Come società civile e quindi coinvolti in quello che sta accadendo nel mondo della scuola, dell’Istruzione, sentivamo di dover dare il nostro supporto a quegli insegnanti e lavoratori del comparto scuola che quest’anno, come lo scorso anno, stanno manifestando contro la riforma Gelmini.
E lo abbiamo fatto in un primo momento, realizzando anche un’ intervista ad uno dei precari in sciopero della fame dallo scorso 16 agosto e diffondendola il più possibile, parlando con gli insegnati e cercando una strategia con loro, convinti che l’unione sia la forza soprattutto in una lotta come questa, che è di tutti.
Purtroppo quello a cui abbiamo assistito lo scorso lunedì al Provveditorato degli studi di Palermo, quello che abbiamo ascoltato, ci spinge adesso a non voler più supportare questa battaglia, non se i termini rimarranno questi, di disuguaglianza, lotte interne, arrivismi e personalismi. Muovi Palermo si è sempre prefissata di risvegliare le coscienze, di provarci quantomeno e lotterà e supporterà quindi chi è veramente “libero” per farlo. Chi da libero cittadino non vuole più delegare e far decidere a qualcun altro della sua vita.
Muovi Palermo è contro la legge 133/08 e vuole la sua abolizione. Muovi Palermo è contro la riforma di una scuola che divide e crea spaccature in termini economici, di posti di lavoro e soprattutto di qualità dell’istruzione , nel paese. Una riforma che al sud sta portando allo sfacelo. Dove più di 2000 mila persone quest’anno rimarranno senza un posto di lavoro. Abbiamo ascoltato la conferenza stampa del ministro Gelmini.
Ha parlato di piccole eccezioni alla nuova riforma in alcune regioni, come il Friuli, il Lazio…Sarebbe opportuno chiedere al ministro il perché di queste eccezioni e in base a cosa sono state fatte. Sarebbe opportuno capire perché in Piemonte ad esempio sono stati assegnati 240 posti in più per Ata e Sostegno e perché in Toscana sarebbe in arrivo l’aumento del tempo pieno. Domande queste, che poniamo non per creare altri divari tra nord e sud, ma cercare di avere chiarezza sui metodi usati.
La Gelmini oggi ha parlato di diversificare il sistema di reclutamento degli insegnanti e di un precariato che “è frutto di politiche disinvolte del passato che la scuola non era in grado di finanziarie”. Beh, su questo credo che siamo tutti d’accordo. Ma di certo siamo convinti che il modo di “sistemare” ciò a cui ha portato una politica sbagliata, che ha creato precariato in tutti i settori, non sia affamare il mondo della scuola e tagliare sui posti di lavoro, seppur precari, ma che sono responsabilità del Governo. Non si può accettare che il Governo, cerchi di rimediare ai suoi errori, ancora una volta gravando sui cittadini. Senza pensare alle conseguenze immediate, che ci sono e sono pesanti, perché si sta parlando del posto di lavoro. Dello sfamare una famiglia, del non poter costruirsi un futuro.
E si sta parlando in primo luogo della scuola, della sua funzione altamente pedagogica e ormai dimenticata. Si sta parlando delle fondamenta di una nazione. Del settore atto a far “crescere” le persone in uomini e sostenitori di una paese. Tocca a questa istituzione, alla Scuola, non più tutelata da nessuno, subire l’ennesimo colpo duro adesso. Scuola in ginocchio che non può garantire più nulla se non quel poco che umanamente viene donato agli alunni e alle famiglie da tutto il personale addetto ma che in questo modo viene messo all’angolo. E così l’Istruzione, quell’ istruzione con la “I” maiuscola, fondamento di democrazia e libertà per la nostra società. Futuro dei nostri ragazzi, abbandonati a se stessi ormai.
Non è possibile assorbire 200 mila precari dice la Gelmini. Noi diciamo che non dovevano essere creati e che si poteva evitare, ma la politica del “facciamo tutti contenti”, degli accordi strumentali, ha portato a questo negli anni, al caos, a graduatorie che si accavallano, ad inserimenti che cambiano di volta in volta e alle conseguenti e inevitabili lotte tra poveri. Siamo alla saturazione. Muovi Palermo, è per l’abolizione della riforma Gelmini e per una riforma invece che miri a regolarizzare e ad inserire opportunamente gli insegnanti nelle scuole. Che stabilizzi quei precari, che non hanno scelto di essere precari e che adesso si trovano a scontarsi tra loro. Non si può con questa facilità buttare via i precari “in esubero” perché il vaso adesso è pieno. Parliamo di uomini, di padri e madri, di lavoratori e non di rifiuti da smaltire!
Lo scorso 30 agosto eravamo presenti al provveditorato degli studi di Palermo, invitati a partecipare da alcuni insegnanti siamo andati come cittadini liberi prima di tutto e poi come Associazione. Ad accoglierci, la bandiera della Flc CGIL di Palermo.
A storcere il naso per questo, non siamo stati soltanto noi, ma i tanti cittadini, insegnanti e non, che si aspettavano un’assemblea presieduta da precari della scuola, pronta ad organizzare delle azioni da portare avanti per questa battaglia, ovvero l’ABOLIZIONE DELLA LEGGE 133. Invece ci siamo trovati davanti alla presentazione di una piattaforma di un sindacato, che tentava di spiegare punto per punto il suo piano a centinaia di persone che non avevano di certo deciso di partecipare all’assemblea per sentire quei discorsi.
Discorsi da fare semmai in un secondo momento, quando la riforma sarà ritirata, perché quella è una piattaforma che riguarda, come gli stessi precari presenti dicevano, la scuola del futuro e non l’attuale, non i problemi che si presentano adesso, non i tagli. Non si è parlato dell’abolizione della legge 133, ma di come potere sopravvivere in questo scempio. Di accettare la legge Gelmini e di trovare un accordo.
Domani inizieranno le convocazioni per gli ATA, il 6 per in docenti . Si saprà quanti sono i posti disponibili per le supplenze e quanti quest’anno rimarranno senza lavoro e forse gli insegnanti si renderanno conto sul serio di quello che sta succedendo. E forse porteranno avanti quelle battaglie che dicono di volere portare avanti: non far partire l’anno scolastico, creare disagi sul regolare svolgimento delle lezioni.
E forse così i genitori capiranno il senso di questa battaglia. Perchè lo vivranno sulla loro pelle, quando i loro figli non potranno andare a scuola, quando non saranno più seguiti e preparati adeguatamente. Si vedrà da domani cosa accadrà e cosa i precari della scuola decideranno di fare. Muovi Palermo supporterà i precari della scuola con tutte le sue forze, ma se la lotta sarà vera e sensata, se si lotterà per eliminare la legge 133 invece di cercare palliativi o peggio ancora accordi inutili e semplicemente e spudoratamente politici.
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