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I Sindacati RdB, all’ESA (ente inutile): i concorsi decisi violano le norme

L’Ente di Sviluppo Agricolo (ESA) ,  con deliberazione n. 427 del 16.11.2010, ha programmato avanzamenti di carriera orizzontali e verticali di due o più posizioni economico/giuridiche.
Inutile ricordare che questo anacronistico carrozzone si trova sempre nella condizione di imminente chiusura ma, malgrado ciò, trova sempre il modo di gratificare centinaia di dipendenti con avanzamenti e scalate di carriera degne del migliore Reinhold Messner.

Infatti trattasi della riapplicazione, a regime, del contratto statale 1999/2001(!!!) che ha consentito ai dipendenti ESA, nel 2002, avanzamenti tra le aree, senza concorso, e fino a cinque livelli economici in avanti. La delibera si trova adesso presso l’Organo di controllo dell’Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari al vaglio dei dirigenti Dr. Salvatore Barbagallo, Calogero Ferrantello, Mario Ferraino.


I Rdb ed altre sigle sindacali quali, UGL CISL SADIRS, in realtà quest’ultimo poi sembra si siano defilate, hanno tentato e sta tentando di contrastare   l’approvazione di questo ulteriore vergognoso atto.


Viene da chiedersi, e da chiedere a Raffaele Lombardo, dove sono i tanto sbandierati sbandierati blocchi di assunzioni, carriera e stipendi  ?


In ogni caso, in un articolato esposto denuncia, inviato oltre che all’Assessorato Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana, alla Procura della Repubblica di Palermo e alla Procura della Corte dei Conti, i RdB contestano i concorsi interni perché in violazione alle norme della finanza pubblica nazionale e regionale, oltre che alle norme del pubblico impiego.


Nell’esposto denuncia si rappresenta che “ ….in virtù delle vigenti disposizioni regionali ( art. 28 della L.R. 21/65 ed  art. 15 – Titolo III dello Statuto dell’E.S.A., approvato con D.P.R.S. n° 108 del 21/01/66) e regolamentari (RR.OO. E.S.A. approvati dall’Assessorato Agricoltura e Foreste di concerto con il Ministero del Tesoro con Decreti n° 3431 e n° 5429, rispettivamente del 30/07/1971 e del 02/12/1971), il trattamento giuridico ed economico del personale di ruolo dell’Ente di Sviluppo Agricolo è da sempre stato informato alle disposizioni che regolano la disciplina dell’impiego pubblico statale. Da qui i contratti di lavoro, applicati per i dipendenti civili dello stato (CCNL – Ministeri), sono stati nel tempo recepiti ed estesi al personale dell’E.S.A.


Le norme di carattere generale delineate nell’enciclopedico universo normativo la cui storia conta più di cinquanta anni ( a partire dal T.U. 10/01/57 n° 3 per passare dalle fondamentali tappe della Legge 312/80, dal Decr. Leg.vo 29/93 e per finire con  il Decr. Leg.vo 165/2001 come lievemente ritoccato dal D.L. 112/2008) rinviano il loro campo d’applicazione, in relazione ad alcune problematiche ( relazioni sindacali, ordinamento professionale, dotazioni organiche, progressioni di carriera, concorsualità, formazione, mobilità, valutazione della qualità dei servizi, norme disciplinari, trattamento economico generale ed accessorio,  ecc…) per il tramite dei Contratti di Lavoro Collettivi.


Tutta questa impalcatura normativa, sinora applicata all’E.S.A., con un colpo di spugna sta per essere cancellata ad opera di un tentativo condotto dall’attuale Consiglio di Amministrazione, ormai giunto al crepuscolo della propria quinquennale attività gestionale, per la quale la scrivente O.S. si astiene dal formulare ogni commento ( sono i lavoratori che giudicano, proprio coloro che sono, a tutt’oggi, ancora in attesa di vedere approvato il C.C.N.L. 2006/2009 da parte degli Organi di Governo), con lo schema deliberativo appena approvato ed afferente i concorsi interni.


La suddetta delibera già circola ( in formato bozza ) tra le mani di diversi dipendenti dell’E.S.A., ognuno dei quali cerca di individuarsi tra i possibili “promossi” o forse tra gli sfortunati “bocciati”. Lo spettacolo ha proprio i contorni tipici di una commedia di Nino Martoglio, solo che all’interno di un’Amministrazione Pubblica ciò appare assai ridicolo.


