Adesso anche la contestazione a uomini delle istituzioni “chiacchierati” come Schifani, condannati come dell’Utri e Cuffaro, diventa gazzarra intimidatoria per Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica che dovrebbe essere, ripetiamo dovrebbe essere, il “custode della Costituzione italiana” e attacco squadrista secondo i notabili del Partito Democratico.
Napolitano questa volta non ha perso tempo a farsi sentire e far capire al mondo italico che la politica “è di fatto” una monarchia che non va contestata, autoreferenziale e al di sopra di ogni legge, che combatte la mafia, ma che alla fine “custodisce” al suo interno, pezzi pesanti della stessa mafia che dice di combattere.
In nessun paese del mondo si hanno rappresentanti dello stato condannati per reati di mafia, terrorismo, per delitti contro lo stato, e indicati dalle cronache, come collusi o ex collusi con la mafia.
In nessun paese il presidente della repubblica alza la voce contro la “giusta” contestazione a personaggi chiacchierati che invece di “dimettersi” si dichiarano “turbati ma sereni”.
In nessun paese un presidente della repubblica parlerebbe di intimidazioni quando il popolo si solleva schifato dal comportamento delle istituzioni che mantengono al loro interno mafiosi, presunti mafiosi, affaristi, cricche, e personaggi inquisiti a vario titolo per reati contro lo stato.
Se siano vere o meno le frequentazioni del senatore Schifani con mafiosi non è dato di sapere, ma il presidente del Senato ci mette del suo ad alimentare i sospetti perchè si definisce ”turbato ma sereno” ma non annuncia, come dovrebbe fare per tutelare il onore e la sua dignità di uomo prima che di politico, querela contro chi riporta certe notizie.
Ed allora molti si chiedono: “se non querela queste frequentazioni con boss della mafia e certe operazioni pubblicate possono avere un fondamento”
E se hanno un fondamento allora Schifani si deve dimettere!
In un paese civile il presidente della repubblica chiede “trasparenza” e pulizia nelle istituzioni, in Italia invece, le mura del potere dietro il quale sicuramente, è la magistratura che lo ha detto con sentenze chiare, sono presenti alti esponenti politici condannati per mafia.
Ed allora, pensiamo che la gazzarra intimidatoria provenga più dalla politica che intende mantenere privilegi e potere a dispetto della legge e della legalità…
Il popolo è stanco di vedere al parlamento (con la “p” rigorosamente minuscola) condannati, inquisiti e collusi, è stanca delle nomine monarchiche decise da un solo uomo al comando che con una legge incostituzionale, definita porcata dal suo stessi relatore, ha creato sacche di zone feudale all’interno delle istituzioni dello stato.
Una legge che tutti vogliono cambiare ma che in realtà tutti vogliono mantenere.
Siamo, e i politici se ne stanno accorgendo e ne hanno paura, pericolosamente vicini al tempo del periodo pre rivoluzionario francese.
La levata di scudi della politica contro chi ha definito mafioso Schifani, appare come un grido di paura generalizzato.
E l’uscita di Napolitano ha certificato questa paura parlando di gazzarra intimidatoria e dimenticando ancora una volta che in parlamento sono presenti senatori “condannati” per mafia, collusi, condannati, inquisiti, e appartenenti alle cricche …
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