Nulla, anzi, per certi aspetti la situazione di illegalità e di insicurezza sociale è peggiorata nel tempo. Nella convinzione di aver inflitto alla mafia colpi ben assestati e quindi diminuito il raggio d’azione, lo stato italiano ha commesso un gravissimo errore di valutazione.
Riina e Provenzano erano probabilmente miti di un’epoca arcaica e localistica della mafia, e lo stesso Matteo Messina Denaro, ritenuto il reggente della mafia dopo la cattura dei due grandi latitanti, appare come una primula rossa che gestisce affari criminali ben ristretti.
Paradossalmente il progetto di Riina, e cioè avere uomini nelle istituzioni anziché semplicemente collusi, è stato anticipato da Trapani ed ora il concetto di controllo dall’interno, si è formalmente concluso. Il progetto di conquista delle istituzioni sembra quasi completato, almeno in Sicilia.
Non si spara più perché non vi è alcuna necessità considerato che tutto viene opportunamente controllato dall’interno del sistema istituzionale.
Ed è per questo motivo che la Sicilia ora si trova completamente “controllata” dall’organizzazione massonica e mafiosa.
E a dimostralo ci sono tanti piccoli significativi aspetti. La prima domanda a cui chi parla di mafia sconfitta dovrebbe rispondere è : quali e quanti micro sistemi sono presenti nelle istituzioni pubbliche siciliane ?
La Sicilia “vive” in uno stato di perenne illegalità fatto di tanti piccoli significativi fatti.
L’assoluta mancanza di controlli nel sistema produttivo è probabilmente determinata dal controllo delle istituzioni. Il lavoratore privato nell’Isola è per la maggior parte schiavizzato dai datori di lavori proprio perché consapevoli che nessuno interverrà e nessuno si permetterà mai di parlare.
Per i siciliani nulla è cambiato. Tutto è rimasto drammaticamente come prima.
“Attenti a far passare l’idea che la mafia ormai è sconfitta. No, è ancora al suo posto”. Questo è quanto ha dichiarato il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso parlando ad un dibattito alla Festa democratica a Torino. “La mafia è’ ancora al suo posto è tornata all’antico, si è mimetizzata, si è nascosta nel mondo dell’economia e degli affari, è diventata praticamente invisibile. E’ un problema complesso che si annida nel mondo dell’economia, della finanza, del lavoro e della politica”.
E Grasso è uno che di mafia se ne intende. Lo stato, quello stato che si vanta dei risultati raggiunti dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine, in Sicilia è assente perché la Sicilia è ormai “normalizzata” e piano piano, complice la disattenzione dello stato, sta “normalizzando” l’intero paese.
Per parlare di paese normale bisognerebbe parlare di Parlamento “pulito” , ma fino a quando in Parlamento siederanno inquisiti e condannati, anche per reati di mafia, è difficile pensare che la mafia possa essere sconfitta.
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