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Sanità. La Commissione Sanità dell’ARS difende l’indifendibile

Il Presidente della Commissione Sanità all’Ars Giuseppe Laccoto, il Vice Presidente Giuseppe Lo Giudice e i componenti Massimo Ferrara, Francesco Calanducci e Giuseppe Di Giacomo, riguardo ai commenti espressi dai quotidiani «Libero», «Il Giornale» e «La Padania» sulla riforma sanitaria in Sicilia, hanno redatto il seguente comunicato stampa congiunto: 

Secondo Lo Giudice, “Solo il pregiudizio e il pressapochismo giornalistico possono aver indotto la stampa del Nord a scrivere l’ineguagliabile guazzabuglio di falsità sulla riforma sanitaria e in particolare sulle assunzioni.

 E’ proprio grazie al risanamento dei conti che la sanità siciliana può oggi procedere alla copertura dei posti in organico nelle varie province dell’Isola. Risanamento certificato anche dal Governo di Roma, circostanza che i giornalisti delle tre testate avrebbero potuto verificare facilmente se solo si fossero attenuti a una elementare regola del giornalismo, e cioè quella di informarsi prima di emettere dei giudizi.  

Il tentativo di suscitare nell’opinione pubblica l’idea di una Sicilia dedita allo spreco sembra solo funzionale alle strategie di gruppi editoriali che fanno da sponda a partiti e movimenti politici impegnati già in campagna elettorale.

Ed aggiunge, “ E’ notorio infine come la nuova riforma della sanità siciliana abbia bonificato il settore dagli appetiti della mafia, quella stessa mafia che investe e opera al Nord e che non suscita – è oltremodo evidente – l’interesse di quotidiani come “La Padania”, “Libero” e “Il Giornale” impegnati a foraggiare, peraltro maldestramente,  un indegno antimeridionalismo razzista». 

Di quanto dichiarato dai componenti della Commissione Sanità si può essere d’accordo solo sul fatto che sono stati risanati i conti. Per il resto, se i signori deputati, appartenenti alla casta, avessero il vincolo di mandato, dovrebbero quantomeno prendere carta e penna e dimettersi in blocco. 

La sanità siciliana è stata risanata solo con una serie di tagli enormi ai servizi e alle prestazioni sanitarie. Insomma, il metodo Tremonti applicata alla sanità in Sicilia.

 Provino i signori deputati ad andare in incognito presso una qualsiasi struttura per prenotare analisi cliniche o visite specialistiche.

 Si sentiranno rispondere, quando va bene “ci vediamo fra quattro mesi”, mentre per le analisi cliniche se si portano i campioni dopo il 10 o il 15 del mese spesso ci si sente rispondere “torni ai primi del mese prossimo” … abbiamo finito il budget mensile! 

Non parliamo dell’organizzazione regionale sanitaria. È cambiato niente. Sono rimasti sprechi, disorganizzazione e strutture fatiscenti. 

I progetti, monumentali quelli si, ci sono, ma guardiamo alle “ristrutturazioni” paventate. Si preparano grandi affari per cambiare … niente.

La grande riforma Russo, leggendola attentamente, ha prodotto una moltiplicazione degli incarichi dirigenziali e il servizio sanitari nel suo complesso burocratizzato, è squilibrato e male organizzato territorialmente. 

Un esempio per tutti Marsala. Un mega ospedale la cui costruzione è durata trent’anni. Supertecnologico, ridotto a mero … ospedale di categoria “C”  con reparti “vuoti” di macchinari e personale.  Costato 75 milioni di euro, paga lo scotto di una organizzazione sanitaria territoriale orientata secondo le forze politiche locali. 

Chi è più forte politicamente impone, e siccome Marsala non ha politici di spessore ma solo un mega moderno ospedale, non merita attenzione. 

Eppure serve un bacino molto importante ed è situato in posizione strategica rispetto all’Ospedale di Erice/Trapani, diventato di riferimento per la provincia, con tutte le carenze del caso, ovviamente.   

La Padania, Il Giornale e Libero saranno orientati, ma noi siamo siciliani, viviamo in Sicilia, e a non possiamo essere definiti disfattisti per il solo fatto di raccontare i fatti “reali” e di non prestarsi alla propaganda politica regionale … 

Come abbiamo fatto con Russo, inutilmente, invitiamo i signori membri della commissione sanità dell’ARS a venire con noi in giro per la Sicilia, senza macchine blu, senza scorta, in incognito, così potranno realizzare che quanto da loro affermato è lontano dalla realtà del popolo.