Quindi ancora una conferma che in Sicilia gli oltre 300 milioni di euro l’anno servono essenzialmente per garantire il posto di lavoro a tanti dipendenti di associazioni e sindacati che dovrebbero essere “enti di formazione”.
Enti di formazione che secondo calcoli approssimativi, “formerebbero” qualche migliaio di lavoratori per specializzarli (?) in “liberi disoccupati” con specializzazioni a volte assurde e fuori dal mercato del lavoro.
Ma ovviamente, va salvaguardato il sistema e quindi ecco che l’assessore Centorrino ci fa sapere che anche per questo scorcio di fine anno il capitolo relativo alla formazione professionale sarà regolarmente finanziato.

Il fondo ... senza fine!
Aggiunge Centorrino – in coerenza con i risultati di un approfondito dibattito di giunta sul tema,secondo le previsioni attualmente i corso di elaborazione presso l’Assessorato. Previsioni che, a partire dal ridisegno della formazione professionale in corso di attuazione, provano ad allinearsi, adottando tutte le opportunità disponibili, così’ da non penalizzare i lavoratori del settore, alla riduzione complessiva della spesa regionale prevista nel bilancio 2011.–
Letto dal fine politichese, la preoccupazione dell’assessore, ed ovviamente della giunta Lombardo, è quella di garantire il sistema che da decenni succhi milioni di euro per far sopravvivere un sistema feudale ed assolutamente inutile, ovvero, utile solo per rastrellare voti nelle varie elezioni nazionali, regionali, provinciali e comunali.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino, in risposta a recenti supposizioni relative alla politica di bilancio del presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
Ancora una volta si finanzia il capitolo della “formazione assistenza” senza che sia mai stato redatto uno studio serio e non di parte, sui risultati finali.
Tanti formati, tanti inseriti nel mondo del lavoro. Niente, di niente. E del resto, se solo si facesse uno studio, si rileverebbe l’inutilità di questa pseudo formazione che assorbe ingenti finanziamenti pubblici che potrebbero essere opportunamente impiegati per cose serie e produttive.
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