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Marsala. Validità atti senza Albo Pretorio “informatico”. Risponde il Segretario Generale del Comune, Triolo … smentito dalla Regione Siciliana

Il Segretario Generale del Comune di Marsala  Bernardo Triolo ci ha inviato una nota di chiarimento sul nostro articolo “Clamoroso a Marsala. Non parte l’albo pretorio informatico. Nulli tutti gli atti amministrativi di giunta e dirigenziali (http://www.osservatorio-sicilia.it/2011/01/26/clamoroso-a-marsala-non-parte-lalbo-pretorio-informatico-nulli-tutti-gli-atti-amministrativi-di-giunta-e-dirigenziali/ [1]) pubblicato mercoledì 26 gennaio scorso, nel quale veniva evidenziata la mancata attuazione, da parte del comune di Marsala, della legge 69/2009 in materia di albo pretorio informatico. 

Di conseguenza con decorrenza dal 1° gennaio 2011,   sarebbe la nullità degli atti prodotti  (deliberazioni, determinazioni, etc.)   in quanto non pubblicati nelle forme di legge, cioè mediante albo pretorio on line.

 Secondo il Segretario Triolo, la notizia,  pubblicata con enfasi ed in maniera perentoria, tuttavia, non  tiene conto dell’impatto che la legge 69/2009 ha con la normativa vigente nella regione siciliana,  essendo  la materia (pubblicazione atti) già disciplinata nel nostro ordinamento dalla legge regionale 44/1991, ancora in vigore. 

Ricordiamo che il legislatore nazionale, attraverso l’art. 32 della legge 69/2009,  ha stabilito che le pubbliche amministrazioni (tra le quali, ovviamente, gli enti locali), con decorrenza 1° gennaio 2010,  termine poi prorogato al 1° gennaio 2011, avrebbero dovuto pubblicare gli atti (delibere, determine, etc.) attraverso modalità informatiche, sostituendo l’albo pretorio cartaceo con l’albo pretorio informatico. 

Nella Regione Siciliana, secondo Priolo, “la materia attinente la pubblicazione degli atti degli enti locali è disciplinata in maniera minuziosa dalla legge regionale 44/1991 s.m.i., in particolare dall’art 11, in base al quale “1. Tutte le deliberazioni provinciali e comunali sono pubblicate mediante affissione di copia integrale di esse all’albo dell’ente, istituito presso la relativa sede, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge. 2. Con le stesse modalità sono altresì pubblicati gli atti di concessione, ivi comprese le concessioni edilizie comunali..

 La questione di carattere giuridico che  nella fattispecie si pone è la seguente: la legge prodotta dal parlamento nazionale in materia di pubblicazione degli atti,  è da intendersi immediatamente applicabile in Sicilia in mancanza di recepimento, cioè senza che il legislatore siciliano  introduca nella nostra regione,  attraverso un’ apposita legge,  le importanti innovazioni  introdotte dall’art. 32 della legge 69/2009?”

 Il dubbio interpretativo – secondo Priolo – non è di poco conto, perché aderire alla tesi secondo la quale la legge nazionale sarebbe immediatamente applicabile anche in Sicilia, senza necessità di recepimento, significherebbe eliminare l’albo pretorio cartaceo,  con possibili conseguenze negative per l’ente in caso di ricorso da parte di cittadini interessati, ove prevalesse la tesi della non immediata applicabilità” . 

Tralasciamo, per comodità dei nostri lettori il prosieguo della lettera perché fa riferimento  ad ipotesi normative e focalizziamo la parte in cui Triolo chiama in causa l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana.

