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Le raffinerie ci hanno fatto tanto bene. Un bollettino di guerra fatto di inquinamento, disastri e morti !

25/01/1959 – un operaio della Rasiom muore per le ustioni riportate durante i lavori di manutenzione di una colonna.

1961 – due feriti presso la Rasiom, per l’incendio di migliaia di tonnellate di petrolio, con fiamme alte fino a cento metri.

29/09/1965
– due morti nell’esplosione di un serbatoio di acido solforico della Sincat.

31/08/1967
– una nube tossica si origina dall’incendio, presso la Sincat, di quarantamila tonnellate di fertilizzanti e la città di Priolo si prepara all’evacuazione.

04/08/1971
– sei morti e numerosi feriti per l’incendio delle navi cisterna Messene e Punta Ala, nelle fasi di carico di benzina dal pontile Esso.

22/09/1971
– un incendio interessa due serbatoi da cinquemila metri cubi di acetaldeide presso l’impianto SG 14 della Sincat, scansando fortunatamente quelli di ammoniaca; gran parte degli abitanti di Priolo fugge dalle abitazioni e molti sono i vigili del fuoco che rimangono intossicati.

25/09/1971
– a seguito dell’incendio presso l’impianto SG 14, si osserva una forte moria di pesci e la pesca viene vietata per 15 giorni lungo tutto il litorale.

23/11/1971
– durante lavori di bonifica presso la raffineria Esso, sei operai rimangono intossicati da vapori di benzina con piombo tetraetile ed alcuni moriranno dopo poche ore.

23-24/11/1971
– un incendio provoca quattro feriti presso l’impianto CR 11 della Sicat.

07/08/1973
– un giovane muore dopo avere inalato vapori di acido solforico presso lo stabilimento della Liquichimica.

Settembre 1979
– morìa di pesci nella rada di Augusta.

12/11/1979
– tre morti e due feriti per un’esplosione al reparto AM 6 della Montedison.

19/05/1985
– sei operai restano feriti (uno morirà un anno dopo) per una serie di esplosioni che distruggono l’impianto Icam; una donna di Priolo muore d’infarto.

27/11/1987
– dall’impianto Cogema, acido solforico si riversa in strada e, quindi, in mare.

12/01/1988 – nove ferrovieri rimangono intossicati per una fuga di ammoniaca dall’impianto Agrimont.

15/01/1988
– presso lo stesso impianto Agrimont, esplode una tubazione d’ azoto.

19/01/1988
– un morto per un incendio presso lo stabilimento Enichem Anic di Priolo.

21/02/1988
– alcune tonnellate di olio combustibile si riversano in mare dall’impianto Selm Montedison.

20/08/1988
– un fulmine incendia un serbatoio nella zona industriale del triangolo industriale siracusano.

29/08/1988
– la nave greca Marianna VII riversa alcune tonnellate di greggio nel porto di Augusta.

14/11/1988
– un fulmine incendia tre serbatoi di greggio presso lo stabilimento Selm Montedison.

28/01/1989
– presso il pontile Agrimont, si incendia la nave egiziana Ezz El Din Refaat carica di fertilizzanti ed il vento spinge la nube tossica verso il mare aperto.

04/03/1989
– la Lega per l’Ambiente di Siracusa denuncia lo sversamento di liquami industriali da una conduttura dell’Icam.

14/08/1989
– incendio al reparto Oxo-Alcoli dell’Enichem di Augusta.

24/09/1990
– tre operai rimangono ustionati per la rottura di una manichetta corazzata durante le operazioni di travaso di acido solforico presso la Praoil di Priolo.

20/10/1990
– un blak-out nella zona industriale provoca il blocco di numerosi impianti di Esso, Montedison, Enichem, Isab; per più giorni, le fiaccole e i camini degli stabilimenti immettono nell’atmosfera una quantità imprecisata di sostanze inquinanti, senza che la popolazione venga informata sui comportamenti da tenere.

01/05/1991
– vibrate proteste dei cittadini di Augusta per il persistente odore nauseante proveniente dalla zona industriale.

04/06/1993
– sette operai morti e sedici feriti per un incendio presso la raffineria “Mediterranea” di Milazzo.

29/06/2002
– violenta esplosione presso lo stabilimento Agip di Gela, con sviluppo di un vasto incendio e di una colonna di fumo alta oltre trecento metri; l’evacuazione del centro abitato viene scongiurata solo dal vento, che inizia a soffiare in direzione opposta.

