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RAGUSA: il Comune ha debiti per 9 milioni di euro. L’ATO chiede attivazione l.r. 9/2010

Stante l’ingente debito del Comune di Modica nei confronti dell’ATO, di oltre 9.000.000 €, il Collegio dei Liquidatori della Società d’Ambito ha richiesto alla Regione Siciliana l’attivazione nei confronti dello stesso Comune dei poteri sostitutivi previsti dalla nuova Legge Regionale n. 9/2010 sulla gestione integrata dei rifiuti.L’esposizione debitoria del Comune di Modica nei confronti dell’ATO ha raggiunto livelli tali da compromettere l’equilibrio gestionale della Società, con il pericolo di determinare un blocco delle attività relative alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti del territorio della Provincia di Ragusa..

A seguito dell’azione escutiva intrapresa dalla Agesp s.p.a. per l’ammontare complessivo di € 1.600.492,03, già titolare del servizio di igiene urbana del Comune di Modica per il periodo dicembre 2005 – dicembre 2006, è stato sottoscritto tra ATO e Agesp s.p.a. un accordo transattivo con l’impegno del Comune di Modica di garantire la copertura finanziaria per pagare la ditta con la conseguenza che se prima non viene onorato quel debito l’ATO si trova nell’impossibilità di effettuare qualsiasi tipo di pagamento, a partire dalla semplice bolletta per la fonitura dell’energia elettrica, e quindi con il blocco dei pagamenti dei fornitori.

Stante il concreto pericolo del blocco totale di questa Società, nell’ipotesi in cui non si riesca a far fronte a questa situazione, il Collegio dei Liquidatori dell’ATO, conformemente a quanto deliberato dall’Assemblea dei Soci nella seduta del 12/08/2010 ed in applicazione della Legge Regionale 8 aprile 2010 n. 9 “Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, ha attivato le procedure di cui all’art. 14, comma 3 e comma 4.

Quanto sopra in quanto il comportamento del Comune di Modica di fatto configura gli estremi della grave violazione di cui all’art. 14, comma 3, della Legge Regionale n. 9/2010.

Si riportano qui di seguito le normative di riferimento, art. 4, comma 2 lett. a) – g) ed art. 14, comma 3 e comma 4 della L.R. n. 9/2010:

Art. 4, comma 2:

Ai sensi del comma 1 i comuni:

a) stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, relativamente al territorio di ogni singolo comune, con i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle S.R.R.;

b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;

c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale (TIA) di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità;

d) provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine cronologico;

e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle S.R.R.;

f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d’ambito;

g) adottano per quanto di competenza disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti; 

Art. 14, comma 3 e comma 4:

3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle S.R.R.

b) la violazione degli adempimenti di cui alle lettere da a) a g) dell’articolo 4, comma 2. 

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica dispone, previa diffida non inferiore a novanta giorni, la nomina di commissari straordinari e contestualmente la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti”.

 L’Assemblea dei soci dell’ATO per il 6 settembre 2010 in seconda convocazione per discutere e deliberare sulla grave situazione debitoria del Comune di Modica.