prendersela con la Francia, facciamoci un bell’esame di coscienza, ci manca ora che la colpa di queste invasioni sia francese, ci manca che facciamo di Maroni un poveretto che è stato “fregato” dall’amico francese ed europeo […]“
è questo, uno stralcio del commento di un lettore dell’odierna edizione online de ilgiornale.it, alla notizia dell’applicazione, da parte della Francia, di rigide limitazioni alla libera circolazione prevista dal trattato di Schengen.
Nella circolare emanata dal ministro dell’Interno Claude Guéant ed indirizzata a tutti i prefetti si raccomanda, in particolare, la rigorosa verifica del possesso di cinque requisiti: essere muniti di passaporto in corso di validità, essere in possesso di valido documento di soggiorno, avere sufficienti risorse economiche, non costituire minaccia per l’ordine pubblico, non essere entrati in Francia da più di tre mesi. Il mancato rispetto di anche uno solo di essi comporta il respingimento alla frontiera verso il paese di provenienza, in questo caso … l’Italia!
In sostanza, mi pare di capire che quella che doveva essere la “soluzione” all’invasione di migranti sul nostro territorio, il rilascio di un “permesso di soggiorno temporaneo per protezione umanitaria” che consentisse ai ventiseimila arrivati da gennaio dalla Tunisia di lasciare l’Italia, mi pare di capire, dicevo, che questo provvedimento, questa “furbata” come l’ha chiamata il lettore de il giornale.it, si stia per trasformare in una grossa … ‘mprenatura …!
E siccome il passaggio dall’Italia alla Francia (almeno questo!) non avviene direttamente al Sud, ho paura che, a respingimento avvenuto, migliaia di migranti potrebbero accumularsi (e creare magari qualche problemino) anche nelle verdi e linde pianure e colline del nord!
Ed in effetti, in questi mesi, non mi era capitato di cogliere tanta preoccupazione nelle parole del ministro Maroni (mea culpa, certamente non l’ho percepita io!): “il provvedimento consente la libera circolazione nei Paesi europei e visto che la stragrande maggioranza delle persone arrivate in Italia ha detto che vuole andare soprattutto in Francia, noi pensiamo che debba esserci un’iniziativa comune tra Italia e Francia per gestire il fenomeno”, “da Parigi c’è stato un atteggiamento di ostilità”, “è sbagliato farci la guerra”, “domani incontrerò il ministro dell’Interno francese per trovare un accordo, se sarà possibile” e “per definire un sistema di intervento comune che coinvolga tutti i paesi europei”.
Non mi era capitato di cogliere tanta preoccupazione neanche quando, a migliaia, sono stati ammassati in un’isoletta di una ventina di chilometri quadrati; quando, a migliaia, sono stati dirottati negli altri centri in Sicilia, in Puglia e nel resto del Sud; quando, a centinaia, fuggivano scavalcandone le recinzioni!
Non mi era capitato di cogliere tanta preoccupazione neppure di fronte alle difficoltà nel decongestionare il Sud, … non si potevano mica costringere le regioni del nord …!
Ah, … dimenticavo: … tanto tempo fa …, quando la lega si opponeva allo smistamento dei migranti anche al nord, l’onorevole Bossi giustamente faceva notare che “… per portarli sulle Alpi devi fare migliaia di chilometri …”!
Vorrei che notasse, adesso, come la stessa identica distanza vi sia … in direzione opposta …!
Per quanto l’ospitalità, l’umanità, il calore umano, la pazienza, la capacità di sopportazione della gente del Sud difficilmente si ritrovino … altrove, per par condicio, quindi, … niente strane idee …! S’il vous plaît!
Sikeloi
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