Continua incessante la tragica conta di morti civili nel martoriato paese asiatico. Per lo più molte donne e bambini, effetti collaterali della causa americana della sicurezza “interna” e alla pseudo lotta al terrorismo.
Giovedì scorso, nella zona montuosa della provincia di Kunur, sei bambini sono stati uccisi da bombe sganciate da un area in forza alla NATO, mentre raccoglievano rottami. Lo riferisce il capo della polizia provinciale, Khalilullah Ziayee
Sempre Giovedì, altri tre soldati della coalizione sono stati uccisi a seguito di attachi di talebani.
Dalle forze NATO giunge la solita trita e ritrita dichiarazione: l’alleanza ha detto che sta indagando su presunti casi di vittime civili”.
Il portavoce James Dawkins, con una dichiarazione che sembra una battuta di spirito fuori luogo, ha affermato che “noi prendiamo sul serio le accuse di vittime civili e stiamo indagando per scoprire cosa è successo”.
Le truppe multinazionali sono in possesso di apparecchiature tali da poter “vedere” un uomo mentre si fa la doccia sotto un albero e “indaga” su casi eclatanti di uccisioni di bambini da parte di “spericolati” piloti USA.
Secondo le ipotesi della NATO, le vittime civili sarebbero per lo più accadute durante i raid notturni ma questo contrasta con la cruda realtà della cronaca quotidiana.
Migliaia di morti, effetti collaterali, aspettano da anni giustizia e le NATO continua ad indagare. Ma fino ad oggi non risulta che sia saltata qualche testa importa tante …
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