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Ance Trapani. “Uno Striscione per ogni cantiere”

“Uno striscione per ogni cantiere”. Si chiamerà così la manifestazione di protesta territoriale avviata dal Gruppo Giovani imprenditori di Ance Trapani e che vedrà lunedì mattina campeggiare sul ponteggio o lunga la recinzione di una quindicina di cantieri edili dislocati lungo tutta la Provincia, uno striscione con uno slogan, predisposto dall’Ance.Quattro in particolare i contenuti scelti per l’occasione: “Lo Stato non paga, l’Impresa chiude ed il lavoratore va a casa”-“Chi taglia le risorse, toglie allo sviluppo” “Regole si, burocrazia no”-“Piccole opere fanno grande il Paese”.

Questa è una iniziativa – sottolinea Sandro Catalano, presidente Giovani Ance Trapani – che mira a sensibilizzare le Istituzioni, affinchè diano al nostro comparto risposte adeguate ed urgenti. L’iniziativa che andremo a fare segue di un mese la manifestazione degli Stati Generali delle Costruzioni di Roma. Alcuni degli striscioni compariranno ad Alcamo Castellammare nei cantieri edili della ‘Seicon Srl’; a Pantelleria, ‘Futura Costruzione’; a Marsala, ‘Catalano Michele’; a Trapani e Paceco, ‘Rosselli Costruzioni’; a Mazara e Castelvetrano, ‘Pietro Durante’; a Trapani poi nei cantieri ‘Cogeta Srl’; ‘Funaro Costruzioni’; ‘Macetra’; ‘Ferrara Domenico’; ‘Impreget’, ma ve ne sono altri ancora”.

Alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa di protesta del Gruppo Giovani di Ance, stamane c’era anche il Presidente di Ance Trapani, l’ingegnere Rosario Ferrara.

E’ un bilancio disastroso quello che riguarda il nostro settore – ha tenuto a sottolineare. Sarò forse ripetitivo, ma di crisi noi ne avevamo parlato già nel 2008, oggi bisogna parlare di disagi sociali. Nelle nostre aziende non ci sono più operai, molte di queste aziende stanno così pensando di chiudere i battenti, mentre altre hanno già chiuso. A fronte di questa situazione sono inesistenti le risposte da parte dei politici e degli Enti locali e fra queste la Provincia Regionale”. Si dice molto amareggiato il presidente Rosario Ferrara, per questa situazione che sta vivendo il settore edile in tutta la provincia e i dati non sono per nulla confortanti.

Sappiamo a memoria ormai quanti licenziamenti ci sono stati in provincia, si calcolano in quasi tre mila, non contando l’indotto ed in questo caso i numeri salgono vertiginosamente. Ma ci si dimentica un fattore importante, tutto questo ha fatto aumentare in provincia di Trapani il fenomeno del ‘lavoro nero’ e noi sappiamo cosa comporta tutto questo, non certamente sviluppo, sicurezza. Visti i numeri esorbitanti del fenomeno noi chiediamo di intensificare i controlli all’interno dei cantieri edili, non solo quelli pubblici ma anche in quelli privati”.

 E poi continua:“Si fanno proclami, si lanciano numeri, ma alla fine di appalti è da tempo che non ne vediamo o sono pochissimi. Si scoprono tesori e tesoretti, per esempio alla Provincia regionale di Trapani – dice Ferrara – ma poi gli appalti per uscire fuori da questo stato di crisi dove sono, i soldi dove sono?”.

E Ferrara allora ricorda i numeri. “Si è passati da 180 mln di euro del 2001 ai sette-otto mln di euro del 2010, l’Ente Provincia Regionale è passata dai 40 mln di euro il dato è riferito al 2001, ai 7 mln di euro del 2010”.

Qui parlano tutti di miliardi di euro, di programmi Fas, ma ci si dimentica che si parla anche di riprogrammazione dei Fondi Europei, si parla anche di prendere solo alcuni grandi progetti in considerazione: vedi il Ponte sullo Stretto, la Bari-Napoli e di togliere dal programma delle piccole e medie opere. Quindi – conclude Ferrara – è probabile che di questi fondi Europei di cui tanto si parla non ne vedremo neppure l’ombra. A questo bisogna anche aggiungere i problemi che investono gli Enti locali, perché la Regione toglie risorse, lo Stato toglie risorse e quindi non sono in grado di realizzare investimenti, anche perché molta della loro spesa viene coperta dalle spese correnti”.

Sono stati il protrarsi della crisi – ribadisce per concludere Sandro Catalano – e i numeri dei licenziamenti che sono sotto gli occhi di tutti, a farci prendere la decisione di mettere in atto questo tipo di iniziativa mai intrapresa dalle categorie imprenditoriali”.