Triolo afferma che  “il dubbio interpretativo  facendoci guidare dall’orientamento più volte espresso dall’ufficio legislativo della regione siciliana relativamente a questioni analoghe, cioè in tutti i casi in cui si è posto un problema di applicabilità o meno  di legge statale innovativa agli  enti locali della nostra regione, in mancanza di recepimento. Secondo l’orientamento dell’ufficio legislativo della  regione siciliana, fatto costantemente proprio dall’assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica (vedi in ultimo la circolare n. 1 del 13 gennaio 2011), le norme statali che innovano l’ordinamento degli enti locali, rispetto al quale la regione siciliana ha una competenza legislativa esclusiva in forza dell’art. 14, comma 1, lett. O) dello Statuto autonomistico,  le stesse  producono effetti nella nostra regione solo a seguito di recepimento, cioè solo se e quando il legislatore siciliano interviene con propria legge sulla materia,  facendo  proprie le innovazioni normative, ovvero, se lo ritiene,  apportando modifiche”. 

Orbene, a noi sembra che l’amministrazione comunale di Marsala sia poco informata dell’evoluzione normativa anche in sede giurisprudenziale perché proprio l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione Siciliana, nel 2009, ha chiarito ogni dubbio in proposito e precisato che la legge 69/2009 entra in vigore in Sicilia anche senza specifica legge regionale di recepimento.

Riportiamo, per comodità dei lettori il parere :  “…Si impone, pertanto, un attento esame della novella statale, che tenga conto del nuovo assetto costituzionale relativo alla ripartizione della potestà legislativa fra Stato e Regione e che tenga presenti i limiti sopradescritti alla potestà regionale.      

Solo successivamente a tale ricognizione, ove si rinvengano a livello statale maggiori garanzie per i privati, la Regione, attraverso una modifica della l.r. n.10/1991 cit. (v. art.29, comma 2-quinquies, l. n.241/1990 e succ. mod.: ” Le Regioni a statuto speciale … adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo …“) potrà determinare gli obiettivi da perseguire per adeguare ed eventualmente innovare la disciplina legislativa in materia (sulla generale e complessa problematica concernente i rapporti tra legge statale e legge regionale nel caso in cui la prima risulti incompatibile o in contrasto con la norma regionale già vigente: cfr. parere n.21 del 2007).       

Per completezza, va ricordato che l’analoga problematica, con riferimento alle modifiche introdotte dalla legge 11 febbraio 2005, n.15, si era connotata diversamente e ciò alla luce di due specifiche circostanze. In primo luogo, andava considerato che, ex art.19, L. ult. cit. (che modificava l’art.29, L. n.241/1990) la nuova disciplina si applica ai procedimenti che si svolgono nell’ambito delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali e, per quanto stabilito in tema di giustizia amministrativa, a tutte le amministrazioni pubbliche (v., ora, le ulteriori modifiche recate dalla L. n.69/2009 all’art.29); pertanto, in linea teorica in Sicilia la nuova disciplina non poteva trovare applicazione immediata, a meno di un nuovo intervento legislativo regionale.
Tale valutazione, tuttavia, veniva ridimensionata da una seconda circostanza e cioè che le rilevanti modifiche introdotte con la L. n.15/2005 cit., nella misura in cui hanno tradotto in norme di legge il portato giurisprudenziale consolidatosi nel tempo, risultano vincolanti per ogni amministrazione pubblica, anche a prescindere da una puntuale formalizzazione in norma”

Quindi, va da sé che anche le amministrazioni comunali, provinciali e regionali siciliane hanno l’obbligo di pubblicare a partire dal 1° gennaio 2011, tutti gli atti in apposito albo pretorio informatico, a pena di nullità, perché la legge riconosce “la validità legale” solo quegli atti pubblicati nell’apposito albo pretorio.  

Appare evidente che al Segretario Comunale di Marsala, Bernardo Triolo, è sfuggito il particolare dell’Ufficio Legislativo e Legale, peraltro parere emesso nel 2009.

Il Segretario Triolo rassicura gli attenti giornalisti sul fatto che, non appena entrerà in vigore la normativa di recepimento della legge 69/2009 il Comune sarà senz’altro pronto a darvi attuazione.

Il problema per il Comune di Marsala è che la legge si applica in Sicilia già da subito ….