Tutti in riga i politici siciliani quando arrivano nelle città capoluogo di provincia (incostituzionali in Sicilia) i nuovi prefetti (anch’essi incostituzionali nell’Isola).
Ricevimenti e auguri di buon lavoro da tutti. Nessuno che si senta in dovere di sottolineare che la nomina del prefetto, imposto da un governo nazionale colonialista è incostituzionale poiché il rappresentante dello stato italiano in Sicilia è, costituzionalmente, il presidente della Regione.
Una semplice precisazione che potrebbe dare veramente la svolta autonomista in Sicilia tanto sbandierata da Raffaele Lombardo che, è storia di questi giorni, ritorna alla carica per le accise che spettano, per Statuto alla Sicilia.
E il resto? E’ accademia.
L’articolo 21 dello Statuto recita:
1. Il Presidente è Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione.
2. Egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato, che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali.
3. Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.
La presenza dei prefetti in Sicilia viola lo Statuto, ma chi mai si opporrà a queste nomine?
Per i nostri politici il rispetto della Costituzione e dello Statuto è solo accademia per convegni e manifestazioni, ovviamente tutti rigorosamente a spese dei cittadini.
Fin quando avremo certi politici che parlano di autonomia e agiscono da nazionalisti, per la Sicilia non ci sarà possibilità di sviluppo, economico, sociale e … politico!
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