Caro Direttore,
quale indipendentista Veneto non posso non concordare con Lei circa il suo articolo “Indipendentismo. Non solo Sicilia, il Veneto manifesta a Verona il 27 novembre” http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/11/21/indipendentismo-non-solo-sicilia-il-veneto-manifesta-a-verona-il-27-novembre
Inoltre ho visitato il Vs. sito e conoscendo molto bene il popolo Siciliano e la sua regione ( Stato!) dico che se non arriviamo in tempi brevi non solo al federalismo fiscale, ma principalmente alla creazione di uno stato federale italiano non manca molto tempo che i Veneti in particolare lasceranno questo disgraziato paese alla sua naturale fine.
Personalmente devo puntualizzare che il famoso plebiscito truffa del 1866 perpetrato a danno del Veneto e dei Veneti …si pensi che su 2,5 milioni di Veneti andò a votare un quarto e con esito favorevole per il 95% dato che si trattava di un voto palese e con tanto di soldati sabaudi armati al seggio….non menziono le uccisioni e le persone incarcerate perchè sarebbe troppo lungo spiegare.
La verità della storia non si può cancellare.
Come possiamo festeggiare noi i 150 anni se il Veneto è solo da 144 anni dentro questo scatola “vuota” voluta dai massoni, dai Savoia, da Garibladi, Da Mazzini..Cavour…si noti che i nomi non sono molti come dovrebbero essere perchè alla fin fine furono in pochi a volere questa unità e decidere la fine degli altri stati italici.
Non entro negli avvenimenti disgraziati che funestarono la Sicilia a causa dell’esercito sabaudo, dei mille e via dicendo. Non cito gli innumerevoli episodi luttuosi ad opera anche del “famoso” Nino Bixio e non solo che fecero qualche migliaio di morti specie civili. E come non ricordare i circa 2000 soldati dell’esercito del Regno delle due Sicilie mandati a morire di freddo, di fame e di stenti nel famoso castello Piemontese ove esiste una lapide a ricordare questo doloroso episodio…uno dei tanti..
Sì ,siamo fratelli d’Italia, ma come diciamo noi qui al Nord…padroni a casa nostra, responsabili del nostro territorio e delle nostre istituzioni. Mi auguro prima di morire di poter vedere l’Italia Federale e non la sua rovina!!!!
Ogni regione dovrebbe essere come uno stato indipendente ma federato all’Italia..sono sicuro che anche la Sicilia ne trarrebbe vantaggio potendo autogestirsi ed autodeterminarsi senza più alcuna ingerenza romana. Avete un territorio meraviglioso,un’agricultura che se ben organizzata e sfruttata potreste essere la california d’Europa, avete la storia, la cultura, infrastrutture non ancora al massimo ma se ci fossero potreste invadere l’Europa con tutti i Vs. prodotti meravigliosi della dieta mediterranea…sogno per la Sicilia un collegamento ferroviario con il Nord Europa velido, navi attrezzate frigorifere, magazzino logistici frigoriferi….insomma solo con l’Agricultura, la storia (musei ed altro) ed il turismo potreste essere la regione più ricca d’Europa. Auguro alla Sicilia che nascano … o meglio esistano già uomini siciliani generosi che prendano in mano la situazione e nonostante le difficoltà riescano a portare fuori la Sicilia da una situazione che non merita assolutamente.
Il Popolo Siciliano come quello Veneto sono stati depredati della loro libertà ed indipendenza ed è venuto il momento storico che ciò venga sanato anche con il ripristino della verità storica che aiuterebbe molti tutti a meglio sopportare ancora questa unità che stà rendendo sempre più difficile vivere e credere alle popolazioni italiche.
W SAN MARCO SEMPRE
W IL REGNO DELLE DUE SICILIE
Fil de Fer
VERONA -VENETO
Bene, come i Veneti, e gli altri popoli italici, anche i siciliani hanno diritto alla loro libertà gestionale ed istituzionale e quindi perchè non correre ai ripari ? Non solo facendo conoscere a tutti la verità storica, ma anche la soluzione unica ed irreversibile per tenere ancora una parvenza di unità a questo paese…!?………
2 commenti







Egregio lettore,
voglio innanzi tutto ringraziarla per le note da lei scritte ma penso sia appena il caso di informarla che non sono quel Michele Santoro di cui lei parla e che è titolare di una trasmissione intitolata Anno Zero. Si tratta di semplice omonimia. L’unica cosa che mi accumuna al Michele Santoro televisivo è il nome e la professione di giornalista. Per il resto, siamo lontani anni luce.
La ringrazio delle sue note che le assicuro, saranno pubblicate in forma strettamente anonima già oggi stesso.
Chi le scrive ha il Veneto nel cuore e conosce molto bene il popolo Veneto (odio il termine Padania) e la sua giusta aspirazione, come di tutti i popoli, di libertà.
Amo il Veneto e la mia “forma mentis” è veneta, il mio dialetto è veneto, ora sono il Sicilia e vivo da Siciliano in una terra che è molto simile al veneto checchè se ne dica. L’unica differenza è che da queste parti i feudi sono rimasti e l’Italia ha fatto di tutto per togliere al sud onore e dignità. La bassa politica colonianista ha fatto il resto allargando la platea dell’assistenzialismo di stato.
Nella sua lettera lei parla del plebliscito truffa del 1866 in Veneto. Orbene, come avrà letto certamente nel famoso libro Il Gattopardo, il fattore del Principe di Salina che con la moglie e i figli aveva votato no all’annessione, si chiedeva coma mai i suoi voti contrari allo spoglio non risultassero.
In Veneto si dice spesso “ai paroni e ai matti no se ghe comanda” (tanto non cambia niente) , da queste parti si dice “Aceddu `nta la aggia non canta p`amuri, ma pi raggia” che tradotto significa,l’uccello in gabbia non canta per amore, ma per rabbia .
Tutti e due i proverbi o detti possono benissimo racchiudere la sua considerazione che se non si arriva ad una soluzione condivisa, è possibile, anche se da sperare che non accada, che per la prima volta in Italia si arrivi ad una guerra fratricida. Così certamente non si può andare avanti. Per decenni abbiamo seguito la filosofia del “tarallucci e vino” ma ora “el bicerin de vin” ognuni (strettamente in veneto) vuol berselo in caso propria!
Continui a seguirci e quando ritiene, ci scriva i suoi pensieri, le nostre pagine sono aperte a tutti
Saluti e Antudo
Michele Santoro
Direttore Osservatorio Sicilia