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Demolfer 4. Per colpa di “scoop” giornalistici, in seri problemi economici e l’Irfis “congela” un finanziamento già deliberato

Abbiamo incontrato il titolare di Demolfer 4, Accardi, a cui abbiamo chiesto se tutte le problematiche manifestatesi a seguito della famosa inchiesta giudiziaria di settembre, si sono appianate. Accardi ci ha detto che i danni di immagine ed economici subiti, a cusa delle note faccende e degli scoop giornalisti, sono stati gravi e ancora oggi, a fine anno, cioè ad oltre quattro mesi dei fatti, tutt’altro che risolti.

Come si ricorderà, l’Osservatorio Sicilia il 2 ottobre scorso scrisse a proposito di una “operazione” della Magistratura circa ipotesi di traffico di rifiuti, e di un articolo del Giornale di Sicilia dal titolo quanto mai significativo  “l’ombra della mafia dietro un business milionario..”.

All’articolo del GDS si aggiungevano le dichiarazioni del Procuratore Gatto, riportate da Repubblica.it ““… Non possiamo escludere che ci sia la criminalità mafiosa dietro il traffico di rifiuti che abbiamo scoperto” ed aggiunto “”L’organizzazione potrebbe anche essersi mossa con il benestare di Cosa nostra. Abbiamo qualche segnale in tal senso che va verificato. Se ci sia Matteo Messina Denaro dietro lo smaltimento illecito dei rifiuti a Castelvetrano? Al momento diciamo che non ci sono elementi per affermarlo, ma continuano ad indagare”..  

Prima di ciò il blitz a Marsala per sequestrare la documentazione contabile della società.

Una operazione, quella effettuata dalla Guardia Costiera e dalla Polizia Municipale di Palermo ( Nucleo operativo Protezione Ambientale), in classico stile “commandos” con l’ausilio di un elicottero che per qualche tempo ha stazionato sui capannoni della società con uomini armati che controllavano dall’alto. Quasi un operazione di guerra o di rastrellamento in tempo di guerra.

Descrivemmo il tutto, nel nostro articolo dove in coda abbiamo riportato le dichiarazioni dell’amm. Passero, Comandante della Capitaneria di Palermo   http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/10/02/rifiuti-e-matteo-messina-denaro-per-tutte-le-salse-demolfer-4-e-dopo-lo-scoop-giornalistico-e-il-blitz-tipo-vietnam-chi-paga-i-danni/ [1]

Una operazione come assurda e assolutamente ingiustificata.  

Si chiuse l’azienda ed apposto i sigilli, ma appena tre giorni, dopo il Giudice ha dispone il dissequestro …

Il tutto, ovviamente, nell’enfatizzazione del caso e con l’immancabile accostamento alla mafia e a Matteo Messina Denaro, ha fatto si che il mondo crollasse su Demolfer 4 e l’attività economica seriamente pregiudicata.

Le banche hanno immediatamente posto paletti, non ufficialmente, per le operazioni della società probabilmente in attesa di provvedimenti della Magistratura che non sono mai arrivati.

Potevano farlo ? pensiamo di no! Però siamo in Italia …

Ma oltre a ciò, Demolfer 4 ha avuto un danno economico ingentissimo derivato dal fatto che da tempo aveva iniziato, e definito, una operazione di finanziamento di circa un milione di euro, con l’IRFIS che aveva già deliberato il finanziamento e posto “ipoteca” sulla struttura aziendale, ma che senza alcuna comunicazione formale, non ha provveduto a liquidare l’importo oggetto appunto del finanziamento.

Liquidazione sospesa ma, come ci riferisce Accardi, senza che l’IRFIS abbia mai comunicato formalmente questa decisione di sospendere la liquidazione in attesa di “verifiche” ulteriori.

A distanza di ben 4 mesi dai fatti, e con i debiti contratti proprio per l’ampliamento della struttura, Demolfer 4 si trova oggi in un limbo che potrebbe portarla al collasso ed alla chiusura dell’attività se l’IRFIS a questo punto decidesse di rivedere il finanziamento concesso.

Ne abbiamo parlato con l’ufficio legale dell’IRFIS ed abbiamo appreso che la pratica proprio a causa di quanto è successo ha subito uno stop e deve essere riportata dinnanzi al Comitato per valutare la documentazione acquisita successivamente ai fatti in questione.

E’ chiaro che l’Istituto deve tutelarsi in presenza di notizie stampa così clamorose, e a nulla vale il fatto che lo scoop e le stesse dichiarazioni del Procuratore Gatto siano state quantomeno intempestive perché hanno accostato fatti e circostanze che non Demolfer 4 non avevano nulla a che fare, ma quattro mesi per capire come agire ci appaiono troppi, specie se si considera che fino ad oggi non sembra che l’IRFIS abbia mai “formalmente” comunicato alla società la decisione di sospensione del provvedimento di liquidazione.

E poi, con un finanziamento già deliberato, con una ipoteca già iscritta a favore dell’IRFIS, con gli impegni assunti dall’azienda a fronte di “certezze” di finanziamento, è prevedibile un ripensamento ?

Quale che sia la decisione del Comitato, l’unica certezza che rimane è che qualcosa non funziona nella Magistratura (abbiamo ritenuto gravi le dichiarazioni del Procuratore Gatto che senza avere alcun elemento ha fatto intuire possibili collusioni con ambienti mafiosi tanto che la stampa si è sbizzarrita in tal senso) che a volte, pur nella meritoria azione quotidiana, non sembra soppesare con le dovute cautele, azioni e dichiarazioni che possono incidere profondamente sui soggetti attenzionati.

E qualcosa non funzione nella stampa, che troppo spesso cavalca l’onda del sensazionalismo senza fermarsi a riflettere prima di scrivere, dimenticando quali danni e quali problematiche possono arrecare notizie prive di qualsiasi fondamento.