Secondo quanto riferisce l’assessore alle attività produttive della Regione Siciliana, il ddl di riforma del settore commercio e’ stato approvato dalla giunta di governo ma dovrà ora essere votato da Sala d’Ercole e quindi, in quella sede si potranno apportare eventuali modifiche che trovino l’accordo dei parlamentari, vorrei precisare che ci sono stati numerosi incontri al fine di concertare un percorso condiviso.
Venturi denuncia che nonostante avesse più volte annunciato il proposito di portare un testo in giunta entro fine giugno, da parte di chi oggi lo contesta, non e’ mai giunto un suggerimento, una proposta o anche soltanto un invito a soprassedere.
Non facciamo fatica questa volta a credergli perché il problema dei lavoratori è serio e tutti probabilmente hanno interesse a lasciare le cose come stanno, indefinite.
Solo così si può continuare a sfruttare i lavoratori pagandoli 10 euro per il lavoro domenicale, non riconoscergli la giornata di riposo, farli lavorare ben oltre le ore indicate nel contratto di lavoro, e, dulcis in fundo, non riconoscendogli in molti casi i diritti minimi di un lavoratore.
La mancanza totale di controllo, la certezza che i lavoratori non parlano per paura di perdere il lavoro, ha creato in Sicilia un sistema di schiavismo sotto gli occhi di tutti mentre tutti sono distratti dalla mafia.
La riforma del commercio deve tenere conto della realtà siciliana, ed allora se veramente il governo regionale vuole tutelare i lavoratori come dice, deve prevedere l’obbligo della chiusura festiva e domenicale senza eccezioni.
Solo per i panificatori dovrebbe essere prevista l’apertura di una mezza giornata in caso di due festività contigue.
E’ l’unico modo per far cambiare in Sicilia un andazzo che privilegia oltremodo un buona fetta di commercianti a totale danno dei lavoratori.
E’ ora di cambiare, ma cambiare non fare come spesso si dice in Sicilia, cambiamo purché tutto resti com’è oggi.
Se i deputati siciliani vogliono dimostrare di essere rappresentanti del popolo, questo disegno di legge governativo dà loro una grande occasione per dimostrarlo.
Vedremo se gli interessi delle lobbies prevarranno sugli interessi e la tutela dei lavoratori.
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