La Regione Siciliana segue la linea sgarbiana. Ovvero, il sensazionalismo. In Sicilia manca tutto, ma certo non mancano le trovate inutili sempre ovviamente a costo rigorosamente pubblico.
Si è tenuta venerdì scorso nella sede dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, (notare la seconda parte del nome dell’assessorato: identità siciliana (sic.!)) in via delle Croci, a Palermo, la prima riunione del comitato scientifico chiamato a promuovere la nascita del Museo della memoria e della Legalità.
Museo della memoria messo in piedi da chi ha perso la memoria e si è dimenticato che esiste uno Statuto. E’ uno dei contro sensi siciliani.
Il comitato ha il compito di collaborare alle attività (gratuitamente ?) che si renderanno necessarie durante la ricognizione storica, la definizione e la fondazione del Museo stesso. E già questo aspetto fa pensare che saranno costi salati per i contribuenti…
Chi ne farà parte ? Ovviamente l’assessore Gaetano Armao, Alessandro Maria Cali’, Gesualdo Campo, Salvatore Costantino, padre Nino Fasulo, Francesco Forgione, Francesco La Licata, Manlio Mele, Giovanni Puglisi, Claudio Riolo, Umberto Santino, Ernesto Savona, Vittorio Sgarbi, Pier Luigi Vigna.
Nomi importanti e come sempre, magistrati, preti e l’mmancabile Sgarbi !
Per fare cosa? Per la ricognizione storica si dice, ma si aggiunge, anche della legalità.
Ecco, in una terra dove la legalità è un opzional, dove il lavoratore è schiavizzato, dove il voto è controllato, dove nulla appare “veramente” legale, un museo sulla legalità ci vuole proprio.
Come quello della mafia. Per far parlare la gente e far sensazione per un giorno va bene tutto, tanto paga mamma Regione.
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