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USA. Attentato in Oregon, operazione “Falsa” e kafkiana dell’FBI. Un classico come il caso del mercantile Sara di Gela nel 2002

Perché il mondo ha paura di Wikileaks? Semplice. Perché i governi hanno paura che emergano i loro imbrogli e le loro truffe al popolo ingnaro.

Ma questa volta non è servito il sito più linkato del mondo, ma è bastato ascoltare le dichiarazioni contrastanti della casa bianca per capire l’imbroglio per scopi politici.

Il giornalista americano  Paul Craig Roberts in un articolo a suo firma si chiede come ma l’FBI organizzazione falsi attentati.La sua domanda parte dall’ultima “operazione” antiterroristica (?) brillantemente (!) svolta dall’FBS a Portland (Oregon), che ha visto soggetto, probabilmente incredulo egli stesso, un adolescente somalo-americano, Osman Mohamud.

 In un lancio dell’Associated Press di William Mall e Nedra Pickler del 27.11.10201, scrive Roberts, il titolo che si legge in Yahoo News è : “adolescente somalo organizza un attentato con un’auto in Oregon.”       

Un titolo che appare fuorviante, in quanto la ricostruzione dell’A.P.  mette ben in evidenza  che si trattava di un complotto orchestrato da agenti federali. Le affermazioni contenute nella ricostruzione ed attribuite alle autorità confermano il titolo fuorviante : “La bomba era falsa e fornita da agenti del FBI agenti, e i cittadini non sono mai stati  pubblico non è mai stato in pericolo”

In pratica, all’adolescente, probabilmente adescato ed irretito, è stata fornita una bomba finta con un finto detonatore.

Roberts mette insieme le dichiarazioni della Casa Bianca che chiariscono l’inutile operazione. Almeno per quanto riguarda la sicurezza nazionale.  

Arthur Balizan, agente speciale incaricato del FBI in Oregon ha rilasciato ai media questa dichiarazione : “La minaccia è molto reale.”    

Balizan è contraddetto dalla Casa Bianca  che con il suo portavoce, Nick Shapiro, sabato scorso ha detto che il presidente Barack Obama era a conoscenza dell’operazione FBI prima dell’arresto di Venerdì.

Shapiro ha dichiarato inoltre che ad  Obama l’FBI gli aveva assicurato che aveva il controllo completo dell’operazione e che i cittadini non era in pericolo.

Poi anche Shapiro cade in contraddizione e dichiara : “gli eventi delle ultime 24 ore sottolineano la necessità di restare vigili contro il terrorismo sul territorio e all’estero”.

Secondo quanto riporta Roberts, L’FBI ha dovuto lavorarsi l’adolescente  per sei mesi e questo, al di là delle contraddizioni della Casa Binaca, dimostra che l’FBI si sono dovuti inventare un attentato per trasmettere all’opinione pubblica un messaggio di sicurezza.

Insomma, un modo per dire : state tranquilli. Ci siamo noi che vigiliamo.

Una cosa simile è accaduta in Italia nel 2002. Il governo aveva bisogno di terroristi di Alqaida sul nostro territorio per poter giustificare l’intervento in Iraq.

Il quel caso, l’NCIS (i servizi segreti della marina statunitense) di stanza a Sigonella, confezionarono il pacco dono “rivelatosi poi anche una beffa ai nostri servizi e alla DIGOS”, bloccando in alto mare una nave con a bordo alcuni pakistani diretti in Spagna.

I pakistani sono stati tenuti nel carcere di Caltanissetta per un anno, interrogati con un traduttore “indiano” (il che è tutto dire). L’ambasciatore del Pakistan a Roma, Hilaly, si recò a Caltanissetta per incontrare i connazionali e poi il Procuratore della Repubblica, che nell’occasione è apparso  alquanto imbarazzato. Probabilmente si era reso conto della montatura. Discuteva allora un pò tutti sul termine “Shaddiwali” … che inr ealtà è Shadiwal, nome di un piccolo villaggio a est di Islamabad!

Il governo ha disposto l’invio delle truppe in Iraq e il pacco dono-beffa, è stato comunque utile a Berlusconi.

Non stupiamoci quindi di cosa accade in America, qui la musica è la stessa. e chissà quantio casi Oregon o Gela vengono “orchestrati” dai servizi occidentali per montare la paura.