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Identità siciliana … Si prepara un altro spreco di denaro pubblico !

Molti attendevano questo annuncio. La Regione Siciliana mette a disposizione  sessanta milioni euro di fondi europei per creare quattro poli museali in Sicilia.

Lo annunciato l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, e l’assessore regionale per i Beni culturali e l’Identita’ siciliana, Sebastiano Missineo, al convegno “Il nostro Nuovomondo” all’interno delle due giornate di rassegna cinematografica ‘Il Vento del Nord’ che si sono appena concluse ai Cantieri della Zisa di Palermo.

In un momento di crisi generalizzata con una popolazione siciliana allo stremo delle forze, la Regione non trova di meglio che pensare a spendere sessanta milioni per … nulla che vanno ad aggiungersi agli oltre 250 per quella formazione professioneale (?), divenuta per stessa ammissione dei signori politici, solo spesa strategica per il mantenimento dei posti di lavoro a quanti operano nelle associazioni, sindacati ed enti vari, tra i quali l’ANFE, che formano …  

L’assessore ci dice che “Uno dei musei sarà’ quello dell’Identità siciliana. Studieremo forme innovative, utilizzando molto le nuove tecnologie, per far vivere il concetto di Identità superando i confini degli spazi espositivi. Verificheremo attentamente ogni proposta per realizzare un progetto con linee guide ben precise che tengano conto del territorio utilizzando al meglio le risorse economiche”.

Armao ha sottolineato come “sarebbe importante puntare sull’idea di un museo dei migranti a Lampedusa perche’ l’isola e’ l’esempio della capacita’ della Sicilia di confrontarsi con le altre culture”.

“Mi sento anche io un migrante – ha spiegato Missineo – perche’ seppure in condizioni differenti, ho lasciato la Sicilia per trovare lavoro. Capisco, dunque, le sofferenze e le esperienze, spesso traumatiche di chi va via da casa, ma e’ necessaria un’attenta riflessione prima di decidere quali settori del nostro patrimonio culturale sono da valorizzare”.

Al convegno, oltre ai due assessori regionali, hanno preso parte Pietro Busetta, assessore al turismo del comune di Lampedusa; Giuseppe Gini, Soprintendente del Mare della Sicilia; Pietro Meli, Soprintendente per i Beni culturali di Agrigento e Gaetano Cala’, direttore generale dell’A.N.F.E, l’associazione nazionale famiglie emigrati.

 Estrapolando il politichese, e considerando lo stato della situazione, questi sessanta milioni molto probabilmente finiranno in conferenze, convegni contributi ad associazioni varie,  e quant’altro necessario per individuare percorsi e tematiche … , e ci appare anche come un pacco regalo natalizio per l’ANFE, l’associazione che da decenni afferma che gli emigrati “… possono contare su un’entità di assistenza e sostegno, capace di favorire l’integrazione e di offrire supporto, per favorire e consolidare lo sviluppo e l’affermazione delle varie comunità italiane”, che probabilmente potrebbe contare di “gestire” una grande fetta della torta. 

Pensiamo che un grande museo dell’identità siciliana non debba essere motivo di spreco di denaro pubblico ma motivo di aggregazione “volontaria” di associazioni e privati tesa al reperimento di documenti, foto, oggetti e quant’altro utili per il museo. 

La Regione se davvero vuole pensare a dare una visibilità a milioni di “ombre” mai riconosciute (tanto che ai siciliani emigrati non viene concesso di votare per le elezioni regionali e locali), deve individuare un sito dove realizzare il museo, stabilire innanzi tutto chi deve gestirlo e chi deve sopportare le spese di mantenimento, e quindi concedergli i fondi, che possono essere almeno n sessantesimo di quanto indicato, per arredi e spese di spedizioni. 

Così come ci viene presentato il progetto, ci appare solo l’inizio di un altro grande spreco di risorse economiche per … nulla !