Tornando alla disamina seria del fatto, è preoccupante constatare che il suddetto progetto riprenda la filosofia ed i meccanismi tortuosi e scomposti, per nulla conformi alle nuove impostazioni giuridiche del Pubblico Impiego, che hanno accompagnato, per poi miseramente fallire, simili provvedimenti deliberativi, afferenti la concorsualità interna, approvati dalla precedente Amministrazione Campisi ( delibere ESA n° 40 del 13/04/99 e n° 116 del 30/06//00 ambedue bocciate dall’Organo di Tutela e Vigilanza).


Al pari di quei provvedimenti l’attuale deliberazione E.S.A. contiene le medesime violazioni i cui contenuti vengono, di seguito, esposti:


1.  Bando dei concorsi interni con mobilità verticale: disattendendo le norme vigenti in materia l’Ente di Sviluppo Agricolo si appresta a bandire i suddetti concorsi interni senza aver preventivamente richiesto ed ottenuto la relativa e prescritta autorizzazione (ai sensi dell’art. 35, commi 4 e 4 bis del Decr. Leg.vo 30/03/2001 n° 165) valida anche per il triennio 2009 – 2011 sulla scorta altresì delle indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica con apposita Circolare n° 3858 del 27/01/2009. 


Giova a tale riguardo focalizzare l’attenzione su un’importante precisazione contenuta nell’anzidetta circolare che, al punto 5.1, testualmente recita: “sono soggette, come già detto, ad autorizzazione ad assumere anche le progressioni verticali come ricordato dal Consiglio di Stato (adunanza della Commissione Speciale Pubblico Impiego del 09/11/05 – parere n° 3556)”.


In ordine alle suddette progressioni verticali, fermo restando gli orientamenti giurisprudenziali e giurisdizionali (tra i quali, in particolare, la sentenza della Corte Costituzionale n° 1/99) che stabiliscono in modo unanime il principio di garantire un contestuale ed adeguato accesso dall’esterno, non possono altresì essere tralasciate, nel caso specifico, le indicazioni emerse nella sentenza del T.A.R. Lazio n° 12370 del 14/07/2004 e nella sentenza della Corte di Cassazione n° 14259 del 07/07/2005, alle quali attualmente continuano ad uniformarsi tutti i Ministeri e gli Organismi Statali dell’intero territorio nazionale in materia di procedure concorsuali (vedasi copia del D.P.C.M 26/10/2009 allegato), che così recita: “il sistema di classificazione delineato nel CCNL Comparto Ministeri per l’area C (C1, C2 e C3) non rappresenta il superamento reale delle vecchie qualifiche funzionali (VII, VIII e IX), in quanto all’interno dell’area in questione non risiedono mansioni e responsabilità omogenee, con diversificazioni riferibili al solo trattamento economico (come cioè quelle di C1 e C1s o quelle di C3 e C3s che comportano il possesso della medesima posizione giuridica), ma ad ogni posizione corrispondono mansioni distinte e di complessità via via crescente cui si correlano responsabilità parimenti diverse e crescenti. Il concorso interno per il passaggio dalle posizioni C1, C1s e C2 alla posizione C3, dunque, non si risolve in una mera progressione orizzontale (così come erroneamente viene definita nella bozza deliberativa ESA) ma costituisce, di converso, una progressione verticale”.


Sulla scorta di tale importante principio è altresì pacifico, al contrario, il significato di mobilità orizzontale: transito all’interno dell’area C che non comporti alcuna variazione di qualifica professionale o funzionale (come ad esempio il passaggio da C1 a C1s o il transito da C3 a C3s) rimanendo invece definibile come verticale anche quella mobilità che prevedi il passaggio da C1 e C1s a C2. A tale scopo e a titolo esemplificativo si ritiene utile allegare in copia le schede analitiche riguardanti i singoli profili professionali dell’aera agraria, amministrativa ed amministrativa-contabile (con il relativo mansionario ed i meccanismi di mobilità orizzontale e verticale previsti), relative alle suddette qualifiche funzionali di C1, C2 e C3 ( rispettivamente ex Liv. 7°, 8° e 9° della Legge 312/80).


Infine ragionando sulla possibilità per una Pubblica Amministrazione qual è l’E.S.A. di effettuare al proprio interno meccanismi atti a promuovere del personale non può essere sottaciuto di rilevare che sia ancora in vigore per gli enti pubblici, di cui all’art. 1 – commi 1 e 3 della L.R. 10/2000 sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione, il divieto, sancito con la deliberazione della Giunta Regionale di Governo n° 221 del 30/09/2008 e dalla L.R. 29/12/2008 n° 25, di bandire concorsi, effettuare qualunque selezione di personale, indipendentemente dalla qualifica o funzione da ricoprire e di procedere all’assunzione di personale a tempo indeterminato e determinato.


