Quando si dice che mafia è stata sconfitta bisognerebbe dirlo informando al tempo stesso i cittadini che sono “letteralmente” scomparsi i tabulati i tabulati delle telefonate che riguardavano Gaetano Scotto, boss dell’Arenella, che era il contatto con i servizi segreti.
Bisognerebbe dire che i servizi “deviati” esistono ancora e che il sistema di collusione mafia/massoneria/stato o parti dello stato è vivo e vegeto e controlla agevolmente le cose italiane.
Non si spiega altrimenti come possano essere spariti documenti così importanti che potevano far luce, o almeno aprire spiragli di verità sul periodo oscuro della vita pubblica siciliana e sull’uccisione di Borsellino e Falcone.
Chi ha dato l’ordine di uccidere prima Falcone e poi Borsellino, quindi, gestisce ancora, all’interno delle istituzioni, i fatti siciliani e può contare di grandi coperture, e questo smonta la tesi trionfalistica del Ministro degli Interni Maroni che parla di duri colpi alla mafia.
Aver catturato Riina, peraltro “venduto” allo stato e poi, come ormai viene definita la cattura di Provenzano, la farsa della cattura di Provenzano che ormai tutti sanno essersi consegnato dopo una trattativa, ancorché sempre negata dallo stato, non ha risolto il problema della legalità in Sicilia.
Paradossalmente, senza Riina e Provenzano in circolazione, la mafia sta dimostrando il suo vero potere, e cioè, il totale controllo della vita economica e sociale dell’Isola.
Dopo tanti trionfalismi, qualcuno dovrà ricredersi, oppure, dovrà trovare i faldoni e gli “infedeli” dello stato.
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