Continua il silenzio di Antonio Padellaro, direttore de Il Fatto Quotidiano che si vanta di essere un giornale “senza contributi pubblici”. Ormai abbiamo superato i due mesi da quando gli abbiamo rivolto, inutilmente, alcune domande, probabilmente imbarazzanti, sulla sua partecipazione all’operazione commerciale A Chiare Lettere, presentata come una manifestazione di interesse pubblico.
Notare le locandire con gli omini ….
Proprio quel Fatto Quotidiano che secondo quanto viene indicato in prima pagina che non riceve fondi pubblici, senza peraltro indicare se non richiesti oppure semplicemente perché non ne hanno diritto …
Continueremo a ripetere settimanalmente il nostro invito a Padellaro a rispondere alle nostre domande e, cosa non meno importante, dirci come mai su questa manifestazione i grandi giornalisti di inchiesta che vi hanno partecipato non … fanno inchiesta.
Come abbiamo già riferito, è Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiare Lettere, azionista de Il Fatto Quotidiano, che ce lo impone.
Infatti, nella sua intervista a Francesco Musolino, ha detto che un giornalista VERO non può rinunciare a cercare la verità …
Ebbene, noi non rinunciamo a cercare la verità. Ci auguriamo che Antonio Padellaro faccia tesoro delle parole del suo azionista e risponda alle nostre domande.
“A Chiare Lettere, festival del giornalismo di inchiesta” tenutosi a Marsala a totale carico, o quasi, delle casse pubbliche, è stata una vera e propria operazione di marketing della casa editrice Chiare Lettere, che a Marsala ha portato i suoi autori, i suoi libri, e i suoi marchi … Chiare Lettere e Il Fatto Quotidiano diretto da Antonio Padellaro, di cui Chiare Lettere è azionista.
LE NOSTRE DOMANDE, fatte un giorno prima del “festival” :
Egregio Direttore,
il suo giornale riporta in prima pagina l’indicazione “non sovvenzionato da fondi pubblici”.
Questo fa onore a chi intende portare avanti una comunicazione libera.
Però, lei domani sarà a Marsala, almeno così affermano gli organizzatori, per parteciapre al 2^ festival del giornalismo di inchiesta “A CHIARE LETTERE”.
Già dal nome appare una manifestazione pubblicitaria della casa editrice di riferimento anche in considerazione che come l’anno scorso, una buona parte degli invitati saranno “scrittori” di Chiare Lettere … Ma il titolo della manifestazione non lascerebbe dubbi circa l’operzione pubblicitaria.
La manifestazione che riporta il logo del Comune di Marsala senza peraltro che questa abbia ancora “deliberato” in tal senso, sarà finanziata per circa 84 mila euro con soldi pubblici provienti dalle casse comunali. Ma anche in questo caso, ad oggi, non esiste alcuna deliberazione in tal senso.
Sembrerebbe quindi evidente, come ci è stato riferito dal Capo di Gabinetto del Comune di Marsala, che ci possano essere stati incontri politici con rappresentanti della società Sosia & Pistoia e Mismaonda, che con la locale Communico srl organizza l’evento, con la quale possano essere stati concordati “verbalmente” gli impegni dell’amministrazione.
Questo verosimilmente è quanto potrebbe essere accaduto considerato che nessuno organizza una manifestazione dal costo complessivio di 120 mila euro noon avendo adeguata copertura …
Ma qui, ad un giorno dall’inizio, nessun impegno, ovvero nessuna determina e nessuna delibera di giunta, ha concesso l’uso del logo nè assegnato i fondi di cui si parla. E questo appare alquanto “irregolare”
Premesso ciò, lei che dirige un giornala di inchiesta e si definisce “libero” non pensa che questa manifestazione sia una attività pubblicitaria di Chiare Lettere a costo pubblico?
Come concilia la sua “asserita” autonomia quando poi partecipa, invitato e quindi spesato del suo viaggio e del suo soggiorno a Marsala, con soldi pubblici?
Ritiene che sia “corretto” che una manifestazione di marketing di una società editrice sia sovvenizonata con soldi pubblici ?
Come mai, secondo lei, nessun giornalista di inchiesta ha mai realizzato una “inchiesta” su questa attività privata svolta con fondi pubblici ?