Si ritiene fuorviante, l’interpretazione della suddetta disposizione regionale, che emerge dal corpo deliberativo, tendente ad omologare, le procedure concorsuali in corso d’effettuazione all’E.S.A. a quelle attivate presso l’Istituto Sperimentale Zootecnico. A tale falsa analogia si perviene tramite l’utilizzo distorto del parere n° 11175 del 09/07/2009, reso dall’Ufficio Legislativo e Legale, a seguito dell’interpello innescato dall’Assessorato delle Risorse Agricole e d Alimentari, sui concorsi interni dell’Istituto Zootecnico, con il quale i suddetti concorsi vennero classificati all’interno delle progressioni di natura orizzontale.


Si ribadisce, come già sopra evidenziato, che le procedure in atto implementate all’E.S.A. hanno, per la maggior parte dei posti da occupare (soprattutto per l’area C), la caratteristica di mobilità verticale e, pertanto, sottoposte al regime dei divieti sanciti dalle norme sia nazionali che regionali. Infine emerge una chiara contraddizione esaminando il seguente ragionamento contenuto nel corpo deliberativo: “la mobilità orizzontale all’interno delle aree intende sopperire alle necessità funzionali dell’Ente che devono essere assolte ormai dalle poche figure rimaste in servizio in capo alle quali incombono spesso responsabilità e mansioni che non sempre sono supportate dalla giusta attribuzione dell’adeguato profilo giuridico…….”


Quindi, ecco scoperto l’inganno! Questo provvedimento non è altro che una sanatoria atta a consentire la variazione delle singole posizioni giuridiche e professionali e, pertanto, non può certamente essere letta ed interpretata quale procedimento di mobilità orizzontale ma, semmai, come percorso atto a favorire la c.d. progressione verticale.


2.  Dotazioni organiche – inadempimenti e riflessi: dalla disamina della deliberazione E.S.A. sui concorsi non può non rilevarsi il riferimento alla pianta organica vigente (deliberazione n° 495/C.A./1987), ormai vetusta ed anacronistica (si pensi che in essa erano previste qualifiche funzionali non più esistenti nello scenario del Pubblico Impiego attuale) ed a quella, utilizzando un termine, del quale non c’è traccia nei vocabolari della lingua italiana, caro però al nostro Direttore Generale, denominata “Funzionigramma” (deliberazione n° 177/C.A./2010) priva del necessario ed obbligatorio visto d’esecutività reso dagli Organi di Vigilanza.


Le motivazioni con le quali si rendono necessari i suddetti concorsi interni sono sempre le solite ma finiscono con il contraddirsi nel seguente passaggio: “le procedure di cui sopra sono indispensabili per far fronte alle sempre crescenti esigenze organizzative dell’Ente ma sono soprattutto urgenti per sopperire alle notevolissime e sempre più accentuate carenze di personale…..”.


Quindi, stante la notevolissima e sempre più accentuata carenza di personale e assodato che, secondo quanto riportato nel medesimo provvedimento, sono rimaste quasi immutate le competenze dell’Ente, anziché prevedere la copertura dei posti vacanti con i meccanismi di mobilità esterna di personale (senza oneri aggiuntivi per l’Amministrazione), si da invece corso alle promozioni di un parte di quei 380 dipendenti, rimasti ad oggi in attività di servizio, aggravando, pertanto, in modo ingiustificato la spesa della Pubblica Amministrazione senza che ne derivino oggettivi benefici sul piano funzionale e della performance.


Resta comunque il fatto che, in contrasto con le disposizioni di legge vigenti in materia di procedure obbligatorie per la rideterminazione delle dotazioni organiche, inoculate in particolare, sia nella Legge Finanziaria 2006 – all’art. 194 sia nel richiamato Decreto Leg.vo 165/2001 – all’art. 6, l’Ente è tuttora inadempiente. Senza un’accurata rilevazione dei rinnovati carichi di lavoro attualizzati in conformità, invece, delle mutate competenze dell’Ente ( alcune costole fondamentali, come il settore idrico e la gestione delle dighe sono passate, unitamente al personale tecnico-ingegneristico ad altri Organismi Regionali per poi transitare presso il nuovo Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, molte sedi zonali sono state soppresse e sostituite dalle strutture assessoriali, ecc..), non si può procedere ad attuare alcuna assunzione né alcuna nuova contrattazione integrativa.


