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Antimafia. “E’ possibile essere eroi?” .La facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo ricorda Paolo Borsellino.

borsellino [1]Ieri, in occasione del 71°compleanno dell’indimenticabile magistrato ed eroe Paolo Borsellino, la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo ha organizzato un seminario commemorativo dal titolo “E’ possibile essere eroi? Etica della cittadinanza ed etica professionale”.

Il seminario, che ha visto la collaborazione del “Forum XIX luglio”, è stato un interessante momento di riflessione sull’etica professionale della quale Paolo Borsellino è stato portatore esemplare fino all’ultimo istante della sua vita.

L’incontro è stato moderato dalla giornalista Alessandra Turrisi  che ha presentato gli illustri interventi susseguitesi nel corso dell’evento.

Ad introdurre il seminario è stata la prof.ssa Isabèl Trujillo, docente di deontologia, sociologia e critica del diritto che ha posto l’attenzione sul valore di un’etica professionale ispirata al concetto di “virtù”.

La necessità di un rinnovamento culturale sembra essere il punto focale della discussione. Lo stesso P.Borsellino ,in una delle sue ultime interviste, invitava i giovani a rendersi protagonisti di un cambiamento che andasse oltre un rinnovamento dell’ordinamento giuridico. La lotta alla mafia deve partire dalle coscienze della gente semplice, di chi sa dire “no” ad una raccomandazione, di chi rifiuta i facili privilegi offerti dalla mafia.

Il momento sicuramente più emozionante è stato l’intervento di chi ha avuto la fortuna di conoscere Paolo  Borsellino da vicino,di chi l’ha conosciuto come uomo e non come eroe.

L’Avv. Enrico Sanseverino, presidente dell’Ordine degli avvocati ed il Dott. Gioacchino Natoli, Presidente del Tribunale di Palermo\ sezione per il riesame ,hanno saputo tracciare con molta delicatezza ed umiltà il profilo del compianto magistrato delineandone gli aspetti caratteriali più peculiari.

“Borsellino era un uomo che amava ridere ma era anche integerrimo e severo”, afferma l’avv. Sanseverino , “un uomo molto diverso da Giovanni Falcone ,eppure insieme trovarono una simbiosi invidiabile”.

E’ strano sentir parlare di Borsellino come di uomo qualunque; uno che amava tanto lo studio quanto le tante altre attività che svolgeva soprattutto nel sociale.

Un ricordo, quello fornitoci dai relatori di questo seminario, che vuole comunicarci forse che eroi non si nasce e non è necessario neanche diventarlo.

L’eccezionalità di Paolo Borsellino non sta nella fine eroica che ha fatto ma in quel che di buono è stato compiuto giorno dopo giorno, rinuncia dopo rinuncia, sacrificio dopo sacrificio.

Forse possiamo essere tutti un po’ eroi se solo vivessimo la nostra vita seguendo pochi valori ma buoni ,non cedendo alle lusinghe dalla facile gloria, imparando dagli errori di chi ci ha preceduti.

La generazione di Paolo non è stata capace di fare grandi cambiamenti nella mentalità della gente ;il compito adesso è dei giovani…di quelli che ieri affollavano l’Aula Magna di Giurisprudenza, di chi era a casa a studiare, di chi è da poco diventato dottore o di chi è appena diventato magistrato o avvocato.

E’ questo il messaggio fondamentale che i relatori hanno voluto dare in questo incontro. Festeggiare il compleanno di Paolo vuol dire sposare i suoi principi e i suoi valori ma anche prendere coscienza che tutti potenzialmente possiamo fare qualcosa contro la mafia…bisogna solo volerlo.

Buon compleanno Paolo!

Sabrina Gottuso.