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La Serit? Una matassa troppo intricata per i poveri siciliani … e le loro tasche. E spuntano 10 milioni in consulenze !

matassaLe anomalie della società di riscossione siciliana, tra migliaia di notifiche per assenza e decine di migliaia di contenziosi, tra chiusure di sportelli lesive dei diritti degli utenti in base al rapporto servizio pubblico/territorio e bilanci  rovinosi, si arricchiscono di una nuova scandalosa vicenda.
Come “denuncia” il periodico “S”, dal 2001 ad oggi, con accordo rinnovato il 5.2.2005,  ininterrottamente, che la Montepaschi Serit prima e la Serit Sicilia poi, versano  ben 89.000 euro  al mese per consulenze ad uno studio legale. Per consulenze, ma quali consulenze, quante consulenze, su cosa?

I siciliani, che si beccano le ipoteche sulle case, spesso illegittime, hanno speso, a loro insaputa, 10 milioni di euro. Una cifra impensabile! Ed oggi la Serit lamenta un buco di bilancio di oltre 10 milioni e per questo chiude sportelli, sfrutta il personale non reintegrando quello che va in pensione, crea ritardi e disservizi. E gli altri sprechi?       

L’esternalizzazione dell’attività di notifica, affidata a società create ad hoc, tipo Olimpo, gestite da amici, che a loro volta si servono di altre società satellite, dove sono stipati amici degli amici  che assoldano disperati “elettori” con contratti a progetto per un tot a notifica,  conferma lo scopo che le società partecipate hanno da sempre in questa terra di favori e raccomandazioni.     

Alzando un po’ il livello sociale dei commensali, poi, sono anni che tutti lamentano che la holding “Riscossione Sicilia SpA” consti di un’unica società, la Serit,  ma mantenga due consigli d’amministrazione. Il festival delle strette di mano, la sagra del “mangia-mangia”. Questa società, a maggioranza di capitale pubblico e con funzione pubblica, non produce ricircolo di denaro, non riesce a realizzare il rientro delle somme dovute che si dovrebbero tradurre in servizi per la collettività.

Produce ormai, principalmente, fascicoli per i tribunali ma nessuno prende provvedimenti  e nessuno teme conseguenze perché,  per sua fortuna, fa un servizio che non può morire, la riscossione è un fondamento dell’economia regionale. In più, la sua duplice matrice, economica e politica, la rende oggetto di interessi ed appetiti incrociati come tutte le partecipate continuando ad essere, come è sempre stata, scenario di scambi di cortesie.

In questo clima, quindi, i soci, pubblici e privati, appare quasi ovvio, anzi scontato che prima o poi, troveranno il modo per ricapitalizzarla affinché anche questa fonte di privilegi continui a funzionare. A ben guardare, quando la gestione era solo privata, il sistema funzionava perché il concessionario privato lavorava certamente strizzando l’occhio alla Regione ma anche in vista di un profitto ulteriore.
Infatti il sistema del non riscosso per riscosso imponeva alla Regione, cioè a tutti i siciliani, di  versare alla banca un consistente fisso annuale ma, in ogni caso, quest’ultima era incentivata anche ad investire in risorse umane, professionalità e servizi per incrementare e gestire gli utili.      

Oggi, invece, il disinteresse allo sviluppo ed al profitto e l’abuso di fermo ed ipoteca, hanno paralizzato le riscossioni  e continueranno a produrre ulteriori danni, anche in seguito alla recente pronuncia della Corte di Cassazione, la n°4077 del 22/02/2010, la quale restringe il campo dell’attività esecutoria dichiarando illegittime le ipoteche iscritte per debiti inferiori a 8000 euro. 

 In ogni contesto produttivo, se una società non è funzionale al suo scopo e produce danni e disservizi,  si azzera il consiglio d’amministrazione e si fa pulizia. In questo caso specifico tutti noi, cittadini siciliani, abbiamo il dovere ed il diritto di pretendere chiarimenti ed accertamenti nelle sedi competenti, affinché si annullino sprechi e connivenze, si investa in forza lavoro e si semplifichi il sistema.      
        
Sarebbe il caso che la Serit si ricordasse di essere l’esattoria e tornasse a servirsi di esattori che facessero il sacrosanto porta a porta perché l’efficienza, la trasparenza e la legalità, in ogni tempo ed in ogni contesto, sono i motori di civiltà e ricchezza.

fd

Vedasi  articolo “S” e parcella per consulenza

Articolo S-MAgazine del 30 novembre 2010 - Sprechi Serit-2Articolo S-MAgazine del 30 novembre 2010 - Sprechi Serit-1 [1]