Si fa altresì presente che la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche è un incombenza che ricade su tutte le Amministrazioni Pubbliche con cadenza triennale e che, in ultimo, sono tuttora vigenti le disposizioni di cui all’art. 74 del D.L. 25/06/2008 n° 112, convertito con modificazioni, in Legge 06/08/2008 n° 133 che dispongono il divieto di procedere a nuove assunzioni (ivi comprese le procedute di mobilità verticale per le sopra esposte argomentazioni) per le Amministrazioni Pubbliche che non hanno provveduto al riordino dei propri assetti organizzativi neppure dopo il raggiungimento degli obiettivi di spesa di cui all’art. 2 – comma 634 dela Legge 244/2007.


3.  Criteri adottati per le procedure concorsuali: in contrapposizione alle norme che disciplinano il rapporto di pubblico impiego dei dipendenti E.S.A  il provvedimento deliberativo in questione ha ipotizzato di adottare, al fine di rendere più snelle e trasparenti le suddette procedure concorsuali interne, la combinazione dei criteri sanciti dal Decr. Ass. Enti Locali del 11/06/2002 con altri criteri adottati da altre amministrazioni ( si vorrebbe conoscere quali Enti siano ) e con quelli utilizzati dall’Amministrazione Regionale in applicazione dell’accordo Aran Sicilia – Sindacati del 03/12/2008 ( si suppone con i canoni che risiedono nel C.C.R.L. ).


Le motivazioni, assai generiche, poste a base di questa scelta ed atte a rendere i suddetti criteri coerenti con le disposizioni dei C.C.N.L. 1998/2001 e con il C.C.N.L. 2006/2009 sono del tutto prive di fondamento in quanto l’art. 40 – comma 3° del Decr. Leg.vo 165/2001 sancisce: “la contrattazione integrativa si svolge sulle materie, sui criteri di valutazione e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali e, pertanto, le amministrazioni e le OO.SS. non possono sottoscrivere in sede decentrata contratti integrativi in contrasto con i vincoli risultanti dai medesimi contratti collettivi nazionali. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.


Si ribadisce che l’E.S.A. non può applicare altre norme regionali, come il D.A. Enti Locali e/o altre disposizioni, come quelle che scaturiscono dai contratti di lavoro regionali ( non c’è alcun accordo dell’Aran Sicilia che possa calzare al caso E.S.A. come dimostrano le autorevoli precisazioni a tale riguardo fornire dagli Uffici Regionali che tengono per il momento fuori i dipendenti dell’E.S.A. dai meandri della contrattualizzazione regionale) per effetto delle sopracitate vigenti altre disposizioni regionali ( art. 28 della L.R. 21/65 ed  art. 15 – Titolo III dello Statuto dell’E.S.A., approvato con D.P.R.S. n° 108 del 21/01/66) che tuttora, senza deroghe alcune, informano, per il tramite dei vigenti RR.OO (approvati dall’Assessorato Agricoltura e Foreste di concerto con il Ministero del Tesoro con Decreti n° 3431 e n° 5429, rispettivamente del 30/07/1971 e del 02/12/1971), gli impiegati e gli operai dell’E.S.A. ai principi ed alle disposizioni legislative che governano i dipendenti civili dello Stato.


Per le considerazioni sinora esposte in questo paragrafo l’utilizzo di criteri diversi da quelli stabiliti dal contratto nazionale di riferimento è assolutamente arbitrario e “contra legem”.


4.  Individuazione dei contingenti destinati alle selezioni interne: sono anch’esse arbitrarie e senza alcun riferimento normativo e/o amministrativo che le possa giustificare così come sono state ipotizzate nel corpo deliberativo suddetto per la mancanza di una pianta organica aggiornata e per la non esecutività, ad oggi, dei provvedimenti dell’ente atte a ridisegnare l’organizzazione degli uffici e dei servizi e a nulla vale, se non per fare poesia, i riferimenti ai contenuti della relazione programmatica, di cui alla deliberazione n° 270 del 23/09/2010, pur approvata dall’Organo Tutorio in data 27/10/2010 o ai piani ed agli obiettivi di rilancio dell’E.S.A., specchiati nel “funzionigramma” che, comunque non è a tutt’oggi, atto amministrativo perfetto, cioè approvato dagli Organi di Tutela e Vigilanza.


5.  Atto non corredato dalla specifica ed analitica relazione tecnica-finanziaria: L’Amministrazione Materia non ha inoltre accompagnato l’atto, afferente la suddetta concorsualità interna, con la prescritta relazione tecnica-finanziaria recante l’indicazione delle diverse causali di spesa che il suddetto provvedimento comporta distinguendo, accuratamente, l’entità prevista degli oneri scaturenti dall’attribuzione delle progressioni (sia verticali che orizzontali), l’ammontare dei costi per il conferimento, ai sensi dell’art. 17 del C.C.N.L., delle posizioni “super”, la determinazione della spesa necessaria per l’assegnazione delle posizioni organizzative (art. 18 del C.C.N.L.) e come vanno, tutte le suddette spese, ad essere configurate all’interno degli appositi capitoli di Bilancio nel rispetto dei vincoli a tale riguardo vigenti in ordine all’esercizio finanziario corrente.


