E non poteva essere altrimenti considerato che manca alla società che per anni ha effettuato in servizio, il requisito “principe” per poterlo gestire. La CSI di Sciacca infatti , è un’azienda che non possiede l’abilitazione e la certificazione alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada, ai sensi del Dlgs 395/2000, o equivalente titolo comunitario.
Ed ovviamente, anche se nel bando di gara non è precisato, manca alla CSI l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori e deve essere “proprietaria degli automezzi per i quali viene rilasciata specifica autorizzazione all’uso pubblico”.
Inoltre, per essere certificata azienda per trasporto pubblico, il reddito d’azienda deve essere “esclusivo dell’attività di autotrasportatore – art. 5 comma 7 “7. I soggetti di cui all’articolo 1, commi 2 e 3, devono essere iscritti nei ruoli delle imposte sui redditi delle persone fisiche o giuridiche relativamente al reddito d’impresa, o avere presentato la dichiarazione relativamente a tale reddito”.
Per anni l’amministrazione comunale di Marsala ha quindi, contro ogni norme di legge, consegnato il servizio a società e ditte locali privo di ogni minimo requisito di legge.
Con il bando per il servizio 2010/2011, e dopo le nostre inchieste che sono state anche attenzionate dall’INPS e dalla Motorizzazione Civile, ma soprattutto hanno aperto gli occhi (che non possono più chiudere perché ora sanno quali sono le leggi …) all’ente Marsala Schola che ha opportunamente previsto il requisito di legge.
E malgrado ciò, la CSI, pur non essendo certificata, pur non essendo iscritta all’albo degli autotrasportatori, pur non avendo come reddito “esclusivo” quello di autotrasportatore, ha partecipato alla gara.
E come le altre volte, unica partecipante !
Ma il giorno 20, all’apertura della busta, la commissione dopo aver letto la proposta CSI non ha assegnato il l’appalto in quanto è apparso subito evidente che la documentazione della società non conteneva l’elemento “principe”, cioè, la certificazione di azienda certificata per autotrasporto pubblico.
Adesso sembra che Marsala Schola sia orientata ad indire una gara a trattativa privata, più o meno come avvenne due anni fa per la questione della mensa quando venne esclusa dalla gara La Cooperativa Airone.
E’ finita un’era e da oggi sul servizio di scuolabus nessuno potrà dire di non “sapere”. Le norme di legge sono chiare, e anche se ci sono voluti due anni di nostre inchieste giornalistiche, spesso criticate ed osteggiate, alla fine tutti si sono resi conto che era insostenibile una situazione “anomala” come quella vissuta per tanti anni fuori da ogni rispetto delle norme di legge.
Abbiamo cominciato con l’inchiesta sulle manutenzioni dei mezzi (si ricorderà in che condizioni erano tenuti e soprattuto dei lunotti posteriori in plastica!!), per passare ai contratti dei lavoratori, e quindi alle violazioni della società (che non avrebbe potuto avere assegnato l’appalto) e abbiamo concluso con la “scoperta” che fino all’anno scorso gli appalti per il servizio pubblico per trasporto alunni veniva assegnato, incredibilmente, a società non in possesso delle necessarie certificazioni di legge!
Noi siamo, lasciatecelo dire con un pizzico di orgoglio, gli artefici di questo nuovo corso, ed è la nostra più grande soddisfazione.
Questa piccola grande vittoria del diritto, è la dimostrazione che la stampa, libera ed indipendente, deve essere sempre al servizio della verità , scevra da ogni logica politica.
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