30/04/2006
– violento incendio, che sarà domato solo il 2 maggio, presso la raffineria Erg impianto Nord, per il collasso di una tubazione con fuoriuscita di greggio paraffinico.

13/10/2008
– vasto incendio presso l’impianto Isab Energy di Priolo, preceduto ed accompagnato da boati distintamente avvertiti dalla popolazione delle zone limitrofe. Il fumo denso e scuro è stato trasportato dal vento verso le zone di Priolo, Melilli ed Augusta.

04/11/2008
– una ventina di dipendenti del petrolchimico di Gela accusano bruciore alle vie respiratorie, senso di asfissia e nausea, per esalazioni di gas maleodorante avvertite anche in città.

06/11/2008
– una quindicina di operai metalmeccanici rimangono intossicati presso l’impianto di desolforazione CR37 dell’Isab Impianti Nord.

07/11/2008
– un centinaio di litri di olio combustibile si riversano nello specchio di mare antistante la raffineria Isab Nord di Erg Raffinerie Mediterranee di Priolo, durante le operazioni di carico di una nave cisterna liberiana.

21/11/2008
– incidente alla raffineria Erg di Priolo, col parziale crollo del superpontile petroli della raffineria.

03/12/2008
– sversamento di idrocarburi nella rada di Augusta, per la rottura di una condotta dello stabilimento Isab Nord, raffineria di ErgMed.
10/02/2009 – un operaio viene investito dallo scoppio di un recipiente contenente argon, presso la raffineria di Milazzo.

marzo 2009
– un incendio divampa nell’impianto topping della raffineria di Gela, isola 7 dell’Eni, per l’improvvisa perdita di gas sulla linea d’uscita di una colonna di distillazione primaria del petrolio grezzo.

04/04/2009
– un incendio si sviluppa presso l’impianto “Cooking 1″ del petrolchimico di Gela, per la scarsa tenuta di una valvola di carico. I fumi creano problemi alla circolazione lungo la strada statale 115.

16/11/2009
– dense colonne di fumo nero si alzano da più camini della Raffineria di Milazzo.

18/11/2009
– copiosa perdita di zolfo allo stato liquido da un grosso serbatoio presso l’impianto Isab Energy di Priolo.

18/01/2010
– alcune tonnellate di greggio si versano nelle campagne tra Palazzolo Acreide e Rosolini, per una rottura lungo l’oleodotto della Eni Med che collega Ragusa ad un deposito di contrada Mostringiano, a Siracusa.

17/05/2010
– un aumento di pressione fa deflagrare un serbatoio della ditta Ecotec a Gela e l’esplosione viene sentita anche in città.

18/07/2010
– vasto incendio all’interno dello stabilimento Esso di Augusta, con fumi e odori nauseabondi che mettono in allarme tutto il triangolo industriale siracusano.

04/12/2010
– dense colonne di fumo si alzano nuovamente da più camini della Raffineria di Milazzo, per il mal funzionamento di qualche impianto.

Sono questi alcuni (e non necessariamente i più gravi) degli incidenti che hanno interessato le aree di Augusta, Priolo e Melilli, di Gela e di Milazzo.
Non è sempre facile ritrovare dati organicamente e cronologicamente catalogati.

Quanto sopra riportato è stato desunto da alcuni siti che cercano di tenere aggiornati i dati (tra  questi http://www.lasvolta.net/tds/cronologia_incidenti.htm) e da informazioni sporadicamente tratte dagli organi di stampa.

Pur nella loro parzialità ed incompletezza, i dati rendono adeguatamente conto di quale sia stato il danno, in termini di perdita di vite umane, di salute per gli abitanti dei centri limitrofi ed ambientale, che la petrolchimica nel suo complesso ha causato in Sicilia.

Tra l’altro, in aree che, per la loro originaria bellezza, avrebbero potuto rappresentare una grande risorsa per un’industria del turismo meglio programmata ed organizzata. Meglio programmata ed organizzata innanzitutto da noi siciliani, che mea culpa dovremmo dire su tante cose.
In compenso, però, le raffinerie in Sicilia hanno rappresentato un ottimo affare per molte grandi aziende, che poco o nulla hanno avuto di siciliano!

 Sikeloi