Per la predetta carenza il provvedimento, oggetto del presente esposto, al fine di evitare, conti alla mano, oneri aggiuntivi e non giustificati (quindi danni erariali) per le casse della Regione Siciliana, si chiede, a tal proposito, l’intervento di codesta Procura della Corte dei Conti che, peraltro, al momento non dispone, presso l’ESA, dei propri rappresentanti costituenti il c.d. “Collegio dei revisori dei Conti”. Vorrà inoltre codesta Magistratura contabile fornire alla scivente O.S. notizie in merito, anche in caso di archiviazione del presente esposto-denuncia.


6.  Condotta negoziale: ha sorpreso tutti il metodo da blitz intrapreso dall’Amministrazione Materia nelle ultime fasi della contrattazione sindacale. Purtroppo, le diverse riunioni di tavolo tecnico, cominciato bene ma finito con i connotati sempre più rimarchevoli di adunanze sindacali, non hanno determinato alcun accordo sindacale che rispecchiasse in modo chiaro un percorso condivisibile da tutti o, perlomeno, da una larga maggioranza di rappresentanze dei lavoratori.


Viste le ben note difficoltà, scaturenti dall’intersecazione di normative da applicare le cui fonti risiedono nell’ordinamento giuridico nazionale e regionale, e stante le acclarate divisioni sul fronte sindacale non ancora ricucite, l’accordo sindacale tanto sperato non c’è stato.


L’Amministrazione E.S.A., a questo punto, d’imperio ed in modo unilaterale, ha deciso di approvare, comunque, l’atto di cui in argomento prendendo a riferimento le già applicate norme contrattuali 1998/2001. Dalla riapplicazione delle suddette norme,  già superate dai successivi CCNL 2002-2005 e 2006-2009, ne scaturirebbero ulteriori promozioni a soggetti che hanno già abbondantemente fruito di corpose progressioni di carriera ( fino a 5 posizioni economiche e fino a ben 3 posizioni giuridiche ).


Non si comprende l’ostinazione a perseguire questo percorso stante il già acclarato orientamento della Regione Siciliana in materia dal quale l’Ente non ha ricevuto altro che continue bocciature (vedasi ad esempio le deliberazioni dalla n° 458 alla n° 461 e dalla n° 463 alla 466 del 2007 ed in ultimo la deliberazione n° 609/2009).


Il suddetto comportamento determina, inequivocabilmente ( come se non bastassero i contenuti di illegittimità già presenti in relazione agli altri aspetti di cui sopra si è già fatto ampio cenno ), sulla scorta delle disposizioni contenute nell’art. 11 – capo III del C.C.N.L., la nullità dell’atto.


Infine, la deliberazione in argomento, modificando ed innovando lo stato giuridico ed economico di alcuni dipendenti dell’Ente, deve altresì essere sottoposta al vaglio della Giunta Regionale di Governo secondo quanto previsto dall’art. 3 della L.R. n° 2/78.


 Per le suesposte motivazioni si chiede la formale reiezione, nei termini di legge, della suddetta deliberazione, afferente la concorsualità interna, e l’energico intervento degli organi giurisdizionali e politici in indirizzo al fine di scongiurare l’approvazione di atti illegittimi e probabilmente illegali.


 Si ha motivo di temere che i dirigenti preposti, ai sensi delle normative vigenti, al controllo di legittimità degli atti dell’Ente di Sviluppo Agricolo, a fronte delle enormi pressioni cui vengono probabilmente sottoposti da parte degli impiegati destinatari delle suddette aspettative di promozione, possano essere indotti, sia pure in buona fede, ad omettere, violando però la legge e causando un enorme danno erariale, di esprimere con la dovuta serenità, imparzialità e completezza, il suddetto controllo di “conformità a legge”. 


Ritenendo inoltre i contenuti di tale atto lesivi per gli interessi legittimi dei lavoratori dell’Ente, a fronte peraltro delle innumerevoli illegittimità e della evidente disparità di trattamento tra dipendenti, la scrivente O.S. si riserva di intraprendere, presso gli organismi competenti, le iniziative legali del caso a garanzia dei diritti di tutto il personale ESA”. 


L’esposto denuncia conclude avvertendo l’amministrazione che ogni eventuale comportamento sarà senza indugio denunciato per l’opportuno ripristino delle tutele sindacali.