La Filcams – Cgil di Trapani contesta l’accordo, sottoscritto nei giorni scorsi a Palermo, tra sindacati, rappresentanti dei gruppi Coin Spa, Oviesse Spa e Miceli, per la riassunzione a tempo determinato e per un solo anno delle lavoratrici e dei lavoratori dei negozi Oviesse in franchising della Sicilia e, in particolare, di Mazara del Vallo ritenendolo, in alcuni punti, un “accordo truffa” per i dipendenti.
I cinque lavoratori mazaresi, licenziati, lo scorso 31 luglio, insieme ad altri cinquantasei colleghi in servizio negli altri otto negozi Oviesse in franchising della Sicilia, gestiti dal gruppo Miceli, potranno, infatti, essere, riassunti a tempo determinato e solo per un anno a condizione che, come prevede l’accordo, si sottopongano ad un periodo di prova di 45 giorni durante il quale Oviesse Spa si riserva la legittimità di effettuare licenziamenti senza motivo e senza preavviso e, secondo quanto espresso nella terza parte dell’accordo, rinuncino alle spettanze vantate come differenze retributive dal giorno dell’assunzione a quello di chiusura del rapporto di lavoro con le società del gruppo Miceli.
Ad essere assunti, precisa, inoltre la Filcams – Cgil non sarebbero tutti i 61 lavoratori ma solo i 38 dipendenti con precedente contratto di lavoro a tempo indeterminato che, avendo i requisiti per l’iscrizione alle liste di mobilità, consentirebbero alla società di usufruire di sgravi contributivi e agevolazioni previste dalla legge.
“Per riottenere la riassunzione, seppur a tempo determinato – afferma il segretario provinciale della Filcams Cgil Vito Gancitano – ciascun lavoratore dovrebbe, per assurdo, rinunciare al recupero di diverse decine di migliaia di euro, che negli anni non ha percepito poiché è stato vittima di una vera e propria forma di estorsione, subendo, sotto minaccia di licenziamento, una retribuzione molto inferiore a quella effettivamente indicata nelle buste paga. Inoltre – prosegue – sotto ricatto, molti lavoratori sono stati convinti a rinunciare al 40% della retribuzione di luglio, dei ratei della 13esima e della 14esima, delle ferie non godute, dei permessi non retribuiti, dei giorni di preavviso di licenziamento, delle ore di straordinario e soprattutto del trattamento di fine rapporto”.
Secondo la Filcams – Cgil di Trapani, che si è comunque detta disponibile a firmare la transazione con Oviesse purché si escluda dall’accordo il periodo prova di 45 giorni e si tenga separata dalla trattativa la parte che riguarda il recupero delle somme che i lavoratori vantano dalla precedente gestione del gruppo Miceli, “Oviesse sarebbe corresponsabile della truffa poiché per esercitare nuova attività nei nove punti vendita le lavoratrici e i lavoratori dovrebbero rinunciare a tutte le spettanze vantate”.
“Con questa operazione – dichiara Gancitano – Oviesse si garantirebbe la possibilità di recuperare un credito di 8/9 milioni di euro vantato nei confronti del gruppo Miceli, un notevole abbattimento del costo del lavoro, grazie agli sgravi contributivi per tutti i lavoratori che saranno assunti dalle liste di mobilità e la possibilità di condizionare il comportamento dei lavoratori e delle lavoratrici assunti a tempo determinato”.
Intanto la Filcams – Cgil ha annunciato che parteciperà all’incontro convocato il 3 settembre, alle 10, all’Astoria Palace Hotel di Palermo, dai gruppi Coin Spa, Oviesse Spa e Miceli, “solo se l’Oviesse si dichiarerà disponibile ad assumere i lavoratori senza che essi rinuncino ai crediti vantanti nei confronti del gruppo Miceli”.
La Filcams – Cgil ha, infine, reso noto che ha avviato la procedura legale nei confronti dell’azienda Miceli, per il recupero di tutti i crediti vantati dai lavoratori e ha contestualmente chiesto alla direzione dell’Oviesse di garantire la riapertura di tutti i punti vendita della Sicilia e, in particolare, di quello di Mazara del Vallo.
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