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 insegnante76 ha scritto il 1 settembre 2010 10:28

Credo che ci sia un equivoco di fondo. Il problema non è che il personale sovrabbonda e che i precari non possono pretendere tutti di lavorare. Il problema è che il personale impiegato nelle scuole è stato forzosamente ridotto, attraverso l’aumento di alunni per classe e la riduzione delle ore di lezione. Quindi, ci troviamo di fronte ad una scuola pubblica in cui:
1) gli studenti per classe sono troppi
2) gli insegnanti sono pochi e quasi sempre precari, per cui ogni anno le classi sono costretti a cambiarli. La continuità didattica non è più un valore!
3) non ci sono soldi per coprire le eventuali sostituzioni: ormai le supplenze le fanno i presidi o gli insegnanti della scuola, attraverso ore aggiuntive gratutite
4) mancano i fondi per gite, laboratori, strutture.
Il problema, quindi, è prima di tutto degli studenti. La precarietà dell’insegnamento è precarietà dell’apprendimento!

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